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Archive for the ‘ Future ’ Category

(Play audio for full immersion reading)

All’inizio è solo distrazione. Non vuoi ammettere di essere proiettato verso una realtà che ti stravolgerà l’esistenza e pur sapendo che sarà un esperienza indimenticabile, cerchi solo di non pensarci troppo.

Pensare in realtà significa farsi prendere un po’ dal panico. Il panico naturale e ribollente che si assapora prima di avere un figlio.

Passa qualche giorno, qualche mese, e inizi ad affrontare la cosa cercando conforto nella moglie (o compagna che sia). Qualche libro, per curiosità ed anche per sopprimere l’ansia, lo leggi. Cose del tipo, essere mamma, diventare mamma, la salute del bambino… parole chiave di un mondo che non ti è appartenuto fino ad oggi.

Arrivano i primi esami “di verifica”. Oramai siamo piuttosto avanti con l’età e le statistiche, bastarde e infide, minacciano la tua stabilità interna con annunci sui mille problemi che un nascituro può avere, genetici, mentali, di postura, di costituzione, di pelle. In TV ti vengono proposte tutte le forme di vita umane con stranezze e gravi problemi ormonali. Speri che non tocchi a te, ma in realtà speri che nonostante quelle persone risultino perfettamente capaci di amare e sorridere, quello che non saprai affrontare è l’enorme spesa economica e di tempo che una complicazione richiede. Il mondo in cui viviamo, se è stato a misura d’uomo per qualche tempo, beh.. ora non lo è più, e la sensazione di schiavitù sociale dovuta a tasse opprimenti e servizi scadenti, assistenza zero… è troppo.

I pensieri di una sola sera non possono essere sufficienti per gli esami “di verifica”. Con la clausola del fatto che si tratti di solo “screening” e quindi mai una certezza o un dato reale. “Reale”… “Neo, definiscimi la realtà…”. “No Morpheus, non questa sera!”.

Si avvicina il periodo e tutto sembra comunque andare bene. Ma la notte non è più tranquilla. La notte non è più una notte di quelle spensierate e giovanili, quando di preoccupazioni non ce n’erano, e si poteva ascoltare il canto dei grilli seduti in terrazza al fresco della luna.

Il B-Test, ennesimo parto della società moderna, è andato male; se non fosse per il fatto che in fondo al calcolo semi diagnostico c’e’ un moltiplicatore che aumenta il rischio in base all’età. E’ come prendere 6 al compito, ma se avete più di 37 anni il vostro voto si dimezza. Chi non riesce ad interpretare bene questo fattore sprofonda nel panico, un panico da cui si risolleverà semplicemente con ulteriori esami molto più costosi e rischiosi, come l’harmony test o peggio, l’amniocentesi, un esame che pone un rischio teorico come quello del B-Test in un rischio REALE di aborto del 2%. Roba da pazzi, è come se chiedessimo ad un ceco di indicarci quando attraversare la strada.

Perse anche quelle notti, dove la donna presa dalle sue fatiche e afflitta da queste ansie capitola senza pietà in tutti i timori e le paure dell’universo, l’universo stesso ci introduce in un transito silenzioso, illusorio, esagitato. Un periodo che ricordo vagamente perché applica la ebbra magia dell’attesa di una burrasca. Nessuno dice nulla nel mese pre parto. E’ come vivere dentro una bolla d’aria che vaga nel profondo dell’oceano, alla ricerca di una riva, o di un luogo dove riemergere.

Arriva il mese del parto. Qualche complicanza che oserei dire naturale ci porta anzitempo presso gli ospedali. Ah, gli ospedali… nel 2017 sono un costrutto perfetto della situazione sanitaria attuale. Meno parti cesari hanno e più prestigio hanno. Meno personale anno, e più introiti fanno. Parliamo con qualche infermiera e ci confessa la sua nona o decima ora di lavoro… ci mostrano l’area parto e notiamo che sono poltrone super accessoriate, ma circondate da cassetti. La sala è quindi magazzino, luogo di gestazione, e una sedia per coloro che attendono. C’è tutto comunque, ma non c’è la tranquillità di chi ascolta. Solo ansia, un ansia perenne che stanca il fisico e disturba il sonno. C’è anche felicità, ma sono rari barlumi di quando sarà tutto finito, o iniziato.

Infine ci sono io, il raccordo perfetto che compensa ogni negligenza della sanità nazionale; dai pasti senza acqua, ai capi di abbigliamento di ricambio, al supporto affettivo, psicologico, morale, fisico, integrativo per ottenere assistenza quando il personale è sparpagliato per la corsia, e molto altro.

Si arriva alla settimana clue. La prima settimana di questo tipo per coloro che hanno il primo figlio. Ricordo ore ed ore a guardare la parete, chiedendomi quando fosse l’ora giusta, e come sarebbe stato dopo. Esploro senza ostacoli tutta la corsia, anche se l’aria da ospite indesiderato che si ha in quei posti è omnipresente. Ci fosse almeno un parroco con cui chiacchierare. Al massimo un estracomunitario che non parla la mia lingua, e che comunque è già circondato da bambini e impegnato abbastanza a gestirli. Poi un albanese, uno zingaro, un nero, un cinese, ed infine un abitante delle pianure del posto… accidenti, sembrano tutti cosi distanti da me.

Il cellulare, vero incubo e grazia dell’era contemporanea, diviene una condanna. Parenti e familiari che raramente sentivi prima ti chiamano ora, con diritto, ad ogni momento della giornata. Tante telefonate, tanti pensieri, tante idee che cercano di compensare antichi traumi e difficoltà passate, per evitare che altri le rivivano. Ma per me non c’è questa cortesia; sono e rimango lo strumento di conciliazione delle paure del mondo verso le direzioni intraprese da altri, e parzialmente anche da me.

Rifocalizzo. Si arriva al giorno vero, quello del parto, un giorno a cui si arriva comunque e inevitabilmente stanchi morti. Ma riposeremo solo quando saremo morti! Te ne stai per tornare a casa dopo una giornata di lavoro, un lavoro che ti sei ostinato di portare avanti per distoglierti dai pensieri e perché le precedenti veglie non avevano portato a nulla. Ma alla sera di quel fine settimana, nella stanchezza finale, le “acque si rompono”.

