Prefazione – in Italia molti genitori hanno dovuto affrontare l’obbligatorietà vaccinale infantile di 10 vaccini. Mi rendo conto che l’argomento sulla sanità pediatrica richiederebbe dei libri interi. In questo spazio mi sono limitato a estrarre ciò che faticosamente ho appreso sia dalla rete e dai giornali, senza pregiudizi, e scartando il superfluo. Probabilmente non ho aggiunto molto altro al “saputo”, ma anche solo riassumere è stato difficile. Ho riportato meticolosamente i link delle fonti presenti nelle mie osservazioni, sperando che perdurino nel tempo al fine di consentirvi ogni verifica e approfondimento. Inoltre sono stati classificati per importanza: simbolo rosso se importanti (!), normale se secondari. Il mio consiglio è quello di consultarli tutti una volta terminato l’articolo. E questo semplicemente perché “La medicina non è una scienza esatta”.

 

La Costituzione Italiana

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
Costituzione Italiana – Articolo 32
https://www.senato.it/1025?sezione=121&articolo_numero_articolo=32#

 

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”
Costituzione Italiana – Articolo 21 – primi 2 commi
https://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_21_della_Costituzione_italiana

 

La Legge
Italia, 19 Maggio 2017. In parlamento arriva un decreto legge (ovvero legge con carattere di urgenza) che impone a tutti gli italiani di età inferiore ai 16 anni la vaccinazione obbligatoria, pena il rifiuto alle strutture pubbliche di educazione e multe per gli “inadempienti”. Nella sua prima forma, poi rettificata il mese successivo, si perdeva la patria potestà sul nascituro se si fosse rifiutata la profilassi medica.
Un contesto duro quindi che ha tolto la pace a molte famiglie e spaventato molte altre allarmate da ipotetiche epidemie in corso che giustificassero il decreto. Non c’è stata pace quindi, salvo forse per chi non ne fosse coinvolto o chi dei vaccini fosse ormai esente, oppure, per chi non avesse alcun figlio da accudire.
E così mentre il decreto approdava in tempi tecnici esatti per essere approvato a legge in circa 60 giorni, oltre il quale la pausa estiva lo avrebbe distolto dall’attenzione, ecco che i neo-genitori iniziavano a percepire un obbligo di sanità che era prima normale profilassi medica. Il programma vaccinale era stato deciso nel 2014 a livello mondiale durante la Global Health Security Agenda (GHSA) – (!)(http://www.aifa.gov.it/content/litalia-capofila-le-strategie-vaccinali-livello-mondiale) e prevedeva, secondo gli accordi, che l’Italia divenisse capofila di questa manovra.

La domanda

Gentile lettore, a questo punto prima di trascinarti con me nell’analisi del problema, ti devo fare “La Domanda”. Di seguito non leggerai altro che una ricerca approfondita di informazioni reperite da documenti online e da riflessioni personali. Potrebbe non interessarti nulla di ciò, oppure potrei essermi basato su fonti non attendibili, il che invaliderebbe il tutto. Oppure potrebbe corrispondere tutto a verità. Comunque sia, questa…

“…è la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.”


(https://it.wikiquote.org/wiki/Matrix)

Pillola Blu – fine della storia. Tutto sommato è la scelta più conveniente e non credo ci sia da obiettare nulla. Clicca qui per uscire.

 

Pillola Rossa – hai liberamente deciso di scendere nel Web. Mi auguro che le analisi siano a te comprensibili e chiare fino in fondo. Starà comunque a te la valutazione finale, verificando le fonti e le informazioni, e questo è un passaggio che nessuno potrà mai toglierti.

Il calendario

Fingiamo per un attimo che questo decreto non si applichi solo ai bambini che voce non hanno. Facciamo quindi finta che si applichi a tutti. Anche chi risulta in età adulta (20 / 60 anni), e quindi anche a te, nell’ipotesi di portarti al corretto punto di vista: ognuno dovrà andare a vaccinarsi con il seguente calendario se non ha ancora adempiuto…

Il calendario prevede 3 iniezioni di esavalente in contemporanea con 3 antipneumococcico (“facoltativo ma fortemente consigliato”, come si suol dire), e 3 antimeningococcico (15 giorni dopo ogni esavalente, quasi come fosse una corsa o fossimo in epidemia – comunque anche questi facoltativi ma fortemente consigliati..) e il tutto nel giro di 6 mesi. E poi MPR+V (quadrivalente morbillo parotite rosolia + varicella) dall’anno in poi e con richiami ogni 6 anni.

Secondo il libretto dell’Infanrix Hexa a pagina 5 scaricabile qui, si nota che:

E’ stato osservato un incremento del tasso di segnalazioni di convulsioni (con o senza febbre) e di episodi ipotonici-iporesponsivi a seguito della somministrazione concomitante di Infanrix hexa (esavalente) e di Prevenar 13 (antipneumococcico).

Ora come potete vedere il calendario li prevede sempre rigorosamente insieme. Come mai? Forse per un bambino sano non ci sono problemi, ma per gli altri? Vogliamo rischiare per forza perchè siamo sicuri del risultato?

Proseguiamo con la nostra ipotesi e aggiungiamo quindi due o tre reazioni avverse (classificate come “lievi”), assolutamente frequenti (http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/rapporto-sulla-sorveglianza-postmarketing-dei-vaccini-italia): una febbre alta di 30 ore e un eritema che copre il corpo di puntini rossi sparsi per tutta la pelle.
Infine finalmente ci dovrebbe essere l’effetto protettivo. Siamo vaccinati.

Attorno a noi però non lo è quasi nessun altro. Ci inoltriamo in città inquinate il cui piano energetico eco-sostenibile risulta ancora da realizzare, e discorriamo con persone di tutte le razze, le estrazioni sociali e soprattutto le situazioni sanitario igieniche variegate.
L’Italia riscontra ad oggi delle difficoltà in tal senso:

Chiunque altro in realtà potrebbe benissimo essere portatore sano di qualche epidemia preannunciata (come la tubercolosi) minacciando la comunità. Questo non vale solo per gli stranieri; il primo effetto della povertà è la mancanza di accesso alle cure (Povertà, Istat: “L’11,9 per cento delle famiglie in grave difficoltà economica nel 2016”. Allarme per anziani e bimbi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/19/poverta-listat-l119-per-cento-delle-famiglie-in-grave-difficolta-economica-nel-2016/3531155/) . Tradotto: l’obbligo è studiato per i bambini ma per tutti gli altri no, nemmeno per gli operatori sanitari e pediatrici. Che effetto gregge si spererebbe di ottenere così? E questo dovrebbe da solo destare qualche sospetto.

 

I No-Vax vorrebbero un mondo di epidemie! Sia benedetto l’obbligo!

Scusate ancora… si può davvero credere che un genitore a cui sta a cuore il figlio o la figlia più di ogni altra cosa possa mettere a rischio la creatura evitandogli una pratica medica che possa proteggerlo, ma dopo che quest’ultima fosse considerata assolutamente sicura ed efficace?

Purtroppo non è proprio così. Queste persone vengono etichettate come no-vax ma altro non sono che comuni cittadini che percepiscono un pericolo e vogliono più garanzie. Ma di cosa hanno paura? E perchè sono cosi numerosi e demonizzati dai media questi no-vax? Il dialogo, deficitario durante il decreto legge, sparisce anche qui. C’è di che insospettirsi per la seconda volta…

“Io non sapevo di essere no-vax, free-vax o che altro, anzi, non me ne importava nulla! Ciò che volevo era capire verificare e proteggere la vita, la vita di mio figlio o figlia o persino la vita dei tuoi figli, sia quelli che hai, che quelli che avrai….”

