Vi siete mai chiesti cosa scateni le guerre ?
Ci sono due aspetti nell’uomo, uno che tende ad essere preciso, formale, corretto: l’ordine.
Un altro, attinge alla libertà indiscriminata di decidere qualunque cosa della propria vita, non vuole limiti, non vuole paletti che ostacolino la pazienza: questo è il caos.
Ogni civiltà mostra come entrambe le componenti debbano essere considerate, e puntualmente mostra anche come entrambe le componenti non possano coesistere mescolandosi troppo.
Ogni forma di civiltà, sia che abbia avuto successo o abbia fallito, ha tentato in qualche modo di cercare una formula di coesione tra il caos e l’ordine.

Vedendo certi politici, si nota come l’ordine sia una prerogativa:far pagare le tasse, far codificare strade,abitazioni,tempi, far strutturare città, razionalizzare fondi.
Ci sono poi le attività “caotiche” anche nelle città ordinate: il gioco d’azzardo, la formula 1, la caccia nei boschi, e tutte quei generi di attività atti a sfogare l’IO dopo aver rispettato le infinite regole dell’ordine.
Certi politici, fantasisti, possono anche decidere di far rispettare l’Ordine agli “altri”, fallendo poi nel non riconoscere anche i propri doveri. Allora si cercano deterrenti, delle pillole zuccherate, giusto per addolcire l’amara verità e cioè che l’essere umano è qualcosa di tutt’altro che bilanciato. Vediamo quindi che scrivere una legge “ad personam” diventa un modo di inserire nell’ordine il caos, anzi, il Proprio caos.

yin-yang

Quando però il bianco ed il nero si mescolano a certi livelli, non rimangono ben distinti come lo Yin e lo Yang, simbolo di equilibrio universale, ma danno vita ad un grigiore polveroso e velenifero, tipico di città come Hong Kong o Milano… Le città hanno il colore del compromesso a cui sono soggette.
Credo che pretendere ordine laddove il caos abbia, seppur lentamente, preso il sopravvento significhi… Guerra.

Banalmente, la guerra è un tentativo di coloro che difendono l’ordine di predominare sul caos, mentre coloro che difendono il caos cercheranno la stessa medesima cosa di verso pari ed opposto.
Del resto è anche vero che non ci può essere luce senza buio, o per semplificare, un equilibrio senza la perfetta alternanza dell’uno e dell’altro.

Allora quale è la formula migliore per far coesistere l’ordine e il caos ?
Se l’ordine ha prevalso per la maggiore fino ad oggi, per rimanere in equilibrio ora toccherà al caos, e cosi via verso gli eoni dell’universo in un’alternanza possibilmente perfetta. Proprio come fanno due ragazzi che, tenendosi per le mani, giocano al girotondo. Se uno dei due lascia, cascano rovinosamente entrambe.
Questa è la sorpresa che i generali ed i grandi capi di stato non riconoscono: ossia se falliscono i nemici, falliscono anche loro. Provate a pensare: le guerre terminano con le “tregue”, senza vincitori nè vinti. Segno che il giro si è equilibrato, è in una stasi temporanea, ma solo fino al prossimo giro!

Però, che cosa triste che “il turbine immondo” sia cosi costoso in termini di vite umane, di sofferenza, e di dolore. Siamo parte di un sistema dinamico pur essendo amanti della pace, della “stasi”, del quieto vivere.

Semmai la nostra civiltà riconoscesse di essere errata per definizione, spero che muti senza creare danno alcuno. In fondo, a ricostruire le cose c’è sempre questo inguaribile, sbilanciato e pazzo essere umano.