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Archive for the ‘ Prima Divisione Aquile ’ Category

DI-017-02

Egregi ubriaconi del mondo, esilaranti garzoni dalla festosa armonia interna e compari di letture per attimi fuggenti e talvolta malevoli, benvenuti a questa frizzante recensione che punta specificatamente a determinare se il modello di orologio in evidenza sia adatto o meno ad attività sportive di tipo militaresco.

Mi riferisco ovviamente all’orologio Diadora Storm. 

A lungo ho cercato un orologio di tipo mimetico e dalle caratteristiche tecniche necessarie a sopportare ogni condizione. Il panorama attuale offre infatti moltissimi modelli che spaziano dall’antico orologio militare per veterani della guerra, ma con cui non ci fai quasi nulla, ai nuovissimi pseudo-orologi sincronizzati con il proprio cellulare. Inutile dire che anche questi risultano per  me uno spreco non solo di soldi, ma persino di tempo, visto che la batteria dura come un cellulare, circa 4/5 giorni. Ci sono infine quei pseudo suppostoni portatili utili a monitorare la priopria circolazione sanguigna, i battiti e altre divertenti inutilità del caso. Nemmeno in questo caso sono stato particolarmente interessato da tali prodotti. Insomma, forse è meglio enunciare i requisiti che determinano l’orologio da softair ideale.

  1. Ora visibile chiaramente.
  2. Ora visibile in notturna.
  3. Ora visibile in rovescio (orologio sull’interno del polso)
  4. Resistenza a shock e urti, termici e fisici.
  5. Alta durata della batteria.
  6. Peso.
  7. Basso ingombro.
  8. Impermeabilità.
  9. Cronometro.
  10. Countdown-Timer per le azioni a tempo.
  11. Mese Giorno.
  12. Meteo info come temperatura e pressione.
  13. Mimetismo e antiriflesso.
  14. Sveglia.
  15. Prezzo.

In base a questi requisiti ho dovuto cercare in lungo e in largo, scartando le opzioni più estreme e lasciando infine un range di due soli modelli:

  • Diadora Storm DI-017-02 – prezzo circa 50 euro.
  • G-Shock GA-100CM-8AER – prezzo circa 140 euro.

Detto che entrambe sono validi, il prezzo altamente differente e la dimensione dell’orologio stesso, per i G-Shock davvero grande, mi hanno fatto propendere per un acquisto di tipo economico. Notate inoltre che possedere sia la tecnologia al quarzo che le lancette impone ai G-Shock la necessità di essere enormi. Soprattutto le tecnologie a lancette le eviterei del tutto per fare sport.

Vediamo quindi se il Diadora Storm (presente in due varianti poco differenti) offre le caratteristiche tecniche necessarie ad essere un buon orologio da SoftAir, con un verdetto finale del tutto inalienabile!

Caratteristiche tecniche:

  • Tipo Display: Digitale
  • Materiale Cinturino: Gomma
  • Tipo movimento: Al quarzo
  • Vetro: Plastica
  • Impermeabilità: WR 100mt
  • Tipo Calendario: Giorno, data e mese
  • Tipo Chiusura: Fibbia ad ardiglione
  • Materiale Cassa: Resina
  • Colore Quadrante: LCD
  • Genere: Uomo
  • Colore Cinturino: Grigio mimetico
  • Diametro Quadrante: 46mm
  • Spessore Cassa: 15
  • Peso: 56g
  • Lunghezza Cinturino: 20mm
  • Larghezza Cinturino: 27mm

 

Descrizione personale dell’orologio

Attualmente possiedo questo orologio da circa 10 mesi, e funziona perfettamente. Da subito ha presentato dei difetti dovuti ai materiali di cui è composto. Il cinturino è la prima parte che si rovina, circa dopo un mese, e inizia ad usurarsi internamente come mostrano le foto.