Se siete abituati a leggere solo il volantino delle indicazioni probabilmente non siete avvezzi alla ricerca della verità nascosta. E’ anche comprensibile in quanto non vi verrà dato il vero manuale del vaccino con tutte le informazioni, ma solo un estratto generico e un depliant colorato e un invito a presentarvi. Solo poi se vorrete, potrete richiederlo all’ASL. Ad esempio nel libretto dell’esavalente (pag.2) risulta chiara la presenza di sostanze tossiche come la formaldeide, o la quantità di alluminio… E’ di fatto un manuale del vaccinista, tecnico e dettagliato, ma abbastanza comprensibile da chiunque.

Nei libretti ricevuti invece non troverete traccia delle sostanze che vengono iniettate, e non sarete quindi indotti a condurre alcuna verifica. E’ qui tristemente che si rovina un pò il rapporto di fiducia con la medicina ufficiale.

(nella foto a sinistra il libretto consegnato via posta, e a destra il vero manuale dell’Infanrix Hexa, non consegnato)

La prima verità nascosta è che i vaccini non sono sicuri al 100%, sono farmaci e il rapporto riservato della glaxSmithKline (da pagina 11 in poi) lo conferma. Questo rapporto sembra essere finito in rete in circostanze misteriose, ma è possibile scaricarlo liberamente da qui:

La GlaxoSmithKline è l’azienda farmaceutica produttrice dell’esavalente Infanrix Hexa ed il rapporto è un’indagine interna sul proprio prodotto, dove non si autocertifica nulla sulle morti indicate e ogni correlazione viene annullata o slegata dalla vaccinazione. Sono riportati decessi avvenuti poco dopo il vaccino e le reazioni avverse registrate sui “campioni”, ma pare solo a fine statitstico. Chiaramente un’indagine migliore richiederebbe un organo esterno, ma anche questa vale la pena di essere letta.

Pare insomma che si possano riportare anche danni gravissimi, e per questo l’attuale piano di vaccinazione italiano ha esteso la vigilanza sulle somministrazioni.

Comunque sia, se anche vi dicessero che sono una minima parte i bambini afflitti da reazione avversa grave, cosa vi importa della statistica se alla fine toccasse proprio al vostro bambino, o ad un vostro caro, ovvero tutto di ciò che vi interessa principalmente? Se dall’altro lato però vi dicessero che si rischia anche a non fare le vaccinazioni e che le epidemie si possono prendere per un singolo contatto durante tutta la vita, cosa segliereste? Infine, se vi facessero presente solo il secondo punto, di nuovo, cosa scegliereste? Non è scelta facile ovviamente (salvo forse per la terza opzione..). Questa è una domanda a cui cercheremo di rispondere, indagando e leggendo documenti. Resta comunque senza risposta per ora…

La seconda verità nascosta è che il sistema di reperimento delle reazioni avverse e delle associazioni a danni lievi e gravi di fatto non funziona per svariati motivi, e solo una parte delle reazioni avverse sembra essere correttamente registrata (http://www.vacciniinforma.it/2014/07/07/farmacovigilanza-e-la-necessita-di-segnalare-le-reazioni-avverse/1075). Ora si può e si deve fare attraverso questo portale online: Sospette reazioni avverse ai medicinali. Possibile segnalarle online su Vigifarmaco.it: http://www.aifa.gov.it/content/sospette-reazioni-avverse-ai-medicinali-possibile-segnalarle-online-su-vigifarmacoit-0

Se deciderete per le vaccinazioni, fate sapere eventuali reazioni avverse usando il form delle segnalazione delle reazioni avverse (https://www.vigifarmaco.it/). E’ importante e doveroso.

E quindi capiamo che la ricerca della verità è di fatto un processo doloroso, estenuante, pieno di difficoltà e di documenti complessi, trovati qua e là in rete assieme ad appunti poco chiari e difficili da incrociare, al fine di ottenere informazioni utili e chiare. E tralasciamo gli insulti denigratori di chi, a differenza di voi, non sta cercando nulla e si accontenta del volantino. Voi volete solo capire cosa succede, cosa vi vendono come sicuro e cosa ne sarà della vostra creatura dal secondo successivo alla vaccinazione in poi.

 

 

Ok, ma cosa spaventa di più?

Questo… oramai è chiaro:
Il mondo sta riscontrando un aumento dei casi di autismo del 3200%. Dal 2000 ad oggi, 1 bambino su 100 (uno su cento..) in Italia, ed 1 su 88 in America, riscontra autismo.

E la stima purtroppo cresce ogni anno inesorabilmente, stimando 1 bambino su 50 nel 2030 se la curva non si arresta.

A questo delirio di autismo in crescita esponenziale, vera e propria pandemia inspiegata, la scienza “non da alcuna risposta esauriente”.

https://it.wikipedia.org/wiki/Autismo

E purtroppo la medicina (audace sul ruolo dei vaccini) non sa dare una risposta scientifica riguardo l’autismo. E inizierà il coro su come sia dimostrata la non correlazione tra autismo e vaccini in seguito ad una certa condanna di un certo medico radiato dall’ordine dei medici. Ma pensate che le ricerche si possano fermare al caso di Andrew Wakefield? Certo che no. Bisogna comunque andare in fondo alla faccenda; se fossimo nell’ipotesi iniziale di vaccinazione per tutti credo che vorreste sapere la verità..

Per prima cosa bisogna “sentire entrambe le campane” e siccome Wakefield risulta ad oggi vivo e vegeto ed è comunque un medico di fama riconosciuta, direi di guardare il video dove spiega anche il suo punto di vista.

“Il Dr. Andrew Wakefield risponde alle accuse” (!)(https://www.youtube.com/watch?v=ZmfEAAO9G9o).

Qui la storia completa analizzata senza pregiudizi (!): http://www.comilva.org/andrew-wakefield-e-i-retroscena-della-controversia-lancet-12/

Se avete ascoltato attentamente viene detto che Wakefield fu radiato, ma c’e’ anche un elemento di omissione della verità e il reintegro come medici dei suoi compagni in causa con lui per gli stessi motivi.

 

Sorte molto simile ad esempio e’ capitata ai giorni nostri al dott. Dario Miedico, proprio durante la pianificazione della legge sull’obbligatorietà:


«È da 51 anni che faccio il medico legale e le mie posizioni sulle vaccinazioni erano note a tutti. Ero già stato convocato due volte dal presidente dell’ordine dei medici per dare alcuni chiarimenti, ma gli esposti contro di me fatti da altri colleghi erano stati sempre archiviati. Un anno fa mi era stata consegnata una medaglia per i 50 anni di attività come medico iscritto. È evidente che in quest’ultimo anno è successo qualcosa. […] Questi stavano preparando la legge, che definire vergognosa è poco, e per farla passare più facilmente bisognava colpire alcuni medici. Io oggi continuo la mia attività, perché la legge dice che un medico per poter essere radiato deve ricevere le motivazioni. Ma è da due mesi che sono stato radiato e ancora non ho ricevuto niente! La fretta con cui sono stato radiato serviva al ministro e serviva a questa legge, mentre adesso hanno bloccato tutto. Ma neanch’io ho fretta: avrò trenta giorni per fare ricorso, e chiaramente lo farò. E continuerò a svolgere la mia attività, come la legge mi permette di fare, finché non ci sarà la sentenza definitiva della Cassazione. Ci vorranno due o tre anni; probabilmente non hanno guardato neanche quanti anni ho io! […]»
(cit. dott. Dario Miedico – fonte VacciNazione di Giulia Innocenzi)

 

Quindi questa relazione vaccino-autismo c’è o non c’è?