Donne inesperte tanto quanto i mariti si allarmano. Ora! Ora! No cari, forse, se vi va bene, tra quattro o cinque ore. Ce lo spiega l’infermiera notturna in modo non esplicito. L’ideale durante l’agitazione… altri messaggi suggeriti subliminalmente e avrei potuto fare una strage dal nervoso.

Brutto approccio, lo riconosco, ma nel giro di un ora la donna inizia a delirare e la situazione tracolla. Partono comportamenti inaspettati e ingestibili, incoscienza, dolori lancinanti, monitoring forzato del bambino da contorno, e un generale caos. Si chiama agitati l’ostetrica. Questa assiste un po’, e poi si ritira. Se ne va. Non era cosi che me l’ero immaginato. In un ospedale comunque ci si abitua ad essere abbandonati. Ci vediamo tra un quarto d’ora dicono, e se ne vanno per un ora. Ridicoli. Date informazioni corrette e fate il vostro dovere… ditemi un ora che almeno non penso per 45 minuti dove “c****o” possa essere la persona.

Passano altre ore, sempre più difficili, un crescendo. Non si dorme, si urla. Dolori lancinanti ai reni e alla schiena, altro delirio incontrollabile dalla donna. Nel mio non so esattamente cosa fare, e vado a cercare il personale. Arrivano, vedono, controllano il monitoring, dicono quattro parole che ignoro, forse perché del tutto di circostanza. E se ne vanno. Di nuovo.

Ci caliamo nella notte da soli. In due contro l’universo, in attesa del terzo. Forse la famiglia nasce in quell’esatto momento, quando la moglie non risponde più di sé, il bambino scalcia tra il sangue e i tessuti rotti del ventre, ed il padre osserva e vigila nel limite delle sue possibilità, come un corvo sul ramo più alto di un albero ormai secco. Bisogna attendere. Attendere mentre tutto sembra cadere a pezzi… spiritualmente.

Ora il delirio assume forma e spirito, davvero lancinanti e sgraziati. Mi stordisce. Leggermente Allarmati sbucano dal nulla e ci trasferiscono dalla branda buia alla sala parto. Incredibilmente vediamo la moglie, mai a senno in quegli attimi, camminare fino alla sala. Difficoltosamente sì, ma non c’era d’aspettarselo.

Entro anche io, per ultimo, sono il corvo, sono lo scudiero, o che diavolo sono non lo so. In realtà quelle sono le porte dell’inferno. Se vuoi strappare una vita, è li che devi entrare. Non saprai come uscirai, se uscirai, se non ti perderai dallo sconforto li dentro. Quello è l’inferno di chi ruba dal sangue della terra una creatura. Se la vuoi dovrai lottare, assieme alla tua moglie, e dovrete spargere sangue e sudore, combattere, e sperare di vincere.

Niente da fare. La moglie vacilla i suoi ultimi attimi di energia e causa stanchezza inizia ad urlare. Un delirio placato solo da un’anestetista. Questo figuro che compare solo a metà della bolgia, ha lo sguardo freddo e triste dell’assassino professionista. Infila aghi, infila cateteri, salda con adesivi, ed infine inietta la sostanza stordente. In quell’esatto momento la natura che giocava alla guerra con le persone viene privata del campo di gioco. Ma si tiene con sé la creatura. Non ci sono sconti per chi utilizza le scorciatoie dell’alchimia. Madre Natura indignata si ritira dal campo e minaccia.. torna quando sarai pronto.

Per me questo rappresenta un momento di sollievo. Le urla si annacquano e si respira un attimo di calma. Solo dopo mi accorgo che non era la direzione giusta, e che nelle due ore successive gli sforzi non varranno nulla per vedere la creatura… e le ore passano, inesorabili, lente, inconcludenti. L’effetto dolore ritorna, le urla ritornano, ma la stanchezza non permette più alcuno sforzo.

Ricompare l’anestetista, lo sguardo amareggiato di chi ha già dato troppo. Ed infatti l’ennesima dose rilancia l’attesa di altre ore.. lunghe.. e inutili. Arriva l’alba.

Nessuno ha riposato. Le preoccupazioni, la stanchezza, e il dolore invece si sono accumulati. Un bilico in attesa di tracollo. Giro di personale nell’ospedale. Altre 2 ore di tentativi forzati su creature che hanno dato ormai tutto il possibile. Altre due ore di stanchezza e affanni… inutili!

Ti chiedi se è davvero così che doveva andare. Il cesareo era precluso, infatti si vedeva la testa del piccolo, li, proprio li, a pochi centimetri. Ma era li da due ore! Come si può sbloccare uno stallo del genere!? Nessuno ha la risposta..

Poi ad un tratto, dopo che la pazienza ed i tentativi, a centinaia, sono andati invano, dopo 10 ore di delirante escursus, dopo una giornata durata 34 ore dall’ultimo sonno, e dopo aver visto l’unico motivo valido della propria esistenza sfogare e reprimere frustrazione senza sosta, dopo tutto questo, la sala parto si riempie di persone.

Chi sono? Cosa vogliono? Alcune senza badare a me preparano gli arnesi del mestiere. Una prepara siringhe e siringhe di emergenza, opportunamente scotchate sulla flebo. Due mi affiancano e tengono d’occhio la situazione… del resto io non rispondo troppo delle mie azioni, mentre mi innervosisco… echi ancestrali e demoniaci iniziano a tuonare nell’aria.. le pareti scompaiono, la stanza volteggia verso cieli in tempesta, e tuoni e lampi e clangore di armate in ogni dove. L’argano, è in posizione di tiro. Si aspetta semplicemente il segnale.

Eccolo! Urla rimbombano per le stanze, mentre una valchiria tira come fosse una fune, mentre un’altra preme forte il ventre, mentre altre assistono e stringono la moglie nel suo ruolo. Pochi secondi, il tempo di una folata forte di venti del nord, e poi silenzio…

Lo stanno strappando in 6 dalle radici dell’albero della vita verso un mondo di cui nutro forti dubbi… ma quella è la strada!