20160326_093933In secondo luogo si nota subito la differenza del tipo di gomma tra il cinturino e il blocca cinturno che scorre sul lato della chiusura metallica. Stranamente questa gomma tende a sporcarsi e deteriorare il colore in modo differente dal cinturino. Resta generalmente giallastra rispetto al resto.

20160326_094020Inoltre ho utilizzato l’orologio per tutte le battaglie di softair dell’ultima stagione, prendendo anche qualche graffio. La resina che ricopre il quadrante principale tende lentamente a rigarsi. Questo c’e’ da dire che non risulta essere ancora un grosso problema, in quanto le linee in assenza di luce laterale non sono visibili e la dimensione delle ore è effettivamente tra le più grandi a disposizione su questo tipo di modelli.

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Parliamo infine della cassa metallica che ricopre il quadrante. Ebbene noterete che sugli angoli più vivi perde la vernice e tende a scrostarsi. Si nota inoltre una diversa opacità del colore tra la cassa ed il cinturino, il che non è il massimo per l’estetica. Ad ogni modo esegue egregiamente il suo sporco lavoro di resistere agli urti, e le 4 viti sporgenti ma non taglienti fanno da distanziale contro eventuali impatti. In tutti i casi il colore sotto alle vernici mimetiche è il bianco, e in questo caso non si nota più di tanto la sbavatura.

A parte questi difetti di tipo estetico non ho riscontrato nessun altro problema di tipo tecnico. L’orologio fa bene il suo sporco lavoro.

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Stress test tecnico

  • Ora visibile chiaramente.
    Il display è grande ed efficente. La tecnologia al quarzo ci permette di vederlo anche sotto luce diretta del sole. In caso di cambio opzione viene evidenziata la parte interessata nel quadrante grande e l’ora si sposta in quello piccolo.
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  • Ora visibile in notturna.
    Premendo un apposito tasto il quadrante si illumina di verde. Il costruttore segnala però che l’effetto potrebbe svanire con gli anni per la natura dell’elemento fluorescente.
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  • Ora visibile in rovescio (orologio sull’interno del polso)
    Un’usanza di grande importanza per l’orologio è quella di essere girato al contrario per non offrire riflessi inutili durante la battaglia e per essere accessibile dalla cucitura delle mimetiche che sta sul polso, appunto. Purtroppo gli orologi al quarzo (come anche le autoradio) sono orientati ad una certa angolazione per il quale il quarzo è visibile. Nel nostro caso l’angolazione è quella da polso superiore, e quindi 45°. In polso inferiore infatti è richiesta dai 45 ai 60° tra braccio e occhi. Il risultato è sufficiente, ovvero un pò meno visibile. Peccato.
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  • Resistenza a shock e urti, termici e fisici.
    Questo orologio possiede cassa in metallo con rivetti di rinforzo e resina invece di cristallo. I pulsanti sono veramente grossi e robusti. Per ora sopravvive.
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  • Alta durata della batteria.
    La batteria di questo orologio, privo di meccanismi meccanici e fronzoli, potrebbe durare decenni. L’utilizzo della retroilluminazione magari riduce la durata comunque alta.
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  • Peso
    Il peso è relativamente basso. Un orologio in acciaio grande la metà pesa comunque molto di più ed il cinturino in resina e gomma risulta leggero e relativamente caldo rispetto a cinturini d’acciaio, almeno durante l’inverno.
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  • Basso ingombro.
    Questo tipo di orologi non è certo adatto a polsi femminili. Se dobbiamo tirare le somme tra questo e un G-Shock risulta comunque meno ingombrante e abbastanza adattabile al polso medio maschile. Direi buono.
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  • Impermeabilità
    L’orologio può tranquillamente essere usato nel fango e nel fiume senza che se ne accorga. Supporta ogni genere di condizione atmosferica, come umidità o calore. Dopo essere stato usato può essere lavato sotto all’acqua corrente del rubinetto.
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  • Cronometro.
    La funzione cronometro completa di intertempo è presente e semplifica il conteggio dei decimali dopo i primi 30 secondi, evidenziando di fatto il tempo che interessa. Allo stop tutte le informazioni sono presenti al centesimo.
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  • Countdown-Timer per le azioni a tempo.
    Il countdown è particolare e non solo si pianifica con un beep al termine del conteggio, ma lancia anche dei beep di preavvertimento prima di arrivare a termine, diversi e più brevi. Probabilmente utile per le staffette, potrebbre dare qualche problema durante il softair.
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  • Mese Giorno.
    Nell’orologio sono presenti data e ora configurabili anche per fuso orario. E’ presente anche l’anno.
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  • Meteo info come temperatura e pressione.
    In questo modello non è presente alcuna informazione meterologica. Non che abbia visto modelli che le offrano, ed in effetti non hanno mai funzionato a dovere questo genere di informazioni. Comunque sia è assente e forse va bene cosi.
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  • Mimetismo e antiriflesso.
    L’orologio è acquistabile nel mimetismo che più ci aggrada. Se pianificate di usarlo anche durante la giornata quitidiana, forse è meglio un urban, altrimenti abbiamo multicam, nero formula 1, desert e verde woodland.
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  • Sveglia.
    Sono presenti due sveglie ma il suono è ancora lo stesso beep che si sente nei timer. Non un gran rumore per chi ha il sonno pesante, comunque sia l’opzione è utile e facilmente programmabile in pochi secondi.
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  • Prezzo.
    Il prezzo è ora molto competitivo, circa 35 euro online compresa la spedizione. Il rapporto qualità prezzo comunque resta medio vista la tendenza degli elementi ad usurarsi.
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Conclusioni