((!)immagini estratte dal rapporto riservato dell’Infanrix Hexa della GlaxoSmithKline – pag.24 e pag. 756)

Ho trascorso innumerevoli ore per cercare la risposta alla domanda. Non è stato facile, ma quello che alla fine si scopre conduce ad un grande imputato di cui si sa molto, ma non tutto: l’Alluminio dei Vaccini.

Mentre la “guerra guelfi e ghibellini” si scatena in vari modi, l’alluminio, sempre presente, è l’elemento che potrebbe spiegare un sacco di problemi indotti dalla vaccinazione.
Inoltre non si trova nei vaccini come “sporco” o “sostanza di scarto” …

L’alluminio è usato come adiuvante dei vaccini (o eccipiente se preferite).
https://it.wikipedia.org/wiki/Adiuvante_immunologico

Il suo scopo è stato stabilito negli anni ’60, e sarebbe quello di indurre la reazione immunitaria. Fu il sostituto scelto quando si riconobbe la componente tossica del mercurio, primo adiuvante utilizzato. La quantità di alluminio, misurata al microlitro con precisione, è sempre la stessa. Troverete un po’ di confusione a riguardo, ma l’alluminio ha lo scopo “teorico” di migliorare la risposta anticorpale in quanto l’antigene da solo avrebbe un’efficacia limitata.

In sostanza più alluminio è presente nel vaccino, più si innesca il meccanismo di creazione di anticorpi (che è ciò che si vorrebbe..) e più la medicina grida al successo del vaccino stesso. E fino a questo punto non ci sono controindicazioni da parte delle autorità mediche competenti. Anzi, alcune autorità mediche, mentre altre proprio non lo accettano come adiuvante.

Ma nel titolo non abbiamo detto che la medicina non è una scienza esatta in quanto soffre della non replicabilità dei test, vero e proprio caposaldo delle tesi scientifiche? Un documento proveniente da comilva tenta di fare luce sull’argomento:

Comilva – Un avverbio rivelatore (puntata 4 di 18)
( http://www.comilva.org/un-avverbio-rivelatore/ )

 

Ok, quindi, bisogna preoccuparsi dell’alluminio? “Ma è pochissimo…”

..questa fu la risposta che ottenni dal medico ASL, senza nemmeno precisare se per un adulto o per un bambino di 4kg.

Non esiste nulla in natura che dia soltanto benefici senza presentare il conto, vi pare? E il problema potrebbe essere proprio qui: l’alluminio non è biocompatibile, e dopo l’iniezione deve essere espulso in qualche modo. Quello che rimane nell’organismo crea problemi.

Alcune teorie dimostrano che l’alluminio somministrato a ratti (studio non ufficiale) e altre di altri scienziati (ricerche indipendenti) possano provocare problemi neurologici e gastro intestinali, e in taluni casi già gravi, anche la morte del nascituro. La medicina ufficiale non dice questo, non si sbilancia affatto e non confuta le tesi, per cui siamo sempre al punto di partenza. Secondo queste ricerche il decorso può avvenire anche in 10 anni, man mano che l’alluminio si sposta dalla sede di iniezione verso altre parti del corpo, tra cui le più sensibili: cuore, milza, fegato e soprattutto cervello, che ne risente particolarmente ( http://www.comilva.org/alluminio-nei-vaccini-storia-e-tossicita/ ). Il deflusso è difficilissimo da tracciare e per questo la correlazione è quasi impossibile da dimostrare, semmai ci fosse. Una cosa sembra però certa:

L’alluminio non è sicuro e nemmeno biocompatibile.

 

Il contesto economico produttivo dei vaccini mi aiuta a comprendere il problema?

Vi chiedo a questo punto, cosa fareste voi, se foste amministratori di una azienda farmaceutica e sapeste che l’alluminio fosse in qualche modo dannoso (secondo alcuni), ma anche facilmente reperibile in natura (8% del pianeta) e quindi estremamente economico, mentre un qualsiasi altro adiuvante richiederebbe costi di produzione più alti. E se il vostro mercato, distribuito per tutto il globo, risultasse basato su vaccini all’alluminio, mentre qualcuno in qualche laboratorio tentasse di dimostrarne la neurotossicità. Come finirebbero gli introiti di un’azienda il cui fatturato è strettamente legato a questo “noioso” dettaglio? E che cosa arrivereste a fare se, avendo introiti per circa 6 miliardi di dollari all’anno (ultima stima 2016 del mercato vaccini, prima degli obblighi..), qualcuno lo minacciasse?

Purtroppo per noi, utenti del prodotto, la risposta non è che “il vaccino con alluminio è sicuro al 100%”, bensì si scopre come la condotta delle aziende farmaceutiche sia ambigua e per niente pulita da accuse… Leggendo su Wikipedia, per esempio, si evidenzia quindi la sezione: “Controversie nella politica commerciale di GlaxoSmithKline” (https://it.wikipedia.org/wiki/GlaxoSmithKline) dove troviamo un curriculum di comparaggio, mancate avvertenze e altre aggravanti.

Il reato di comparaggio è appunto la persuasione con ogni mezzo (soldi, regali, persino favori sessuali) di figure di di “alto rango”, al fine di favorire l’azienda, anche qualora non fosse strettamente indicato per un paziente. La pena è la detenzione e multe milionarie ( https://it.wikipedia.org/wiki/Comparaggio). La difficoltà è seguire la morale medica per non lasciarsi corrompere, ma non sempre questo avviene. Nel ’92 per esempio Francesco De Lorenzo, ministro della sanità e firmatario politico dell’obbligo sulle vaccinazioni di epatite B, fu condannato: https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_De_Lorenzo. L’obbligo rimase.

Coinvolto nello scandalo di Tangentopoli, ha avuto una condanna definitiva (5 anni) per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione in relazione a tangenti per un valore complessivo di circa nove miliardi di lire, solo in parte ottenute da industriali farmaceutici dal 1989 al 1992, durante il suo ministero
(fonte: Wikipedia)

Una denuncia recente spiega anche come i “brevetti” dei vaccini di epatite siano stati tutti acquistati da GlaxoSmithKline, che subito dopo ha dismesso i vaccini monovalenti e creato vaccini combinati (come l’infanrix hexa), contenenti anche l’anti epatite. Tradotto, il costo del vaccino comprende ora anche quello del brevetto, il che significa molti soldi in più. https://codacons.it/vaccini-il-codacons-attacca-glaxo-per-un-video-sui-combinati/

In sostanza se cercavamo una rassicurazione sul fronte farmaceutico otteniamo l’esatto contrario: le aziende hanno condanne milionarie per comparaggio, c’è la gestione di enormi capitali e quindi di interessi altissimi, e permane il sospetto sulla moralità di un decreto fatto di fretta senza dibattito camerale. Tornando a noi, i dubbi si moltiplicano invece di risolversi.


Io devo proteggere i bambini sia dai virus che da… ?

Il problema è che volente o nolente la vaccinazione va fatta, o meglio, va cercato e innescato il meccanismo anticorpale che protegge il figlio dalle malattie virali. L’attuale metodo seppur fallimentare per certi versi, dovrebbe funzionare. I bambini vanno protetti da questi virus e il nostro compito è capire cosa possiamo fare, ma anche cosa non dobbiamo fare, valutando rischi reali e danni per reazioni avverse gravi.