Poi un altro tuono, e di nuovo l’inerpicarsi dell’ostetrica che tira in fanciullo incastratosi tra due mondi. Le altre partecipano e sforzano, premono, schiacciano, bloccano. Qualcosa mi tiene inchiodato alla sedia. Ero stato rammonito dall’alzarmi.. mi stavo autocontrollando e autobloccandomi. Quella era la mia 35esima ora.

Di nuovo la fredda calma. L’infermiera più in basso inizia ad anestetizzare e tagliare, come un macabro tessitore di fronte ad una tela di carne… il sangue a fiotti trasforma la sedia da parto in un altare sacro e violento. Un rituale di forte impatto visivo, mentre la freddezza del momento congela ogni sussulto. Le labbra secche da ore di quella notte sono ormai distinguibili anche dalla penombra sul volto della moglie; ho visto un risultato del genere solo nei film dove si attraversava il deserto, e non credevo certo che si trasformassero così in sole 10 ore..

Un ultimo segnale arriva. Il macabro quadro si rianima, l’infermiera di fronte tira senza sosta, quella sopra preme, le altre stringono la moglie che urlando e delirando si incurva e spinge… l’ultima, la carnefice del taglio, è la prima ad accogliere la creatura che ne esce. Un piccolo essere rosso sangue e bagnato, impaurito, allungato senza che gli fosse stato chiesto dopo essere stato raggomitolato su se stesso… e silenzioso.

Uscito, il tempo si ferma. Le ostetriche si lasciano sfuggire un sospiro. Il muro di medici si dirada, mi alzo, guardo la moglie, guardo la creatura…. Silenzio… mentre il respiro si ferma capisco che qualcosa deve succedere o non sarà comunque una cosa facile. La moglie urla, esausta, “perchè non dice niente!?”.

Non arriva nessuna risposta dalle infermiere mentre si riassestano e ricominciano a riprendere le loro normali posture.

“ggh eeeeeeh!”

“Oh cavoli! E’ Vercingetorige Primo! E’ nato! E’ vivo!”

 

Ci sono poche cose che muovo il mondo. Ci sono poche verità che scuotono le radici della terra. Ci sono poche cose che portano al cuore delle persone. Queste cose non sono irraggiungibili, sono sempre parte di questo mondo… il prezzo da pagare è avere il coraggio di scendere all’Inferno, per poi fare ritorno. Un prezzo che vale la pena … ve lo assicuro.

ps: nomi, luoghi, riferimenti e altro sono parte della fantasia, colorita e imprevedible, dell’autore.

_Lord Hol Napult_

Mercato di Videogames header

Buongiorno giovani intrepidi dell’era digitale, navigatori di mondi alternativi, guerre digitali, simulazioni surreali ed avventurieri dal callo epico, oggi vi mostrerò l’ultimo ritrovato web per poter acquistare un titolo videoludico nel modo più conveniente possibile.

Da videogamer incallito consulto spesso le offerte di Steam alla ricerca di qualche videogame in offertissima. I miei acquisti sono solitamente concentrati nelle favolose offerte festive, come ad esempio i “saldi estivi”, “autunnali”, l’evento di “Halloween” per giochi horror e così via fino al plateale super saldo natalizio ™!

Quello che vi mostrerò ora, invece, è un mercato libero di vendita delle chiavi digitali che sono assolutamente e inequivocabilmente valide tanto quanto un videogame acquistato sulle piattaforme originali.

Stiamo parlando di G2A.com

Ho notato questo sito per notorietà e mi sono approcciato in modo molto cauto.. direi estremamente prudente: insomma, ho voluto provare!

Il consiglio che vi do infatti è quello di non fidarvi cecamente di ogni sito che lancia super offerte; testare la validità del sistema con degli acquisti “pilota” (o dal basso costo) è sempre una buona regola. E’ quello che ho fatto io, e che vi mostrerò passo passo ora, come fossi un bardo dell’era digitale che percorre la virtualità effimera di questi tempi alla ricerca del meglio del meglio del meglio! Tutto questo solo per voi! ;P

L’acquisto pilota che ho fatto riguarda un videogame di qualche anno fa ma in super offerta presso questo portale. Mi piaceva ma non aveva mai raggiunto un prezzo giusto per me. Qui finalmente costa molto poco, quindi nel caso che qualcosa vada male non faro’ altro che perdere un paio di euro. Se invece la cosa va bene, ne gioverò? Volete percorrere questo cammino con me?
Let’s f***k go!!!

STEP 1

Per prima cosa troviamo il videogame che ci ha sempre ammaliato ma che non abbiamo mai osato acquistare… In questa fase sarete abbastanza autonomi, ma prestate attenzione a scegliere la chiave per STEAM piuttosto che per EA.com, o altro. Le chiavi non sono intercambiabili a livello di piattaforma, a meno che ci sia epressamente scritto.

Il gioco RISEN 2 in versione GOLD costa su steam in questo momento 19.90€. Un po’ troppo a dire il vero…

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STEP 2

Vediamo quanto costa su G2A.com…

Incredibile, 0.62€. La prima domanda che un si pone è: Ma come è possibile? Indaghiamo…

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In effetti non solo un venditore lo vende a pochi centesimi, ma sono circa “36 sellers” a disporre di chiavi di attivazione in vendita. Questo mi fa riflettere ad esempio sul fatto che durante i saldi o comunque con partner Steam virtuali è possibile acquistare lotti di chiavi definite “per un amico” in modo che non vengano aggiunte al proprio account, ma fornite all’acquirente. I sellers potrebbero quindi essere normali persone che investono in acquisti di chiavi per poi rivenderle ad un prezzo maggiorato dal loro portale.