Il Diadora Storm è un buon orologio da combattimento. Se soprassedete ai difetti estetici dovuti ai materiali fa egregiamente il suo lavoro, pulito o sporco che sia. Contiene tutte le funzioni base necessarie allo sport e offre robustezza e versatilità. Mi sento di consigliare la versione urban per utilizzi generici, oppure la versione multicam o woodland per utilizzi in battaglie softair.

Il verdetto finale del Lord per il softair è indubbiamente:
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Il resto è una decisione che spetta a voi…

Grazie per la lettura e alla prossima!

 

_Lord Hol Napult_

P.D.A. La Croce e La Spada

Il 5 Ottobre 2014 , nel Vallo di Onore in provincia di Bergamo, si è svolto un evento di Softair che ha visto coinvolti centinaia di agguerriti sportivi. Il torneo , nominato “La Croce e la Spada”, organizzato dai Triarii costituisce la Terza tappa del campionato modalità Recon FIGT.

Segue ora un estratto di un membro della Prima Divisione Aquile, in gioco con la squadra di 8 operatori.


Sabato, tutto pronto, a letto presto. Notte… sveglia improvvisa “ah! che ore sono?!? mmm, mancano 50 minuti alla sveglia…” .
Mi giro, mi rigiro, disturbo la moglie, mi rigiro… uffa… arriva l’ora.. perche’ questa dannata sveglia non parte!? Cavoli pensa se restavo a letto… ma che ore sono? 3.50! Dannazione, no.. ancora un ora di torpore… mi giro , prendo sonno, perdo sonno… 4.55am sveglia!
Sono in piedi, mangio, verifico ancora una volta l’equip, verifico il cellulare, bagno, tensione, appannamento mentale avanzato, sudore freddo… partiamo male? Partiamo e basta!
Arriva Reaper a prendermi. Grande Reaper! Wow! siamo già in due a dividere la tensione. Raggiungiamo Vash al parcheggio.. ora siamo in tre. Si va…

Ritrovo, 7.30am come detto.. non ci sono i nostri ma ci sono tutti gli altri. Ok, cambio punto di raduno: raduno di squadra in parcheggio isolato, ma almeno eravamo insieme.

Test ASG .. 2 bollini rossi.. cacchio. 9.15. A fine giornata queste 2 armi andranno misurate ancora.