L’attuale sistema sanitario si basa sulle statistiche dell’AIFA (http://www.agenziafarmaco.gov.it/), ma l’attuale problema è che in casi di reazione avversa i pediatri non sono soliti comunicare nulla. Vi sono le segnalazioni spontanee, ovvero il cittadino comunica via modulo. La loro valenza è tutta da definire ( http://www.aifa.gov.it/content/sospette-reazioni-avverse-ai-medicinali-possibile-segnalarle-online-su-vigifarmacoit-0 ).
Dovremmo comunque tenerne conto se capita qualcosa.

La quantità di alluminio somministrato potrebbe essere un problema?

Ho letto con interesse questo articolo (I sali di alluminio come adiuvanti nei vaccini – 1° parte) che calcola la quantità di alluminio presente nei vaccini in rapporto all’obbligatorietà attuale. Fa una valutazione quantitativa sull’arco dell’intera vita dell’individuo, e per questo ho informazioni contrastanti su cui faremo 2 conti.

I sali di alluminio come adiuvanti nei vaccini – 1° parte
http://vaccinarsi.blogspot.it/2014/06/i-sali-di-alluminio-come-adiuvanti-nei.html

Cito l’affermazione iniziale: “L’EFSA (European Food Safety Authority), per esempio, ha fissato come dose settimanale tollerabile 1 milligrammo di alluminio per chilogrammo di peso corporeo (TWI). Questo valore rappresenta una stima della quantità media che può essere assunta settimanalmente per via orale per tutta la vita, senza importanti rischi per la salute. Comprende un ampio margine di sicurezza (del fattore 100), perciò anche se viene superato non ci si deve necessariamente aspettare un effetto tossico.”

Da quanto dice, si evince che:
1 milligrammo = 1000 microgrammi, tollerati per ogni Kg di peso.
E l’inesattezza è qui:
1000 microgrammi settimanali sono: 1000 microgrammi / 7 = 142,86 microgrammi al giorno per Kg, assumibili per via orale, per non avere rischi.
Ora secondo un documento che ho reperito presso l’ASL si evidenzia chiaramente che “solo una piccola parte dell’alluminio ingerito passa nel sangue, ossia meno dell’1% (per la precisione, lo 0,78%).”
Ovvero la quantità di sicurezza giornaliera di alluminio che può entrare nel sangue di un LATTANTE risulta essere:

0,78% (vedi pdf -leDomandeDifficili- a pagina 18) di 142,86 microgrammi / gg = 1,11 microgrammi x Kg al giorno tollerati senza effetti collaterali.

Documento ASL “Le Domande Difficili”: http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/LeDomandeDifficili.pdf

Se osservate la presenza di alluminio in una singola seduta vaccinale si legge:
Un lattante dai 2,5 kg ai 5kg, ovvero al terzo mese di vita, riceve Infanrix Hexa (Glaxo esavalente) e Prevenar 13 (Pfizer antipneumococcico ) assume in una singola seduta:

820 microgrammi +125 microgrammi di alluminio, ovvero 945 microgrammi totali, ovvero 213 volte la soglia di 1,11 microgrammi x Kg (al giorno) indicata sopra per un bambino di4 Kg (ovvero 945mcg /(1,11mcg * 4kg)).

Una svista nell’articolo “I sali di alluminio come adiuvanti nei vaccini – 1° parte”? Una errata considerazione dell’assunzione per via orale invece che per via vaccinale?

Sta di fatto che dell’alluminio assunto dal latte, dall’aria e dagli alimenti ingeriti da un bambino durante la giornata, per la maggior parte verrà scartato (il 99,3%) grazie all’apparato digerente e respiratorio; differentemente durante una vaccinazione l’organismo riceve tutta la componente direttamente nel muscolo dopo di che, cosa succede? Lo vedremo dopo.

Riporto comunque la tabella che indica tutto l’alluminio introdotto in un lattante se facessimo esavalente ed i vaccini “fortemente consigliati” con il calendario ASL, da incrociare con la tabella dei mesi sopra riportata.

Il totale di alluminio dopo un anno di vita del lattante (e in realtà la profilassi vaccinale continua…), introdotto nel sangue anche se per via muscolare, è il seguente:

  • Totale con tutti i vaccini: 4335 microgrammi di alluminio (o 4,35 milligrammi).
  • Totale solo esavalente: 2460 microgrammi di alluminio (o 2,60 milligrammi).

Nota: ricordo come già detto che l’alluminio non è biocompatibile e va totalmente espulso dal sistema. E questo punto sarà fondamentale nella parte finale di questo articolo, dove si è analizzato con uno studio che cosa probabilmente fa l’alluminio iniettato…

A conferma, siccome i calcoli sono stati approfonditamente analizzati in questo articolo di Jean Pilette membro onorario dell’E.F.V.V. (European Forum for Vaccine Vigilance), vi rimando ad esso.

Il rapporto quantità / tolleranza resta problema anche qui:

Alluminio e Vaccini
(!) http://www.comilva.org/alluminio-e-vaccini/
Link originale: https://www.info-vaccination.be/IMG/pdf/Pilette_-_aluminium_ds_vaccins.pdf

Ne riporto l’estratto con l’indicazione della quantità ecceduta (valore a destra in rosso) per fascia d’età:
A: Età,
B: Peso, in kg, [160, 161]
C: Quantità di plasma per Kg di peso della persona, in ml/kg,
D: Quantità di plasma nel corpo della persona, in litri,
E: Dose massima ammissibile di metallo Al+++ nel plasma totale, in microgrammi,
F: Quantità di metallo Al+++ contenuta nel vaccino considerato, in microgrammi,
G: Rapporto fra la quantità di metallo Al+++ vaccinale e la quantità dello stesso nella totalità del plasma.

Questa tabella permette ad esempio di vedere come un bambino di 3 mesi riceva 175 volte la dose di alluminio e come un bambino di 15 mesi che riceve il suo quarto vaccino esavalente, riceva 100 volte la dose di alluminio che il suo siero dovrebbe sopportare. Per lo meno il rapporto si abbassa velocemente il primo anno di vita, pur restando oltre i limiti di molto.

Il trattato è redatto dal sig. Jean PILETTE, membro onorario dell’EFVV (European Forum for Vaccine Vigilance), Belgio. (https://www.efvv.eu/332-2/jean-pilette/ ).

 

Ma dovete sapere che anche nel latte materno e negli alimenti, c’è alluminio! E lo ingeriamo tutta la vita!

Questa affermazione è vera. Me l’hanno ripetuta molte volte. Sembrava una buona argomentazione, ma per indagine ho voluto fare 2 calcoli. Prendiamo quindi il nostro documento ASL alla pagina 18. Vediamo..

Il lattante ingerisce quotidianamente alluminio: esso si trova nel latte materno, ad una concentrazione media di 40 microgrammi per litro, mentre il latte artificiale presenta una concentrazione più elevata, in media 225 microgrammi per litro e il latte di soia una concentrazione variabile tra 460 e 930 microgrammi per litro (Keith 2002)

Prendiamo il latte artificiale per esempio: 225 microgrammi / Litro.