E’ importante a questo punto valutare attentamente il FEEDBACK del venditore, perche’ quello che faremo è un acquisto fuori da Steam e la chiave potra’ essere invalida o già usata, chi può dirlo?  Per ovviare a questo rischio ci viene incontro il portale  G2A.com che mostra chiaramente se un venditoreè a 5 stelle, con dettaglio feedback positivi e numero di vendite in attivo…

Ok! Concentriamoci ora su un venditore che abbia almeno il 98% di voti positivi e un numero di feeback > 5000. Questo dovrebbe garantirci un margine di sicurezza ed affidabilità ottimali. Inoltre prediligiamo quelli che vendono l’articolo a minor prezzo.

G2A.com evidenzia con un “BEST PRICE” il venditore che vende a minor prezzo l’articolo richiesto. Clicchiamo quindi sul carrello di questo venditore…

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STEP 3

Il prezzo originale inizia a gonfiarsi per 3 motivi:

  1. L’IVA del paese che in Italia è un violento 22%
  2. Il G2a Shield che costa unitariamente 1 euro e garantisce chiavi valide al 100%
  3. L’eventuale commissione PayPal che utilizzero’ per il pagamento e non è inclusa nel prezzo

Secondo un calcolo personale per videogame tra i 0.50 ed i 2 euro otterrete il prezzo finale circa con questo calcolo:

Prezzo iniziale(>0.50€ e <=2€) *  2,0000

mentre per altri, tra i 2 ed i 10 euro, con questo:

Prezzo iniziale(>2€ e <=10€) *  1,4590

 

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STEP 4

Ora visto che ho scelto un venditore “di cui ci si può fidare” disattivo volontariamente il G2A Shield. Consiglio comunque di tenerlo attivo per acquisti maggiori di 10 euro, in modo da essere sicuri sulle transazioni di un certo livello e non incorrere in chiavi già usate. Per acquisti inferiori invece cerchiamo di incrementare il risparmio e minimizzare i rischi.

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STEP 5

Il nostro carrello finale prima del pagamento è ora in queste condizioni veramente vantaggiose. Verifico di aver disattivato la protezione acquirenti (1), accettato le condizioni di vendita (2), inserita una email valida per la fattura (3) e cliccato procedi con un carrello a 0.68€.

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STEP 6

E’ ora di scegliere il metodo di pagamento. Siccome utilizzerò PayPal dovrò incombere in ulteriori costi di pagamento, ma detto tra noi è comunque una transazione ridicola rispetto al prezzo Steam dell’oggetto. Se consideriamo che potrei perdere ben 1.16€ oppure guadagnarne 18 circa, decido imperterrito di continuare 🙂 !

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STEP 7

Ora mi trovo in una normale pagina di pagamento PayPal. Stranamente il calcolo effettuato da G2A.com era persino maggiore di quello che mi trovo a pagare. Succede quando PayPal cambia le condizioni di vendita. Comunque sia il carrello è questo: 1.13€

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STEP 7

Eccoci qua! siamo alla resa dei conti. Il pagamento è stato fatto e la pagina che compare è la seguente, dove un bottone allettante mi avvisa che la chiave CD è pronta… clicchiamo senza pietà alcuna!

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STEP 8

Incredibile, è comparsa una chiave GUID e un feedback sull’acquirente che faremo bene a compilare. Se la truffa è dietro l’angolo potremo arrabbiarci con questo venditore … (nb: la chiave l’ho nascosta per ovvi motivi). Copiamo la chiave Steam e andiamo sulla nostra applicazione Steam… verifichiamo subito!

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STEP 9

All’interno del software di Steam notiamo in basso a sinistra i bottoni:

  • Aggiungi gioco -> Attiva Prodotto Steam (Qui andrà inserita la nostra chiave ricevuta).

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Inseriamo quindi seguendo la Wizard il codice di attivazione:

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Et voilà! Sembra che tutto sia andato nel migliore dei modi! Fantastico!

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STEP 10

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Ora non ci resta che scaricare e goderci il nostro titolo ottenuto in super saldo! Un saldo mondiale livellato dal mercato. Ma… abbiamo dimenticato qualcosa? Fatemi pensare… Certamente! mettere subito il feedback positivo!
Ritorniamo sul portale di G2A.com e diamo feeback positivo al nostro venditore. Questa fase è molto importante in quanto permette sia ai nostri futuri aquisti sia alla comunità di videogamers di prediligere venditori seri e scartare i malefici farabutti.

CONSIDERAZIONI

Se consideriamo che il sito vende oltre a Steam anche chiavi EA, Uplay, GOG e compagnia bella, potremo riempire i nostri account in un putiferio di sconti senza barriere. Resta comunque da dire che certe offerte sono ancora meglio sui portali originali quando vengono effettuati i saldi. Sta a voi cercare il prezzo più consono… Solo il tempo e probabilmente il portafoglio decideranno quale sia il vostro limite! Nel frattempo godiamoci questa avventura piratesca di ottima fattura lasciandovi un ultimo quesito….

Hai abbastanza coraggio per il mercato globale di G2A.com???
Bwhaahahaha ahhaaha (risata satanica)…

Questo è tutto. Grazie per la lettura e ricorda di condividere il post se ti è piaciuto…
non sappiamo quanti, la fuori, tentano ancora di sopravvivere!

Vuoi seguire i consigli del Lord? Continua a leggere qui…

 

_Lord Hol Napult_

New-York-Dark(Play audio for full immersion reading)

Rammento ancora con tristezza e rimorso il trascorrere degli ultimi 20 anni. Essi sono sfuggiti senza chiedermi il permesso. Rammento che mentre la lancetta ha segnato le sue irreversibili ferite nella carne, il tempo è passato, e purtroppo verso un nonsense di ardua comprensione, almeno per me. Le proiezioni della mente tanto ardite quanto folli della prima gioventù si sono infrante tutte quante, come specchi esplosi sul marmo di una stanza reale. La grande stanza altro non è che un decadente riflesso di intenti e aspirazioni fallite in interminabili tentativi perduti nel tempo… cosi come “le lacrime si perdono nella pioggia”.