Si parte. Schema, obiettivo 1, Reaper scout, Silente cartografo, Devil leader, Lord Ares Raptor e Vash supporto, Ice retro e integrazione. Waypoint 1… contro avvistata, obiettivo non in vista, Silente e Reaper si staccano dal gruppo, evitano la contro e bingo! Foto fatta. Cavoli gran bella foto, han preso la camionetta in pieno senza farsi notare… manco la ghillie avevano.. ottima Recon.
Ricompattamento squadra. Lunga attraversata sul fiume di ciottoli… rischio palpabile di avvistamento ma non c’erano alternative!

Primo obiettivo “il bibliotecario“. Se era per me nemmeno capivo che il gioco iniziava una settimana prima inviando email a tale indirizzo… E invece questo obiettivo se lo merita Devil. E’ tutto merito suo. Ma… attesa di 1 ora, altri gruppi erano in coda. Saltiamo e andiamo all’obj successivo.

Dovevamo prima rompere il ghiaccio e gia’ era passata piu’ di mezzora. Luce verde sull’obiettivo, assalto, team Devil sopra, team Raptor sotto, pressione, russo identificato (non va ucciso in quanto ha informazioni), Ice si dichiara colpito, scoperto da ripari, senza ricevere alcun pallino (perchè?) e il russo in prima fila, circondato da vedette sulle rocce a tiro sniper. Silente “sbarella”, colpisce il russo dell’obj, casino, i cecchini tirano giu 1, 2, 3, uno di loro viene preso… usciamo.. obj fallito, russo morto, Devil incazzato, team a pezzi. In questi momenti e’ fondamentale recuperare la forza di gruppo.

Rientriamo, bibliotecario. Ok 10 minuti di attesa stavolta. Raptor, non so come, si traveste da montanaro in braghini da calcio e maglietta, e Devil in camicia da briscola. Se ne vanno da soli… la traccia prevedeva così. Noi mangiamo e riposiamo. 15 minuti; rientrano, mancava la fotocamera. Altri 5 minuti e il bibliotecario è un obiettivo fatto!
Recupero del buonumore… ora si parte per “patricarca.”

Gli zaini e il fucile fanno iniziare a sentire i loro 10/12 kg. La schiena si bagna di sudore, i problemi affiorano e Ares inizia a zoppicare per una caduta.. ma non vuole abbandonare, rimane, tira dritto. Lo sforzo talvolta fisico e talvolta mentare batte come un martello sull’incudine. La tempra inizia a forgiarsi… solo la nostra volontà ci salverà.

1 ora di marcia dopo…

Arriviamo in prossimità del patriarca. Il gps viene sbandato dai campi magnetici di un tralicco. La vallata brulica di pini e vedere qualcosa e’ difficile. Ci orientiamo a carta e penna, riperdiamo orientamento, Silente ricalcola e ricalcola, Devil lo supporta, il resto della squadra copre a diamante l’area. Reaper prova a trovare il sentiero… gli scout fanno anche questo. Ne usciamo dopo 30/40 minuti di tentativi ma becchiamo una squadra di contro interdizione, capitanata dal Triarii Colpanik, e dannazione,  ereditata da squadra davanti a noi su cui era iniziato l’ingaggio.

Casino. Punti persi, altro colpo del martello sulla nostra morale.

Si avanza. Obiettivo Patriarca: 30 min di attesa. Pranziamo, sono le 12.30. chi ha da offire offre, ci scambiamo varie cose. Stranamente pochissimi fumano, allora esiste una via d’uscita dal vizio!
Ok, arriva l’ora. Nessuno schema a parte avanzamento silenzioso. La contro ci identifica. Ovvero, io nemmeno li avevo visti, ma penso che dopo 12 squadre adocchiate nello stesso punto… :)
Attacco. Copertura zero, spariamo in zone sensibili. Cado, altri cadono, Raptor in piedi come solo un carrista sa fare si avvicina ai nemici coperto dai pallini di Ice e Devil e ancora altri 2 … la difesa inizia ad essere decimata.. cadono tutti! Cerchiamo il prete e lo portiamo in un campo di prigionia per l’evaquazione (????). Evviva, una buona notizia. Guardo l’accadere da dietro l’arbitro in quanto fuori gioco…  :(