Il lattante a 4 mesi beve 7 volte al giorno 140 millilitri di latte, ovvero 980 ml, ovvero quasi un litro al giorno. E di nuovo, sempre dallo stesso documento:

Solo una piccola parte dell’alluminio ingerito passa nel sangue, ossia meno dell’1% (per la precisione, lo 0.78%)

Quindi facciamo direttamente lo 0,78% di 225 microgrammi di alluminio (del nostro Litro di latte), e otteniamo una quota giornaliera di 1,755 microgrammi di alluminio inseriti nel sangue del bambino dall’apparato digerente.

Beh, per esempio mi mancano ancora 818,245 microgrammi di alluminio per raggiungere gli 820 microgrammi dell’esavalente Infanrix Hexa. Che sia tanto o poco, innoquo o meno, non credo si possa paragonare ulteriormente l’alluminio ingerito con quello iniettato.

 

In conclusione, che cosa ci siamo detti quindi sulla Quantità di adiuvante?

Se tutte queste informazioni sono corrette, abbiamo compreso come l’alluminio iniettato durante la vaccinazione a scopo di adiuvante non sia stato dosato nemmeno lontanamente per evitare delle reazioni avverse. La soglia di sicurezza non è superata, è ultrasuperata centinaia di volte durante la vaccinazione. Inoltre si deduce che il piano vaccinale nazionale non considera ne garantisce uno studio sulle soglie di sicurezza giornaliere dell’alluminio, limitandosi a iniettare come negli anni ‘70 a prescindere che di fronte ci si trovi un uomo adulto di 100kg o un lattante di 5 kg e pochi mesi, ma a differenza degli anni ’70 ora i vaccini sono molti. Abbiamo anche capito che il vaccino del lattante è identico a quello dell’adulto senza alcuna differenza; questo è alquanto strano vista la costituzione e la risposta immunitaria differenti sotto vari aspetti. Ed infine, abbiamo capito che iniettare significa ricevere il 100% dell’alluminio anche se ritardato dalla via muscolare (e pare che non ci siano studi sulla velocità di propagazione dell’alluminio nel sangue dal muscolo, ma come potete leggere dai libretti dei vaccini non bisogna assolutamente iniettarli per via intravascolare o intradermica – Infanrix hexa pag. 4), mentre per via orale solo lo 0,78% passa nel sangue e il resto viene espulso dalle feci.

Tutti questi spunti dovrebbero iniziare a farci riflettere, invece di schierarci per l’una o l’altra causa, su quanto carente sia l’informazione degli aspetti correlati alla vaccinazione anche da parte degli addetti ai lavori. Aspetti di cui l’ASL, per autotutelarsi da eventuali problemi, richiede la firma di una liberatoria prima della vaccinazione dove il genitore, obbligato dalla legge, si assume tutti i rischi e dichiara di essere stato informato.

Il panorama risulta oltremodo viziato da premi in denaro elargiti per ogni vaccinazione e premi una tantum se viene raggiunta una certa percentuale dei propri assistiti (Codacons: scandaloso premio a medici per vaccini in Toscana: https://codacons.it/codacons-scandaloso-premio-medici-vaccini-toscana/ e Premi e incentivi ai pediatri: obiettivi di salute o di profitto?: http://www.comilva.org/premi-e-incentivi-ai-pediatri-obiettivi-di-salute-o-di-profitto/).

 

Ma alla fine, cosa stiamo rischiando con questo alluminio?

Dopo tanto cercare ho trovato questo articolo del 10 Febbraio 2017, comparso su Le Monde a cura di Anne Sophie Novel. La sua analisi, se confermata, potrebbe anche ribaltare le strategie vaccinali mondiali. Va letto…

Nel testo viene evidenziato come l’alluminio, inserito per “migliorare la risposta anticorpale dell’organismo”, viene invece..subito sequestrato dai macrofagi e disseminato nel tessuto linfatico fino ad arrivare al cervello, che è, più di ogni altro organo, sensibile all’azione di questo metallo pesante. Quindi l’alluminio non servirebbe allo scopo per cui è stato aggiunto nei vaccini e, mancando gli effetti “positivi”, rimangono solo gli effetti tossici. La farmacocinetica degli adiuvanti contenenti alluminio non è nota perfettamente, per cui sarebbe utile indagarla più a fondo ed evitare d’inoculare “alla cieca” sostanze così misteriose nel loro meccanismo d’azione”.

Si indica anche che il primo anno di vita è quello più sensibile alla vaccinazione, in quanto “la barriera emato-encefalica è immatura e, anche in assenza dell’aumento di certe citochine, la probabilità di superarla, è molto alta”.

Eppure signori, il piano vaccinale è particolarmente intensivo nel primo anno di vita!
Se non ve ne siete accorti quindi, e se il suddetto articolo ha basi scientifiche solide, sta dicendo che abbiamo messo a rischio la salute neurologica e tossicologica dei bambini per 50 anni.

E’ necessario quindi avere qualche risposta chiarificatrice da organi e medici competenti. Non è più tollerabile nemmeno la legge statale (210/1992) a tutela dei “danneggiati permanenti”, in quanto le aziende farmaceutiche private fanno gli utili vendendo il vaccino, mentre resta in carico allo stato, che paga con soldi pubblici, il risarcimento per le eventuali reazioni avverse. Chi sbaglia dovrebbe tenersi la responsabilità, aziende farmaceutiche comprese.

Inoltre che senso ha rischiare a questi livelli la vita dei figli di tutto il mondo? Trascendiamo dalla piccola Italia, paese ricco di contraddizioni, e osserviamo che le pianificazioni vaccinali sono suggerite anche oltre le Alpi. Non obbligatorie, ma suggerite.

Che cosa ci resta a difesa della salute quindi? Sono forse solo le madri e i padri preoccupati che ritardano questa distribuzione di adiuvanti senza studi in merito, seppur con scopo preventivo, o forse è meglio che un governo inizi a preoccuparsene? E se evitando la vaccinazione per questi motivi ci dovessimo scontrare con l’infezione vera per cui non ci siamo protetti?
Non è certo una cosa rassicurante.
Ecco perchè alla fine alcune persone cercano disperatamente dei vaccini monovalenti, ma che non esistono più. Si puo’ infatti limitare la dose di alluminio giornaliera cercando di contenere gli effetti e i rischi al minimo. Un esavalente infatti contiene alluminio per tutte 6 le componenti vaccinali..

Ma queste “teorie” sono solo qui, in un misero articolo?

Ad essere sinceri, di articoli ne è pieno il web. E più si cerca e più si scende in profondità nel sottosuolo delle ricerche indipendenti e nei “post” cumulativi che, più per necessità che per passione, cercano di estrarre delle informazioni intelleggibili a tutti.

Particolarmente importante anche questo articolo:

Riporterò dei passaggi rilevanti per il vostro giudizio:

Al momento non ci sono studi precisi sui livelli di alluminio da adiuvanti che possono raggiungere l’intestino (gli studi si sono concentrati soprattutto sul sistema nervoso centrale), ma come vedremo basta una iniziale infiammazione a carico dell’intestino a richiamare macrofagi (che possono rilasciarvi alluminio, generare infiammazione e innescare un circolo vizioso). Inoltre sappiamo che le malattie autoimmuni sono correlate con la disbiosi intestinale….

Questo passaggio indica come i macrofagi (https://it.wikipedia.org/wiki/Macrofago), che nell’articolo precedente sequestravano l’alluminio iniettato nel muscolo, sono richiamati successivamente da delle infezioni che uno può già avere o manifestare successivamente alla vaccinazione.

