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Archive for novembre, 2013

StillAliveJS

I programmatori, si sa, sono esseri in perenne crisi mistica, altamente suscettibili, profondamente devoti alla ricerca della routine perfetta, intrinsecamente allergici all’anomalia e morfologicamente testati da molteplici routine autocritiche dalle quali ottengono costante punteggio di insufficienza.
E cosi sono io.

La domanda a cui vuole rispondere in modo ilare, o forse no, la routine di questo giorno, in questa era e in questo eone, è: “E se morissi?

Quanto ridere nel vedere tutto cambiare o forse nel non cambiare… E quanto ridere per il neo defunto programmatore che torna alla sorgente, a Matrix(tm), e forse che poco ridere per tutti gli altri. Ma mettiamo di prenderla sul ridere e basta… Ok, cosa cambierebbe?
Usando routine euristiche che automaticamente si innescano nella mente di un programmatore abbiamo in input un oggetto, TheCoder, che ad un certo punto termina di funzionare. Semplicemente si disintegra diventando un insieme di Random Bytes.

“Orbene bisogna prevedere tale eccezione ricorrere ai ripari”.

La prima cosa da fare è innescare la terminazione di tutti i processi attivi per tale istanza ormai assente. Non si può compromettere il sistema. Mettiamo quindi il caso che tale programmatore, per diletto o per solitudine, cerchi di vendere software online o comunque inneschi operazioni periodiche che godono di vita propria.
A questo punto essendo egli padrone di sé stesso (ovvero insostituibile e solo in questa specifica funzione) dovrà provvedere ad un meccanismo di auto-terminazione delle sue attività automatiche. Ed è qui che entra in merito StillAliveJS!

Acclamato dai maggiori esperti mondiali e insignito delle più alte onorificenze moderne di codice, questa routine javascript che ho scritto in poche ore (la maggior parte spese a pensare a cosa stessi facendo) non fa altro che interrogare via AJAX un file JSON dove sono posizionate 2 informazioni:

  1. Un range data ferie
  2. Una data di terminazione

Cosa succederebbe se questo file, aggiornato periodicamente (non troppo spesso, ma nemmeno una volta ogni 1000 giorni!) si trovasse ad avere date inferiori alla data odierna, a dimostrazione di essere stato trascurato senza ragione alcuna?

Beh, grazie alla routine StillAliveJS segnalerebbe un blocco programmatico con messaggi come “sospeso” o addirittura “terminato”.
E cosa succederebbe allora se tale messaggio venisse usato per interdire un certo bottone su una certa pagina, bloccando di fatto una certa azione? A che servirebbe tutto ciò?
Già avrete capito il nesso che si designa sotto al vostro attento sguardo da lettore cybernauta… il blocco di eventuali vendite/funzioni/pagine che richiederebbero una vostra azione psicofisica, e che d’altronde non verrebbero più corrisposte da alcun essere vivente (o non vivente o comunque difficilmente sussistente..) e formalmente in grado di evadere la richiesta in tempi e modi contrariamente più consoni all’avvicendarsi dell’Ordine e degli Eventi!

Per riassumere, StillAliveJS si occuperà della fine, la vostra fine 🙂
Ed eccolo a questo indirizzo!

Tutto questo completa l’esperienza informatica di un essere.
Non bariamo con la terminazione! C’è la Creazione e c’è la Distruzione. C’è l’Inizio e c’è la Fine, l’Alfa e l’Omega.
Non si parla di giusto o sbagliato, ma semplicemente del ciclo della vita. Non esisterebbe un Incipit senza il relativo Explicit.
Integrando meccanismi di auto-disattivazione nelle proprie pagine web o nelle vendite dei propri prodotti o negli automatismi stanziati nel nostro tempo, non è un atto di depressione, malinconia, paranoia, ma, forse, solo di correttezza verso la Vita, il Creato, e gli Esseri che lo popolano.