Si riparte e ci raggruppiamo. Ora dobbiamo attraversare la strada. Quale strada… la “strada di Colpanik“. Infatti ci sente, era in agguato, ma non avevamo tantissime varianti, era il buco del culo della valle. Reaper come scout purtroppo è soggetto a ricevere il primo pallino, e da li la contro va terminata… l’affrontiamo. Brevi scambi, allargamento, soppressione.. Andata. Reaper continua a scusarsi, ma non dovrebbe, non c’è nulla di cui scusarsi…

Saliamo la collina, Obj monastero. 1h30 di attesa… aaaaaaaaaaahh!
Un gruppo di 3 si stacca e va ai Waypoint. Altre squadre passano come le ombre dei pini al trascorrere della giornata. Forse stiamo scemando. Resistere all’attesa fa parte del gioco ma è come avere una fiamma sotto al culo e cuocere lenti.

Raptor Reaper e Silente prendono wp4 e wp5 . Fotografano. ci ricontattano via radio. Devil sempre pronto a ricevere informazioni e a dare ordini di squadra. Adottiamo l’attacco su due fronti. Obj monastero… Attacco! Iniziamo ad eliminare le guardie, scaramucce in una vallata e in una mezza pineta. Due preti in nero fanno coreografie in mezzo al prato… ci distraiamo, erano nemici! Eliminano alle spalle tutto il plotone, 4/5 operatori. Il resto della squadra affronta gli altri nemici, perdono operatori. obj fallito. Non mi capacito della dissimulazione dei preti. Non l’ho capita nel contesto dell’obiettivo. Procediamo oltre…

Costeggiamo tutto il fiume cercando di evitare la strada e l’ennesima controinterdizione di guardie. Ci va bene. Raggiungiamo il gasdotto, ennesimo obiettivo sensibile.

Lord's Scouting..

Squadra stremata. Io avevo ancora qualche forza. La sfruttiamo… assalto da manuale. Avanzamento coordinato fino al gasdotto. Crinale della montagna ripulito, ma vuoto! Dove diavolo sono le guardie? Chiaro, nel boschetto nascosti e in attesa, dove si scorge solo la canna e la testa… chiudiamo il cerchio. La difesa ha il sopravvento. Raptor capitana il plotone ma si fa cogliere da un pallino di rimbalzo, non se ne accorge ed esce dal gioco… io preso in linea durante uno “scambio di opinioni sotto al joule”. Tutta la P.D.A. presa. Almeno non possiamo lamentarci del nostro Fair Play.. ci dichiariamo con un onestà difficilmente individuabile in ogni club, e a me… piace così.

Obj fallito. tutti ironizzano sul fatto che l’obj fosse scritto in russo, e avendo Ice ci sarebbe andata di lusso…lo facciamo analizzare…
>ICE: “Ma questo e’ Greco!”.
Ahahaha… niente cirillico, solo greco. Che ci fa il greco in ucraina, luogo degli scontri? :)

Ci sarebbe ora il waypoint 4, a soli 250 metri. Io mi offro volonario, ma da soli non si può. Decidiamo di esfiltrare, oramai eravamo a pezzi.

Ares ha perso la parola 1 ora fa e lotta contro la sua slogatura da ore. Raptor lo vedo meglio, ma stanco. Reaper con 8 ore di scouting è già divinità, Silente si rimprovera qualcosa dentro, ed anche Vash ricorda ripetutamente l’errore di presunzione con i preti di prima, dove uno fu abbattuto mentre l’altro, stranamente no…
Ci raggruppiamo, iniziamo a compilare il foglio Recon e riposiamo un po’.