Non si cammina più. Ora ci si trascina verso la porta di uscita. La si brama, la si anela, ma si riconosce a se stessi che persino avvicinarsi di un passo in più nella speranza che la monotonia finisca, sembra essere un faticoso cammino. E’ il fardello che ci affligge. Ogni giorno un sassolino in più, come una clessidra di sabbia sopra le nostre spalle, e ogni giorno un passo in meno, forse. Iperbole o logaritmo che sia, non vi è garanzia alcuna che il tristo traguardo dell’esistenza sia raggiunto in piedi;  sembra di vederlo sfuggire all’infinito.

Io stesso, come riflesso di questa epoca buia, credo di aver perso le speranze della gioventù. La differenza tra Vita e Sopravvivenza è abissale se ci rifletto un secondo.. navigo in un mare nero dove solo le ombre mi accompagnano, e dove solo il tempo mi spinge oltre. I cosiddetti capisaldi dell’uomo, o dell’uomo moderno se preferite, li ho mancati tutti, uno dietro l’altro. In un solo colpo mi ritrovo lucido e presente, o condannato a lucidità e presenza, in una realtà assurda quanto la follia del peggior malato di mente. Se per bilanciare la follia significa riconoscere sè stessi come folli, in quanto l’esterno non può andare oltre certi limiti, allora sarò folle tra i “normali”. D’altronde non possiamo criticare un sistema che funziona da millenni.

In cuore nutro ancora la speranza che la verità sia verità, a prescindere dal fatto che non vi creda alcuno; o, se preferite, che una falsità sia falsità a prescindere dal fatto che sia sostenuta da molti…spesso troppi. Sinceramente parlando, non ne sono più così convinto, sembra che il numero soffochi e definisca nuove vie. Trovarsi lucidamente anomali è come sapere di dover sistemare un’istruzione informatica imprecisa ed ignorarne comunque la sua correzione in quanto sorella di mille altre come lei. O le fai tutte oppure…

Resta quindi un solo unico aspetto da risolvere. Un piccolo aspetto che solletica una parte remota del mio cervello al punto di seguitare nel tormentarmi fintanto che non abbia trovato una qualsivoglia possibile ma plausibile risposta. Ebbene cosa accadrà quando toccherà a noi essere gli uscenti da questa matrice globale? Cosa accadrà quando non sarà più sufficiente un sistema colluso e mafioso per far proseguire le nostre vite e quelle di coloro che stanno dopo di noi perchè mancheranno quelli che sono stati Vivi prima di noi? Percepisco dalla strada i primi segni di collasso sociale, un decadimento sistemico che inizia ad inondare di errori le strade. Gente che mendica, gente che spaccia, gente che si impone senza ritegno pensando che la propria salvezza passi da li.

Tutto inutile.

Il boccale marcio continuerà a perdere vino fino ad esaurirne il prezioso contenuto. Vano è l’intento di giustificare un sistema millenario come funzionante, se nel nostro piccolo abbiamo lasciato che i tarli si impossessassero di ogni venatura. Forse si sentiva solo l’esigenza “subconscia” di rompere tutto per il gusto di rifare tutto d’accapo. Fare meglio. Ripartire dagli elementi contemporanei e sgravarsi del vecchio. Lo stesso Chrome è nato dopo Firefox ed Explorer, ed era più leggero e veloce. Ora è tempo di SeaMonkey? Però… però… intere vite a confronto ravvicinato con i propri avi che devono raccordare tutto ciò che non saranno mai all’interno delle loro menti. Però… però… questo momento transitorio di nonsense quanto pesante sa essere in certi momenti. Se ci fossero opzioni le userei tutte. Ma a che scopo. La strada è stata scelta tanto tempo fà e adesso non bisogna fare altro percorrerla…

Lo accetto. E’ il mio destino. Ma badate bene,
è anche il Vostro…

Lord Wolf

_Lord Hol Napult_

TelefonoAllaGuida2(Play audio for full immersion reading)

“Ciao Jenny, sono io. Ascolta, va bene se passo a prenderti alle 21 che andiamo al Bold Bay stasera? ….Si dai passo subito dopo che ho finito di truccarmi. Ti mando un WhatsApp appena sono in macchina ok, cosi ti prepari in strada…ah esci con Pierre stasera? Ok, ascolta, esci pure con lui se vuoi, oppure ci becchiamo là se passate ok? Ah bene perfetto… allora ci vediamo là”

Whatsapp: “Kika, Jenny si fa trovare al Bold Bay col moroso… Se vuoi ci si vede là ok? Io arrivo alle 21 circa. Sono quasi in macchina…”
Whatsapp: “Ok Kika, a dopo allora…baci baci”

“Cavoli dove e’ il rimmel.. eccolo! Devo sbrigarmi sono quasi le 9 e non sono ancora partita. Ecco fatto. Ciao ma’, ci vediamo dopo… Sì torno presto, prendo io la macchina.”

GHJGHJGHJGWHHROOMM WHROOOM….

“Ok devo scheggiare ora. Cavoli pioviggina… ma chi e’ questo imbecille? Spostati!”
WRHOOOOM…
E’ meglio se mando un messaggio alla Kika cosi la avviso che sono un attimo in ritardo…”
Whatsapp: “ciao, arrivo … tra quacjh <<< quaassl <<<”
WHROOOM… WHROOOM… Tsoc!
“oh.. ma cosa è stato? Devo aver preso un sasso…”
Whatsapp: “…qualche minyto, ciao ”

“Uffa ci mancava la colonna al semaforo. Ma qui non passa mai nessuno! Ok, avviso anche Jenny..
Whatsapp: “io sono a 10 minuti… voi dove siete…”
PEEEEEEEEEEEEE PEEEEEEEEE!!
“Eh un attimo fi!! Ho visto che è verde adesso vadooo! Ma te guarda sto imbecille…”
“Ok un rettilineo… ah si.. voi dove siete “?”. Invia.”

“Ok, fatto, speriamo che risponda presto, non ho voglia di stare al parcheggio ad aspettare come una cretina…”

WHROOOM… WHROOOM…
ting”!