StillAliveJS2 Terminated


E questa è la fine dell’articolo.
Buona continuazione verso una Coscenza Superiore.
~TheCoderTeminated();

_Lord Hol Napult_

Impossibile Esistere

Space StarsFuori piove, da giorni, da mesi, forse non ce ne eravamo mai accorti, forse da anni. Uno trascina la propria vita nel tempo, a volte la domina, a volte ne è vittima travolta, e a volte semplicemente attende qualcosa che non arriva mai, qualcosa di magico o di tragico, di sconvolgente o di incantevole. Il problema e’ che attende, a volte, tutta la vita.

La “routine“, cosi come la concepiamo nel 2013, significa azionarsi la mattina, eseguire il cerimoniale della vestizione e del lavaggio, conquista(?) ormai consolidata nel tempo, procedere verso un mezzo inquinante e sbilanciato per raggiungere luoghi di maggiore o minore prestigio e potere, non fa differenza; dopo questo la “routine” prevede l’esecuzione di compiti più o meno ripetitivi, a volte inutili, a volte utili, ma per chi? Questo ci permette di dire a noi stessi, oggi abbiamo fatto qualcosa di utile, e abbiamo fatto il nostro dovere.
Ma per chi? Forse per giustificare l’alternativa inutilità dell’esistenza, la nostra esistenza. Ci diamo anche dei prezzi, delle cifre maggiori o minori per valorizzare le nostre azioni.

A volte queste “mercificazioni” del tempo, il nostro tempo, permettono la “competitività” che da sempre costituisce l’istinto di sopravvivenza degli esseri, degli animali. Chi più guadagna, magari senza alcuna conoscenza superiore, domina e giustifica meglio a se’ stesso la propria esistenza, e ne nasconde abilmente l’inutilità.

Diciamo che vogliamo gettare acqua sul fuoco e placare il nostro istinto di auto interrogazione, con la “routine”. Tuttavia il chiodo è fisso, e l’indomani la domanda si ripresenta: perchè esisti? E perchè in questo modo, a questo livello? Perchè hai bisogno di questo, tutto questo, per dirigere la tua vita, o più semplicemente, per vivere?
Difficile a dirsi, e qui la maggior parte dei filosofi, teologi e praticoni del caso getterà un timbro sull’argomento, definendolo obsoleto(?), adolescenziale, pazzoide. Ma la loro Risposta dove è?
Semplicemente il loro “chiodo fisso” l’hanno cementato per dimenticarlo, e il loro sguardo l’anno distolto con distrazioni di ogni tipo…

Orbene, diamo un fine a questo discorso completando la seconda fase della giornata. Si chiude la cassetta degli attrezzi, o il libro, o si spegne il computer, si è stanchi, ci si guarda intorno inebetiti cercando qualcuno da salutare, altro cerimoniale per comunicare al nostro subconscio che per oggi abbiamo eseguito il nostro Grande Compito, e da li in poi si volge al termine, cercando l’uscita. Forse qualcosa è cambiato tra l’inizio e la fine della giornata, ma non La Domanda e non abbiamo trovato La Risposta.

E questo ci tiene forse in vita. L’indomani sarà un altro giorno a cui demandare La Domanda, ed anche la speranza di trovare un briciolo della risposta.
E poi c’è tutto il resto. Forse non rimane più molto tempo per pensare, nel 2013, ma questo ci fa trascorrere il tempo in modo armonioso. Fino a che la demenza senile e la caducità del nostro stesso sistema ci costringeranno ad emettere una sola e frettolosa Grande Risposta a cosa la vita, la nostra vita, è servita.


Confido che in quel momento, tanto vicino o tanto lontano, ci sia qualcosa di meglio di una banale risposta formulata tra denti stretti e un corpo sofferente che cerca frettolosamente qualcosa, cosi come si cercano le chiavi prima di partire per la “routine”…

Gollum

Se giungerete alla conclusione a cui giunsi io, forse la Risposta è l’Impossibilità di Esistere, a meno di avere una scelta, una singola scelta, che cambi in qualche modo l’Universo nel bene o nel male, in funzione di essa.

_Lord Hol Napult_

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