La giornata sta finendo. Il martello della fatica, dello stress mentale, dei fallimenti e di qualche ferita superficiale, picchiano all’unisono sulla nostra scorza, cercando di sfondare. Non sfondano. Restiamo uniti e raggiungiamo l’exit point.
Invece di una gentile pulzella in abiti succinti, ci attende un veterano dei Triarii, con barba e occhiali scuri… dovremmo fare un esposto, questo aspetto è facilmente migliorabile con una sexy lady che ritira i moduli ;)

Felici e stanchi ritorniamo alla base…

E’ stata una giornata intensa, ma li abbiamo “fatto” e li abbiamo “vinto”, magari non punti, non molti Obj completati, ma vinto sui nostri limiti, le paure, i dolori, lo sconforto, gli insuccessi, le difficoltà, e forse abbiamo vinto ancora qualcosa in più che non riusciamo a percepire… non che sia diverso da ciò che si fa al Nido delle Aquile, ma in questo caso la sfida era davvero alta.
Della classifica generale pensavo fossimo arrivati 13°, ed invece siamo arrivati 9°, ma per certi versi non ha nemmeno importanza, dentro sentivamo di essere arrivati….primi.

Watch your six.
Over.

_Lord Hol Napult_

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Cit: “Il Softair è un’attività ludico-ricreativa di squadra basata sulla simulazione di tattiche militari.”
Correva l’anno 2010 quando mi imbattei in questo sport attraverso amici, conoscenti, colleghi, ma.. fermi un attimo: in pratica ero l’ultimo arrivato! Questo sport (ufficialmente riconosciuto come tale) per chi non lo sapesse ancora è in preponderante diffusione. Cercherò quindi di analizzare il segreto di questa risposta sociale sorprendente.
Premessa – La Sicurezza:
Il softair si gioca in sicurezza con l’ausilio di protezioni per la faccia (obbligatorie) e via via, dove uno lo ritiene necessario, anche per altre parti del corpo. Nessuno sport senza la sicurezza necessaria avrebbe successo.
Le protezioni rendono l’esperienza di gioco estremamente godibile a chiunque e sono il punto di partenza per poter giocare.
Il gioco:
Quando una cerchia di persone, vestite in mimetica e stivali, con armi elettriche da softair e simboli di riconoscimento sparsi per tutta la giacca, si ritrovano… beh, a quel punto ci si saluta cordialmente, ci si equipaggia un po’ in intimità (qualcuno si cambia senza tanti problemi gli abiti “civili”…) e si parte per una nuova avventura!
Solitamente ci si divide in 2 fazioni, e se il numero lo permette, in varie sotto-squadre, dette plotoni.
A differenza di quanto uno possa immaginare, nel softair non si spara e basta.
Gran parte del gioco consiste nel mantenere il proprio autocontrollo, resistere alla fatica di lunghe marce o lunghe attese (!) oppure ad avanzamenti coordinati su irte colline; il tutto appesantito da fucili elettrici di circa 4kg, oltre che un equipaggiamento a seguito che aumenta di media il nostro peso di altri 10kg.
Se pensavate ad un’esperienza alla “Call of Duty(tm)” il softair vi deluderà subito… i vostri stessi limiti fisici, il movimento di squadra o anche solo delle condizioni di scarsa visibilità per pioggia o vegetazione, vi costringeranno ad essere cauti, lenti, silenziosi, ed a evitare corse maggiori di 30 metri (!), pena un affaticamento eccessivo o la sfortunata possibilità di essere colpiti.
Tutto questo si discosta molto dalla rosea e cinematografica visione della guerra nei videogame e nei film, dove un Rambo qualsiasi schiva colpi come fosse Neo di Matrix(tm) e spara con precisione a nemici che escono da tutti i cespugli.
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L’onestà nel gioco, e nella vita:
Durante le giocate di softair nessuno muore per davvero, e nessuno si sporca di colori bizzarri la giacca (quello è PaintBall). Ciò che elimina un avversario è un pallino di plastica o ceramica del diametro di 6mm e del peso di 0,20/0,24gr, sparato ad una potenza inferiore ad 1 joule (tutto questo per legge).