“Oh ecco, vediamo chi mi ha risposto..”
“Kika: ciao, scusa ma stasera non ho voglia di uscire, magari ci sentiamo alla prossima. sorry.”
WHROOOOM…
“Ma dai fischia.. la solita sfigat… aaaaaah!! SKIREEEGGH!
“Caspita ma cosa ci fa un cane per strada! Quasi mi sfonda la macchina, fortuna che ho sterzato in tempo… uff!”

“Cavoli poteva andare peggio. Ok, adesso pero’ devo sbrigarmi e’ veramente tardi…”
ting”!
“Ah, speriamo sia Jenny.. infatti…”
Whatsapp: “Ciao, io sono in viaggio. Arriviamo a minuti.. forse :)”

“Cavoli adesso c’è il rischio che vada la come una sfigata da sola… adesso cosa faccio? Vabbèh.. ormai sono qui a 200 metri. Cerchiamo un parcheggio… si va beh, il solito pienone. Parcheggerò dall’altra parte della strada.. almeno li lo trovo.”

WHROOOM…WHROOO HIIIICK. WHROOO… HIIIICK.

“Ecco, qui dovrebbe essere buono. Hah! Sono anche nelle righe.. ma chi sono?”

“Ok dai, mi avvio all’ingresso dovrebbero esserci se non sono due infami. Io intanto mi avvio, devo solo attraversare il provinciale … cavoli ma piove, fammi prendere l’ombrellino che ho nel baule. Huuu.. veloce veloce… eccolo finalmente.”

Toc toc toc toc toc toc…
“Ecco, quello al di la della strada e’ il bar… mmm li non ci sono, fammi vedere se sono arrivati…”
Whatsapp: “ciao Jenny…”
Toc toc toc toc toc toc…
“…dove caxxo sie…”

whrooom whROOOOM SKRIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEKKK!! aaaaaaaaah!” SBAAM!

aaaahi.. aaahii… aaaaah… aiutooo… aaaah aaaaah aaaaaah!”

Il quotidiano della Domenica:
Tragico bollettino sulle strade italiane, anche questo week-end hanno perso la vita 10 ragazzi tra i 16 e i 30 anni. Numerose anche le segnalazioni di incidenti con feriti gravi pervenute alle forze dell’ordine ed alle ambulanze locali. La strage estiva non sembra avere fine nemmeno dopo la campagna di sensibilizzazione promossa dalle organizzazioni di volontariato locale, mentre 3 comuni sui 7 coinvolti hanno già indetto la giornata di lutto prevista nei prossimi 15 giorni per commemorare le giovani vittime e riflettere sull’accadut

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Non Usare il Telefono al volante. Non usarlo Mai.

 

ps: ogni riferimento a persone, luoghi o fatti realmente accaduti è da ritenersi puramente casuale.

_Lord Hol Napult_

Viaggio neurale in New Detroit 2178

cyberpunk city(Play audio for full immersion reading)

Un impulso neurale mi riattivò. Mi svegliai. Erano le 5.56am nella New Detroit, anno astrale 2178 del vecchio codice; mi piaceva ricordarlo per sentirmi un po’ più giovane. In realtà eravamo almeno 4200 anni dopo l’esplosione di 15 testate Nectun13 sul globo, e la successiva lenta ricostruzione delle capitali mondiali documentata in ogni blu-notepad che ricordi la Grande Depressione Planetaria.

Nella stanza c’era lo stesso odore di pelle sintetica, alcool e muffa bagnata della sera prima; tutto trasudava dalle umide pareti di quel vecchio container monoblocco da 5mila anime in acciaio e plastiferro, agganciato ormai da 40 A.N.E. (anni nuova era) al container principale da 350.000 fottutissime celle uomo. Se non fossero stati pubblicizzati così bene non ci sarebbe venuto nessuno a vivere in quelle lerce strutture. No, non era vero, eravamo li solo perchè non c’era altra scelta!

Era mattino. Era ora di ritornare in azione…

 

CyberGirlComputer

Esil! Un caffè con nitrocarboidrati e delle paste al mirtillo, oggi sarà dura”.

E:“Signore, paste esaurite da 45ore, 12minuti e 37secondi. In alternativa il magazzino angolare dispone di PressuAlbicocche Argat e cereali tostati Certos. Inoltro l’ordine di acquisizione cibo signore?”.

Dannazione a quella commessa perduta… No Esil, lascia stare, esco in centro a fare colazione … e non ricordarmi sempre che sei un dannato computer”.

E:“Ricevuto Signore. Ehm.. volevo dire, scusi signore. Vuole che attivi il programma di pulizia locale in sua assenza?”.

Si ok, versione 2 con disinfestazione a infrarossi. Questa notte mi sembrava di sentire rumori dalle pareti… non il solito riverbero delle travi.. sembrava lo scavare di tanti piccoli uncini”.

E:”Certo signore. Il programma Versione 2 con opzione disinfestazione infrarossi verrà attivato appena lascerà il blocco. Le auguro una buona giornata e spero di vederla presto questa sera.”.

Grazie Esil, lo spero anche io!”.

Non feci in tempo ad assorbire i riattivatori neurali e l’amplificazione graduale di luce del mio occhio potenziato che subito uno scossone eccheggiò su tutta la struttura.

Dannazione! Il solito teppista invasato di SieroBlucifer che si schianta sui palazzi dopo un viaggio in manuale! Lui e il suo maledetto YodaCicle!

Mi chiedo perchè questi imbecilli disconnessi passano in guida manuale se non hanno nemmeno la capacità di selezionare una corsia ionica vuota. Più che altro, dicono che queste strutture reggano gli urti anche di AstroVolteggiatori di medie e grandi dimensioni… Lo spero, non sempre l’odore di muffa mi rassicura sullo stato degli scudi.”

Afferrai la mia pistola e le schede di accensione. Mentre mi precipitavo fuori tra i lunghi corridoi modulari cercavo di ricordarmi dove avessi visto quel tizio..

Il traslatore si aprì quasi immediatamente, anche se la luce al suo interno lampeggiava tra cali di tensione e un ronzare elettronico fastidioso.