File:S4-J774 Cells with Conidia in Liquid Media.ogv

Ora considerate l’avere una encefalite, o una infiammazione intestinale, o qualche altra situazione simile sugli organi più sensibli del corpo (cuore, milza, fegato, cervello). I macrofagi richiamati da queste infiammazioni condurranno l’alluminio che avevano ingerito sulle sedi della successiva infiammazione; morendo in quel sito abbandoneranno il metallo, non biocompatibile, e creeranno un deposito… Per quanto grossolana questa spiegazione è ripresa più volte nell’articolo fino ad essere classificata come A.S.I.A.:

Uno dei ricercatori che più ha contribuito alla consapevolezza dei danni da adiuvanti è il medico israeliano Shoenfeld che ha coniato il termine A.S.I.A. (sindrome autoimmune indotta da adiuvanti). Le sostanze “adiuvanti”, che “aiutano” a sviluppare una maggiore quantità di anticorpi, infatti spesso stimolano così tanto il sistema immunitario che esso reagisce anche contro le cellule del nostro stesso corpo causando così malattie autoimmuni e infiammatorie.

Il Dr. Shoenfeld e i vaccini: http://www.medicinapiccoledosi.it/vaccinazioni/intervista-al-dr-shoenfeld/

E ancora dall’intervista:

Ci sono alcuni adiuvanti specifici che hanno dimostrato di indurre ASIA; per esempio,l’ alluminio. L’alluminio è il più vecchio, il più economico e più efficiente adiuvante finora, è per questo che è ancora comunemente usato per lo sviluppo di vaccini.

 

Insomma, quando la medicina ufficiale inizierà a considerare le ricerche e quando il fine economico sarà soppiantato dalla volontà di produrre vera sanità, con vaccini più sicuri (il che potrebbe anche voler dire “mai”), forse avremo la distruzione di svariate patologie che affliggono l’attuale società, inclusa quella civilizzata del benessere.

Uno degli effetti più comuni dell’inquinamento, per esempio, è il dilagare dell’allergia da polline, oggi veramente epidemica (soprattutto in America e in Europa… – Ormai siamo quasi tutti allergici: 40% popolazione mondiale con una o più allergie: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=18151). Nulla sembra però cambiare sul fronte energetico (ancora a produzione fossile o nucleare)… La soluzione è quindi creare prodotti economicamente redditizi, compresi i vaccini antiallergici…

 

Concretamente, un genitore cosa può fare?

Una cosa è certa, se durante una vaccinazione ci sono effetti conosciuti e protettivi per cui continuiamo a farle, dall’altro lato ci sono davvero tante analisi che non sono state approfondite, o approfondite solo da studi indipendenti. Ci sono tanti aspetti presi troppo alla leggera (come l’età e la situazione immunitaria del vaccinato) non valutati durante la vaccinazione. Tutto è delegato ad un pediatra generico che senza analisi ci indica la direzione dell’ASL e ci chiede l’esito sorridendo. Tralasciando le migliaia di reazioni avverse medie, nel caso di reazione avversa grave sarà impossibile alle famiglie risalire alla causa, in quanto la volatilità del processo di somministrazione e dell’adiuvante sono la miglior garanzia di non associabilità del vaccino ad alcuna problematica.

Certamente diagnosticare presenza di alluminio nel sistema nervoso centrale che ha generato disturbi di ogni natura è un’analisi difficile o quasi impossibile da completare, oppure richiede autopsia (su di un morto). E da qui la lunga serie di sentenze senza la correlazione, ma non è dimostrata comunque la non correlazione. L’unica strada per i genitori è seguire il proprio intuito a questo punto. Il dilemma ovviamente riguarda solo i genitori che vogliono credere a studi indipendenti e articoli slegati gli uni dagli altri;, per gli altri invece difficoltà non ce ne sono e la strada appare fin troppo pulita. Il grande messaggio mediatico ufficiale della medicina è che i vaccini sono “assolutamente sicuri”.

 

Ed eccoci alla documentazione che i genitori devono firmare presso le ASL:
(Guerra di trincea sui vaccini, primi tentativi di sabotaggio : http://www.lastampa.it/2017/10/04/cronaca/guerra-di-trincea-sui-vaccini-primi-tentativi-di-sabotaggio-v9rw3afgxNDDK59Z6hV2UK/pagina.html) dove si assumono ogni responsabilità, in funzione di un decreto che li costringe a fare subito qualcosa che magari farebbero più avanti (o mai). Qualcosa tra le righe del documento potrebbe non essere stata prevista…


Incontrando a tu per tu le ASL una delle domande ovvie è se c’e’ la possibilità di ritardare il calendario vaccinale di un anno o due, o di qualche mese. Inutile dire che in ritorno avvisano “che non sono sicuri di poter garantire la disponibilità del vaccino fuori dal calendario fornito”… E’ forse un mercato sulla salute dei bambini tutto questo? Oppure qualcuno sta cercando di trasformare l’essere umano in questa?

 

Tv e giornali dicono che c’e’ il morbillo e la meningite, e che si può stare tranquilli solo vaccinandosi!

Vero se il vaccino funziona. L’errore è che siano TV e giornali a dirvelo, e persino nel modo in cui lo dicono, e non per esempio un pediatra durante un colloquio informativo pre-vaccinazione con i genitori .

Facciamo una prova di persuasione mediatica, per mostrare come è facile convincere le masse nel fare qualcosa, nel far cadere la morale in paura, terrore ed ansia, nell’indurle senza motivi reali a seguire un certo percorso. Fate finta quindi di leggere le seguenti righe da una testata giornalistica rinomata, o di vederle in TV…

Inizio Esperimento (dati veri)

Osserviamo ora questo documento del rapporto Glaxo riservato (che comunque trovate a pagina 680 se volete verificare).

Il soggetto, una bambina italiana, a meno di 1 giorno dalla somministrazione dell’esavalente Infanrix Hexa, ha avuto le prime convulsioni.

La convulsione è una violenta contrazione involontaria di alcuni muscoli volontari. Non provocano alcuna conseguenza permanente, nel caso ad esempio del risveglio da un’anestesia totale sono una conseguenza normale.

I genitori l’hanno portata all’ospedale 4 giorni dopo (probabilmente perchè la cosa non si risolveva..). Le convulsioni si sono ripetute nel tempo, ad ottobre, 2 mesi dopo, l’ultima. Un ritardo motorio si manifestava nella bambina rispetto all’età che aveva.

Infine, tristemente, il primo giugno dell’anno dopo è sopravvenuta la morte per arresto cardiaco.

Nota (da documento): siccome l’AIFA non ha fornito ulteriori dettagli il caso e’ stato chiuso.

Nota 2 (da documento): l’autopsia ha dichiarato che convulsioni e arresto cardiaco non erano collegati alla vaccinazione.

Nota 3 (da documento): Causa della morte: SIDS

La sindrome della morte improvvisa del lattante nota anche come sindrome della morte improvvisa infantile o morte inaspettata del lattante oppure in terminologia comune “morte in culla” (in inglese Sudden Infant Death Syndrome o SIDS) è un fenomeno che non trova ancora alcuna spiegazione presso la comunità scientifica.
(https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_della_morte_improvvisa_del_lattante)

 

Caso 2
Il soggetto, un’altra bambina italiana nata il 21-Nov-2010, riceve le vaccinazioni come segue.

Il 10 Febbraio 2011 viene somministrata la prima dose di Infanrix Hexa (esavalente) e Prevenar13 (antipneumococcico ).
Una reazione avversa considerata lieve si manifesta: febbre.

Riceve la seconda dose di Infanrix hexa e Prevenar13, il 14 aprile 2011.
Una reazione avversa considerata lieve si manifesta: febbre a 39°.