Quando uno di questi pallini ci colpisce è nostro dovere morale alzare la mano, dire “Preso” (o “Hit” in inglese) ed uscire dal gioco. Solitamente si fanno missioni divise in fasi da 20 minuti, quindi un tempo di attesa per prossimo rientro sostenibilissimo.
Tutto questo per dire che il motto “arbitro cornuto!” qui non c’è proprio. Non ci sono né giudici né controllori a parte i compagni con cui si gioca ed ovviamente sé stessi. In gergo trattasi di “Fair Play”.
Quanti sport conoscete che insegnano l’onestà con gli altri partecipanti?
Nella formula1 vince chi arriva primo magari tagliando la strada a 300km/h all’avversario; quello è considerato un campione, e vai di testosterone, grida e fanatismo.. sulle strade vere!
Nel calcio è bravo chi segna di prepotenza, anche se la palla l’ha ottenuta con falciate, sgambetti, magliette tirate e opportunamente afferrate dietro lo sguardo dell’arbitro, e davanti a quelli della platea… anche qui tale “soggetto” risulta un campione…
Nel softair, fortunatamente, ci discostiamo del tutto da questo lerciume e i disonesti non durano a lungo. Finalmente uno sport sano, normale, pulito anche nello spirito!
Spesso tra i “nuovi iscritti”, forse per colpa della società individualista in cui ci ritroviamo, c’è sempre il combattente che “spara mille colpi e mai li riceve” (almeno questo è quello che pensa lui); nel softair costui è un Highlander, il famoso Ultimo Immortale, oltre che un poveretto da compatire.
Il punto è che ci si basa fondamentalmente sull’onestà dell’individuo, e solo dopo ripetuti e noiosi rimproveri, se la persona non si educa alle regole, viene rimossa dal club sportivo.
Non solo! Il gioco disonesto perde progressivamente valore, la fatica spesa perde ogni senso, la sua reputazione nel gruppo pure, e visto che si gioca solitamente nella prima mattina, poca voglia avrà l’highlander di alzarsi all’alba per “far finta di giocare” (o giocare in modo disonesto). Questo meccanismo retroattivo, che a me piace definire come “laselezione naturale del softair”, consente alle squadre di essere solitamente pulite da giocatori disonesti… Vi assicuro che funziona. Vi assicuro inoltre che, visto il contesto sociale, capitalistico, egemonico(!) che tutti conosciamo, non ci sono mai squadre gigantesche di softair, ma tante piccole identità da 20/30 membri: gli onesti sportivi e appassionati.
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L’equipaggiamento:
Il minimo necessario per iniziare a giocare è:
  • In primis, maschera o occhiali di sicurezza, il tutto per la protezione della faccia. Sono obbligatori.
  • Dei buoni scarponi da montagna. Attenzione, sono molto importanti! Acqua, fango e talvolta neve arriveranno.
  • Una mimetica decente, con possibilità di appesantirla per il periodo invernale. Inoltre passamontagna e guanti leggeri aiutano molto il mimetismo.
  • Un ASG o fucile elettrico da softair completo di batteria, caricabatteria, con 5/10 mila pallini (solitamente 5000 pallini biodegradabili costano 10 euro) a semestre. Si consigliano quelli con la scritta “Full Metal” per una garanzia migliore delle parti meccaniche e per la robustezza.
  • Una bottiglietta d’acqua, o una borraccia se preferite. Assolutamente indispensabile.
  • Tanta voglia di partecipare onestamente a dure sessioni di gioco, incontrare gente, fare amici, scambiarsi opinioni e ovviamente… scambiarsi pallini mirati!
Il totale di questo equipaggiamento base si aggira intorno ai 200 euro (2012 d.c.) per gli accessori da softair, e 300 compresa la mimetica e gli scarponi. Ovviamente comprando materiale “low cost” di media qualità. Io personalmente ci ho giocato un paio di anni con tale configurazione.