Digitai velocemente H7.25, coordinate dell’hangar dove mi aspettava già in fase di avvio la mia vecchia Ventura67-Hydrogen Turbo, un vecchio bolide biposto a cui mi ero affezionato dopo un incidente che mi era quasi costato la pelle. L’unico motivo per cui mi trovavo ancora immerso in quella fogna a cielo aperto grondante pioggia nera era un rinforzo installato all’interno della vettura dal suo precedente proprietario. Dal sequencer sul mio polso inviai al veicolo la mia solita password per l’attivazione remota: “Anemone”
Mi piaceva quel nome. Gli archivi narravano essere un fiore di montagna vissuto migliaia di anni fà.

Corsi verso l’abitacolo. Le scie bluastre dei cuscini magnetici già sollevavano dal basamento la vettura, che mi attendeva con la portiera aperta ed i desktop accesi. Mi gettai al suo interno e subito mi comparse sul monitor laterale la graziosa Esil:

E:“Signore, le ricordo che oggi è il 23° anniversario dell’Unione della Corporazione Intergalattica Atena. La città festeggia alla Big Sphere Atena Communication Plaza l’avvenimento con esibizioni campionarie, mercati classici, e spettacoli digitali dell’avvenimento e delle guerre passate. La città sarà particolarmente euforica e affollata oggi. Buona giornata.”
“Grazie Esil, avremo tempo di chiacchierare stasera. Over.”.

Parlare con un drone? che idiozia. Ma era ormai il mio unico modo per far funzionare le cose. E soprattutto mi aiutava a dimenticare una vita di errori su errori, dove il contatto umano era stato impossibile a causa della vita che facevo; una triste avventura finita male… e annegata peggio, nell’alcool.

Fu così che iniziai a dirigermi verso il quartier generale dell’unione in quel buio claustrofobico di quella odiosa giornata cominciata come mille altre.. in New Detroit l’agente Denn iniziò la sua indagine …

 

Nota: Prologo scritto da LHN. Frammento di evasione neurale notturna di incredibile e vivida lucidità. Grazie per la lettura.

_Lord Hol Napult_

L’uomo ‘Debugga’ il mondo

Apriamo le nostre menti informatiche:

[INPUT]
– La razza umana e’ una delle tante razze che popolano il pianeta Terra.
– Gli alieni esistono, e sanno della nostra esistenza.
– Dio e la Genesi e’ scritta in tutti gli antichi testi sacri.
“Nulla si Crea e Nulla si Distrugge, Tutto si Trasforma” [Antoine Lavoisier]

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 [ELABORAZIONE EURISTICA]
L’uomo, abitante della Terra, possiede molti ricettori che costituiscono il suo input; egli possiede gli occhi per vedere, il naso per odorare, le orecchie, e la bocca.
L’uomo vede, mangia, sente, processa l’input, e lo restituisce al mondo processato, o reagisce di conseguenza. Allo stesso modo fanno gli animali, ognuno coprendo un certo habitat, ognuno processando un certo input, chi nella giungla, chi nel deserto, chi nel cielo, chi nell’acqua.
Persino i vermi e gli altri abitanti del sottosuolo processano un particolare input, e restituiscono un output.
Gli esseri viventi, al loro termine, muoiono, si trasformano e riavviano il ciclo della vita.
Biodegradandosi, ritornano ad essere altro input per altri esseri. Ad esempio, il leone mangia la gazzella appena uccisa. Se non la mangia, il terreno se la riprende e darà vita ad altri fenomeni appartenenti al ciclo della vita.
Risulta chiaro che c’e’ un processo rigenerativo sulla superficie della Terra, e magari anche in profondità laddove l’uomo non e’ ancora giunto, ma si evince che ad ogni situazione di squilibrio naturale, c’e’ una reazione uguale ed opposta da parte degli esseri viventi, preposti a Controllo del Pianeta.

Ma cosa significa tutto questo ?!

[OUTPUT]
L’essere vivente terrestre e’ uno Strumento, inventato da mente superiore, programmato da mente superiore, processato dal “Tempo-Vita”, e con uno scopo .
Ad ogni essere lo scopo Globale (o Superiore) può essere precluso, troppo complesso, quindi apriamo le nostre menti ed eliminiamo le futili ragioni che vincolano l’uomo… “noi siamo solo uno strumento di controllo”.
Noi esseri viventi stiamo conservando qualcosa. Stiamo proteggendo qualcosa che può essere racchiuso al centro della Terra, nel nucleo , o stiamo conservando la Terra per l’arrivo di qualcuno, come fossimo custodi .
Dio potrebbe essere una concezione astratta di una razza Aliena, esistente magari anche sul piano fisico, ma non necessariamente. Coloro che governano il Tempo-Vita non hanno necessità di vagare per piani fisici , suppongo.
L’incognita che rimane da scoprire e’: cosa stiamo proteggendo all’interno della Terra ? Forse la Terra stessa ? Cosa custodisce uno strumento come l’insieme delle razze terrestri ? E per Chi ?

[CONCLUSIONE (senza soluzione)]
L’uomo non può ancora comprendere il significato Assoluto della propria esistenza, ma può coglierne numerose sfaccettature che gli devono ricordare di avere cura dell’ambiente, della vita, e del ciclo di continuità in cui si trova, in quanto costituiscono la sua unica certezza di aver fatto ciò per cui e’ stato creato.
L’uomo deve capire che sta completamente sbagliando strada…

nuclear_industry
Lord Hol Napult

Lettera aperta a Punto Informatico

Ho inviato una lettera alla nota Magazine Online di Informatica e Telecomunicazioni.
Si intitola : IN ITALIA TUTTI CONTRO CHI SVILUPPA VIDEOGIOCHI
Ringrazio P.I. e tutti quelli che hanno visionato e commentato con le proprie opinioni l’articolo.
Grazie di Cuore,
Lord Hol Napult

punto_informatico

In Italia tutti contro chi sviluppa videogiochi
Roma – Ciao Punto Informatico, sono un appassionato di videogame sin da piccolo e vorrei dire la mia in merito a Videogiochi, come ci si lavora in Italia?. Io un videogame l’ho già creato, e tra l’altro è stato già anche pubblicato da voi un anno fa: si chiama “No One Shoots Forever”.
All’interno del videogame c’è la sua storia (Main/credits/history) e mi sembrava interessante conservarla perché in effetti descrive la fatica che ho fatto nel svilupparlo. Sono passato da un gruppo di persone di tutta Italia in contatto via internet (che di fatto è risultato troppo dispersivo) a dover fare cocciutamente tutto da solo.