Improvvisamente nel pomeriggio del 15 aprile, 1 giorno dopo, la bambina non risponde più agli stimoli. Viene quindi ricoverata.

Alla visita neruologica però la bambina risulta sveglia e reattiva e lo stato di “sonnolenza” viene correlato alla vaccinazione. Anche in questo caso si tratta di reazione avversa lieve.

Il 23 aprile, 8 giorni dopo, avviene però un arresto cardiaco. Rianimata riporta però danni cerebrali irreversibili.

Il 25 aprile 2011 il soggetto muore per arresto cardiaco. Anche dopo l’autopsia restano sconoscite le cause del decesso classificato quindi come SIDS.

Nota1: Non viene riscontrata nessuna correlazione alla vaccinazione.

Nota2: Prima della vaccinazione il soggetto era in piena salute, figlia di 2 giovani genitori (1992); Nascita e crescita regolare.

 

Fine dell’esperimento.

Ora considerate la lettura di un rapporto del genere ogni giorno su svariate testate giornalistiche, Tv e radio.
Penserete che il vaccino in sè è cosa negativa e che la classificazione SIDS risolve ogni ulteriore problema morale, medico e scientifico per giustificare morti infantili ai genitori.
Magari il problema è solamente il vaccino plurivalente? O magari gli adiuvanti ? Non lo sappiamo, però sappiamo che tutti i vaccini obbligatori sono ormai plurivalenti e contengono adiuvanti.

Qui sono stati solamente mostrati alcuni dati senza evidenza chiara dell’accaduto. Mostrare ogni giorno notizie di morti per questo o quel problema, come ad esempio un morto per morbillo, uno per meningite ecc, riesce in qualche modo a convincere la gente, o meglio a gettarla nel panico…Di fatto non viene spiegato nulla. Solo informazioni generiche e la morte..

Comunque sia, questa NON è sanità pubblica, e si dovrebbe smettere di distribuire terrore mediatico.

La ricerca della verità su come sia andata per la povera piccola è ormai impossibile. Restano solo dubbi e incertezze di varia natura che altro non fanno se non quello di accrescere la tensione sull’argomento. Autopsie e indagini con strumentazione inappropriata non portano a nulla, per cui rimane la classsificazione di SIDS.

 

Cosa si dovrebbe fare a livello internazionale?

Occorrono maggiori studi Vaccinali specifici e incondizionati da interessi economici. Occorre il confronto tra le parti: medicina ufficiale e ricercatori indipendenti. Ne cito alcuni tuttora carenti che magari finiranno su The Lancet (http://www.thelancet.com/) prima o poi:

  • Studio di alta, media e bassa somministrazione di vaccini con adiuvanti nel primo anno di vita, registrando anche informazioni come peso, età, nascita prematura, e quant’altro.
  • Studio della modalità di propagazione dell’alluminio nel muscolo e della sua velocità di inserimento nel sangue per le varie fascie d’età.
  • Studio della quantità di alluminio smaltita dai reni e quantità invece trattenuta nel corpo.
  • Studio degli effetti con cui l’alluminio si unisce ad altri elementi e delle zone che può raggiungere nel nostro organismo, classificate per età del vaccinato, stato di salute, e caratteristiche fisiche varie.
  • Studio degli effetti a medio lungo termine dell’alluminio sulle persone una volta entrato nel cervello.
  • Studio dell’alluminio che si mescola con altri elementi.
  • Studio delle sostanze inquinanti presenti nei vaccini, ad oggi segnalato dal Prof. Stefano Montanari (https://www.youtube.com/watch?v=Fimp11kDDOc)
  • Studio sulla immunizzazione, avvenuta o meno, dopo il vaccino.
  • Studio sullo sbilanciamento del sistema immunitario (TH1 e TH2) dopo le vaccinazioni.
  • Studio di vaccini senza adiuvanti e verifica degli effetti.
  • Studio approfondito delle reazioni avverse integrato dall’anamnesi dei genitori.

E chissà quanti altri studi saranno necessari dopo questi…

Lo stato attuale è invece una distribuzione pandemica della paura attraverso i media, anche se il ministero della salute non ha dichiarato ad oggi alcuna epidemia. In assenza di epidemie risulta incomprensibile anche un decreto legge che impone obblighi invece di una legge discussa alla Camera dei Deputati come prevede l’iter legislativo italiano.

Il vaccino è mostrato come la soluzione definitiva a tutto, una prevenzione necessaria per affrontare il presente e l’icona della medicina più evoluta. Però dai giornali il caso singolo è ingigantito e talvolta la verità strumentalizzata; le reazioni avverse risultano inesistenti. Solo dopo l’esposto del tribunale di Torino sono state pubblicate le reazioni avverse dell’AIFA degli anni 2015/2016..(Vaccini: svelati i documenti Aifa sulle reazioni avverse – https://codacons.it/vaccini-svelati-documenti-aifa-sulle-reazioni-avverse); i dati infine, risultano ancora inaccessibili agli scienziati e studiosi indipendenti, la confusione viene protratta, e al genitore non resta che osservare basito.

La stessa minimizzazione delle fonti e del messaggio che portano, piccolo o grande che sia, fa avvertire quel senso di dubbio che qualcosa venga a galla. Magari una verità nascosta.

 

 

Nessuno può dimostrarlo, ma.. c’è qualcuno che vorrebbe dimostrarlo e ne ha le risorse?

Sì, solo un’autorità può: Il Governo.

E nell’attesa che i governi si muovano verso i loro cittadini non ci resta che riflettere su come trattare un atto sanitario così difficile e così sottovalutato, evitando ogni inutile azione che ci allontani dall’obiettivo comune di trovare tutte le verità ancora in sospeso, preservando sia in un modo che nell’altro la salute di bambini e persone.

Conclusione

Questo articolo non deve preservarvi dal fare le vaccinazioni che ritenete importanti, per voi o per i vostri figli. Su migliaia di somministrazioni i casi gravi sono una parte ridotta (o non identificata), anche se l’autismo resta purtroppo ancora un mistero, sepolto come è tra le righe dell’analisi Glaxo. Lo scopo ora è inizare a capire cosa è vero e cosa invece va approfondito perchè carente di ricerche; va anche compreso cosa è un “obbligo” sanitario e cosa invece il diritto alla sanità e allo studio, vista la legge italiana. Contestualmente al prendere coscienza è necessario che ognuno faccia la propria parte per far sapere una delle tante verità che circondano questa profilassi. Il dovere morale di condividere potrebbe di fatto fornire quei parametri di confronto che la medicina ufficiale ignora o ritiene insignificanti. Sull’alluminio si sà molto ma non tutto. Se potete portare la vostra esperienza scrivetela o pubblicatela con tutti i dati importanti. Infine va necessariamente utilizzato il portale per la segnalazione delle reazioni avverse, anche lievi, (https://www.vigifarmaco.it/) e ogni pediatra rispettabile di tale nome dovrebbe integrare la vostra segnalazione con la sua, dopo ovviamente aver fatto una visita. Troppo spesso si sente la frase “E’ normale, E’ previsto che a volte succeda..”; d’accordo, ma il bambino lo visiti lo stesso e fai la segnalazione.

Il mio consiglio è insomma quello di passate da spettatori passivi a cittadini partecipi, perchè una società che si possa definire tale, per risolvere situazioni estremamente difficili, ha bisogno di tutto l’aiuto possibile. Infine un consiglio che si evince dai testi sopra. Le vaccinazioni pediatriche vanno fatte SOLO se il bambino gode per i 15/20 giorni precedenti di ottima salute, ovvero non deve avere nulla per 20 giorni, ne febbre, ne dissenteria, ne infezioni cutanee ne niente.