Degli accessori utili, ma non indispensabili nell’immediato, sono:
  • Radiotrasmettitore “Midland” per accedere a canali radio un po’ liberi, altrimenti scoprirete che i ciclisti sono tutti radioamatori incalliti della domenica! Inoltre è utilissimo un auricolare per radio, in modo da ottenere comunicazione silenziosa durante il gioco.
  • Del mimetismo di secondo livello: cappellino, ghillie (abbigliamento ultra-vegetato), mimetismo per l’arma, ecc
    La radio + il mimetismo vi danno l’Iniziativa d’attacco. Molto utile per le imboscate coordinate.
  • Un camelback o zainetto porta acqua. Estremamente utile, e sostituirà la vostra borraccia.
  • Una pistola elettrica da soft air.
  • Un poncho mimetico perché il club vi trascinerà nel fango più insuperabile (come il tonno! hehehe).
  • Un corpetto tattico dove riporre i caricatori, e la radio, ecc.
  • Varie ed eventuali sempre appurato che riusciate a muovervi senza morire di affaticamento…
Il totale dell’equipaggiamento accessorio si aggira intorno ad altri 200 euro. Con questa configurazione non vi divertirete di più, ma giocherete sicuramente meglio.
Ma, dove comprare?
Sinceramente vi consiglierei di fare un bel giro in un negozio di softair vicino a voi, giusto per vedere di persona un fucile o un accessorio, o qualche corpetto tattico. Poi invece rivolgetevi all’Online sui siti che preferite e analizzando i costi. Il risparmio sarà sorprendente. Per la mimetica e gli scarponi invece sconsiglio l’Online a meno che non siate sicuri delle misure…
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I terreni di gioco:
Una battaglia di softair si svolge generalmente in spazi aperti come boschi (non sempre delimitati da recinzioni..), oppure in edifici semi abbandonati come vecchie industrie, diroccamenti ecc, e qualsiasi posto si riesca trovare attorno alla sede del club e che consenta un minimo di isolamento da eventuali passanti, motociclisti o altro.
Questo perché alla presenza di un fattore esterno al gioco,il gioco viene interrotto per poi riprendere poco dopo. Ovvio che l’interruzione infastidisce, e le comunicazioni radio richiedono un minimo di tempo… si cercano quindi posti isolati, brulli e liberi da improvvisati esploratori della flora locale.
Il terreno di gioco è estremamente importante, consente infatti di immedesimarsi nell’azione, creare imboscate, testare il proprio mimetismo e la propria capacità di rimanere appostati anche se circondati da un plotone che avanza.
Nel softair si punta molto sull’autocontrollo dei sensi, sull’udito, la vista acuta, il movimento silenzioso e la sopportazione della fatica. Il tutto per organizzarsi al “grande assalto”, o per far fronte all’avanzata avversaria!
L’aria si carica di tensione all’approssimarsi di un obiettivo, e l’esplosione delle prime raffiche vicino a voi innescano meccanismi di sopravvivenzapiuttosto primordiali: bisogna resistere a tutto questo.
Per Concludere
Si può parlare male di uno sport che inneggia la guerra, aizza il fanatismo o porta i giovani alla “violenza”, ma sarebbero solo commenti superficiali. Come tutti gli sport, la fatica e l’amicizia insegnano sempre valori importanti, e nel softair si incontrano sia molti amici che.. parecchia fatica! In un mondo dove siamo tutti connessi ma nessuno si parla veramente, bisogna proprio andare là, al freddo mattutino, dove osano le aquile, per poter ritrovare sè stessi!
Quindi cosa state aspettando!? Che ve lo chieda in ginocchio!? Hehehe…
Provate questo sport, e magari fate un salto alla Prima Divisione Aquile (BG/ITALIA) ! Anche solo per una battaglia amichevole al nostro campo! Io sarò lì ad aspettarvi, con i miei compagni e con il mio M4A1puntato al capogruppo del plotone!! UA! 😉
Lord Hol Napult
(Copyright by Lord Hol Napult 2012)
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