Premetto che non ho trovato appassionati come me che mi dessero una mano, e così mi sono arrangiato a fare codice, grafica, suoni, level design, beta testing e tutto ciò che occorre per arrivare a quello che considero un buon prodotto freeware (gratuito). Il fatto che dopo 2 anni e qualche mese di lavoro il prodotto sia uscito come freeware era dovuto al fatto che volevo raggiungere un po’ di notorietà, non tanto tra i videogiocatori, ma tra le software house italiane che producono videogame. Pensavo, ai tempi, che ci fosse una certa attenzione per gli sviluppatori emergenti… Altro che attenzione, non ci sono nemmeno le software house in Italia!Inoltre, c’è da dire che le persone che vorrebbero fare videogames sono migliaia… quelle che in realtà ne hanno la capacità e la voglia sono molte meno. Quello doveva essere il mio Vero biglietto da visita!

Purtroppo le cose sono andate diversamente. Ho dovuto sospendere il “videogame coding” (ora lavoro nell’IT finanziario) per mancanza di tempo e per necessità di denaro, ma nessuno (e dico NESSUNO) mi ha mai realmente contattato per propormi un lavoro. Strano, visto che ho ricevuto sulle riviste anche un angolino tutto mio (The Games Machine del 2005 e qualche rivista europea). A nulla sono valsi i download (circa 30.000). La strada in Italia è veramente in salita, direi quasi che è una scalata da alpinisti.

Questo significa anche che tutto cio’ che hanno detto i KOALA GAMES è corretto… cercare fondi statali, diventare sviluppatori e publisher allo stesso tempo, insomma, creare da soli questo nuovo settore perché né istituzioni né imprenditoria giovano alla causa.

Prendiamo due aspetti del problema. Ad esempio la questione SIAE, in quanto ho cercato di registrare almeno un software nella mia breve carriera. Ecco come funziona il deposito software in Italia:

1) Il deposito software è facoltativo.
2) I software devono avere un adesivo SIAE su ogni CD, ottenibile solo registrando il software (ma non era facoltativo?). Questa normativa del bollino è persino in CONTRASTO con le direttive europee.
3) Per registrare un software bisogna che il software sia stato “PUBBLICATO”, ossia reso pubblicamente in mostra e quindi distribuito ad un cliente.
4) Se mi registro alla SIAE è perché voglio essere sicuro che in caso di PUBBLICAZIONE il software sarà univocamente mio, e nessuno potrà rubarmi l’idea, il CD e quant’altro e diventarne proprietario senza il mio consenso.
5) Se la registrazione va a buon fine (circa 130 euro di spesa!) riceverete la conferma della registrazione con il numero, diversamente… io, diversamente, non ho ricevuto nulla. Né SI, né NO. Per 130 euro una cartolina con scritto: “RIFIUTATO perché…” potevano anche inviarmela.
6) Gli sportelli SIAE di provincia non sanno Nulla di registrazione di SOFTWARE, e gli unici che lo sanno stanno a ROMA, nell’ufficio “Deposito Software”.
7) Lo sportello reclami invita a chiamare martedi e venerdi per 2 ore. Peccato che anche in quei giorni e in quelle ore la voce automatica sia la stessa! Pero’ non puoi dire alla voce automatica: “Ehi! ma è ADESSO!”.

C’è poi la questione burocratica che assale le softwarehouse.

Premessa: il mercato Shareware (dove Shareware è spesso l’UNICA soluzione per le piccole aziende di software che nascono..) è fatto di programmi in versione dimostrativa che vengono sbloccati e diventano pienamente funzionanti registrandosi sul sito, dietro pagamento del corrispettivo importo (su Punto Informatico penso che lo sappiano già tutti, ma chissà che queste parole non arrivino oltre..).

Domanda: come puo’ uno sviluppatore o piccolo team di sviluppo arrischiarsi ad aprire una Partita IVA, pagare periodicamente un commercialista, autofinanziarsi lo sviluppo (sono anni di lavoro eh…), emettere fatture “a me stesso” (in caso di vendita) e buttare via circa il 50%/60% del prezzo del software in tasse e imposte varie, quando non sa nemmeno se venderà una copia del proprio programma? E non ho parlato dei costi della sede, dell’hardware, del software, e quant’altro occorre.

Si chiamerebbe “rischio aziendale” questo? A me pare proprio si chiami DISFATTA ASSICURATA LEGALIZZATA.

Inoltre va considerato che imprenditori benestanti e indicativamente “anziani” difficilmente finanzierebbero ragazzi giovani o giovanissimi su tecnologie che non conoscono e non capiscono, per raggiungere risultati INCERTI, come la vendita di videogame.

Va infatti considerata anche la realtà extra-italiana con cui si va a competere ed è subito sfida ardua e introiti dubbi.
Ecco perché i Koala Games stanno attenti ai contributi REGIONALI (beati loro, figuriamoci se dovessimo attendere quelli NAZIONALI), persuadono investitori a finanziarli (non so come né con quali pratiche voodoo), si massacrano di ore di lavoro e producono in tempi strettissimi dei videogame didattici.

Concludo da programmatore dicendo che io mi rifiuto a priori di fare videogame in tempi strettissimi, anche perché li considero FORME D’ARTE moderna, e l’arte ha bisogno del suo tempo.

Ora è meglio che abbassi i toni e torni a fare il mio caro freeware… ma “se mi impegnassi seriamente a fare videogame, questa mail l’avrei scritta in inglese, non di certo in italiano….”

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Lord Hol Napult

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