 

Inserisco qui pochi suggerimenti dedotti dalle letture e dai documenti che ho affrontato. Ignorateli se non li ritenete ragionevoli per voi; solo i genitori comunque sanno cosa è meglio per i loro figli e così dovranno fare. Almeno fino a quando la medicina ufficiale non inizierà a dare risposte più precise a tutte queste domande.

*(1) Dilazionare le seconde vaccinazioni senza concentrarle come previsto dal piano; così facendo non dovrebbe nuocere a nessuno, quindi fate le prime e sospendete per qualche mese, dando qualche possibilità in più al bimbo di aumentare il peso, il sangue e diminuire il rapporto plasma/alluminio. Sarà forse un pò più esposto, ma almeno un giro l’ha già fatto e si prepara meglio per i prossimi. Nota: collezionerete raccomandate di sollecito dall’ASL, ma non fa nulla. [Suggerimento questo dedotto dall’articolo “alluminio e vaccini” di Jean Pilette].

*(2) Separare indiscutibilmente da subito Prevenar13 (facoltativo) da Infanrix Hexa (obbligatorio), calendarizzati assieme per motivi incomprensibili. Solo l’esavalente supera di 220 volte la soglia di alluminio indicata come sicura per un bambino (vedi tabella). [Suggerimento dedotto dal manuale del vaccino esavalente Infanrix Hexa].

*(3) Per chi ha bambini con infezioni, traumi, o patologie: come ho detto Le vaccinazioni pediatriche vanno fatte SOLO se il bambino gode per i 15/20 giorni precedenti di ottima salute. Lo studio dei macrofagi che portano in giro per l’organismo alluminio e altre parti del vaccino potrebbero innescare malattie autoimmuni. Le infezioni sono quindi pericolose se state vaccinando un bambino. Se il trauma è cronico in base a questa teoria c’e’ poco da fare e il rischio sarebbe maggiore. [Suggerimento dedotto dalla lettura dell’articolo: “La Sottile linea rossa dell’alluminio” e dall’articolo “Riflessioni sulla sicurezza dell’alluminio come adiuvante nei vaccini”].

*(4)Per chi ha bambini prematuri: non fatevi prendere dal panico. Se no le fanno il primo anno, sperando che non incontrino virus di alcun tipo, non dovrebbe essere difficile iniziarle quando il loro sistema immunitario e nervoso si è rinforzato. Scelta non facile ma di sicuro da non prendere mentre siete in panico. Pensateci un pò su e decidete, anche se nemmeno io saprei come gestire la situazione. Da un lato si cerca di limitate il contatto con possibili contagi, dall’altro, se li vaccinate continuamente, rischiate di rendere debole ed esposto a patogeni vari il bambino: il TH2 si squilibra dal TH1 (Vaccini – Squilibrio immunitario: trovo qui una spiegazione che riporto (!)) e avrà un raffreddore o un otite fin troppo spesso e un sistema immunitario molto precario. Il calendario standard di sicuro non è studiato per loro, e di sicuro non hanno la salute ottimale per affrontare la vaccinazione, quindi va fatta qualche scelta scomoda e qualche scelta rischiosa. [Suggerimento dedotto dall’articolo “Squilibrio immunitario” e dall’articolo “alluminio e vaccini” di Jean Pilette].

*(5) Dopo il vaccino il bambino deve stare a riposo e sotto stretta osservazione per 2 settimane almeno. Al minimo segnale di  reazione avversa, va portato al pronto soccorso pediatrico per una verifica. Prima si interviene e più si riducono i danni; se la reazione avversa è malauguratamente grave, le vaccinazioni vanno interrotte e consultato il medico (indicazioni queste fornite da Dario Miedico).[Suggerimento dedotto dai filmati di Dario Miedico – Youtube]

A parte questi suggerimenti dedotti da molte letture, documenti e libri, non si capisce come ci si debba comportare con le vaccinazioni. Se avete un bravo pediatra sensibile al problema che valuta approfonditamente questi rischi suggerendovi quando procedere e quando rallentare le vaccinazioni, se non addirittura sospenderle nei casi che lo richiedono, è la situazione migliore che vi possa capitare. Resta comunque ancora impossibile prevedere quale bambino avrà una reazione avversa importante. E comunque il dubbio resta: dove sta la verità sui rischi/benefici?

Questa è una problematica ancora aperta.

Spero di avervi fatto riflettere e distolto dalla propaganda mediatica inutile imbastita dai media, o dalle prese di posizione ridicolmente categoriche su un argomento cosi delicato e pieno di punti oscuri. Le vaccinazioni sono un arma moderna, ma non una scienza infallibile ne tantomeno qualcosa di cui abusarne.

Ricordo infine, se non l’avete già fatto, di leggere anche gli articoli contrassegnati come importanti dal simbolo “(!) mentre, se li avete giá letti, potete passare agli altri…

 

Un saluto a tutte le creature dell’universo, qualsiasi sia l’intensità della loro luce, una luce più grande li custodisce.
 f f  +++3+6 

 

_Lord Hol Napult_


APPROFONDIMENTI

Post scriptum: il ragionevole dubbio
Video riepilogativo delle problematiche collegate e promosso da comilva.org. Di fatto riassume tutto anche se risulta emotivamente triste.
(!) https://youtu.be/kTU0843pXJU

Letteratura suggerita

(!) VacciNazione. Oltre ignoranza e pregiudizi, tutto quello che davvero non sappiamo sui vaccini in Italia
Giulia Innocenzi
Baldini&Castoldi
2017

I Vaccini Sono Un’Illusione
Tetyana Obukhanych
MACRO EDIZIONI
Prima edizione Settembre 2017

 

Post Scriptum: considerazione strettamente logica su MPR e Autismo
Non sono certo un medico, ma alla luce di tutto quanto è stato letto e scritto, si potrebbe anche ipotizzare che la relazione tra vaccino MPR+V e autismo, invocata in numerosi video e documenti, da Wakefield a altri, possa essere dovuta all’accumulo progressivo di alluminio nel cervello durante il piano vaccinale. L’MPR+V è l’ultimo nella trafila di vaccini ad essere somministrato e rientra nell periodo dei primi 3 anni di vita indicati come significativi per l’identificazione di forme di autismo nel bambino. Potrebbe anche essere che l’ MPR+V erediti tutta la “colpa” dell’alluminio accumulato anche con le altre vaccinazioni? Potrebbe essere una sorta di “goccia che fa traboccare il vaso”? Potrebbe.. almeno fino a che uno studio ufficiale non ci illuminerà su tutto quanto, e possibilmente prima del 2030…

 

Post Scriptum: l’analisi attuale della situazione

In questo video vengono descritte con sintetica chiarezza le informazioni finora trattate.

 

Post Scriptum: Autismo dilagante e fuori controllo
In questo video, condivisibile o meno, si tenta di entrare in merito al grave problema dell’autismo parlando dell’infiammazione cerebrale che lo innesca. Le origini dell’infiammazione possono essere di varia natura, ma come descritto nell’articolo possono anche essere dovute all’alluminio presente come adiuvante nei vaccini. Carenti le ricerche della medicina ufficiale in merito. Il costo di un bambino autistico è stimato sui 30 mila euro annui. Tutto questo fa riflettere.

 

 

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