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Archive for the ‘ Progresso ’ Category

Prefazione

Capita talvolta, anzi, spesso, che aziende e corporazioni di ogni tipo inglobino nel loro organico, detto anche gruppo di gente che lavora ad un progetto, la figura del consulente.

Il consulente, spesso denominato risorsa aggiuntiva, deve rappresentare per il gruppo che lo integrerà una valida aggiunta in quanto a sapienza e conoscenza delle tecnologie coinvolte. Il consulente è spesso la risposta ad ogni problema, anche il più fantasioso e astruso che durante una probabile irradiazione concentrata di UV, dovuta a buchi nell’ozono, è capitata nelle meningi del responsabile di progetto.

Ora, dovete sapere che nel mondo reale le anomalie solari di irradiazione rappresentano una costante dei cieli azzurri delle città. Da ciò se ne deriva che le idee astruse rappresentino una costante nelle meningi di capi progetto. E se ne deduce infine (ma non per importanza sia chiaro) che la presenza di consulenze all’interno di ambienti già ampiamente strutturati in quanto a personale, rappresenti la costante invece che la sporadica ed evanescente integrazione occasionale. E’ infine una costante che il consulente “occasionale” non abbia una chiavetta del caffè.

E da qui nasce una strana sintomatica fobia o patologia che enuncierò tra poco a lor signori…

Ogni giorno un consulente si sveglia, in ritardo, e gestisce la famiglia in fretta e furia, e corre al lavoro ovunque la ditta presso cui ha il contratto lo invii. Ogni giorno un consulente si trova in forte anticipo, o discreto ritardo, presso una sede di lavoro dove poggia il suo febbricitante e rotondo sedere occasional-time. Ogni giorno, un consulente sempre più stanco, ha bisogno del sacrosanto caffè della macchinetta per cominciare la giornata.

Secondo voi, cosa succede se un consulente cronicamente sprovvisto di monete ha necessità di bere un caffè?

La sindrome della chiavetta del caffè

Ci sono svariate patologie associate alla mentalità del consulente che volendo prendere un caffè e non avendo delle monetine in tasca, magari solo carte di credito (vuote) o banconote (di piccolo taglio), si innescano periodicamente e pedissequamente nelle povere menti del soggetto stesso. In questo breve escursus analizzeremo le principali patologie identificate in anni di studi e coercizione:

  • Sindrome della mancanza di monetine: il consulente chiede a destra e a sinistra una chiavetta del caffè, a collaboratori e dipendenti, con la scusante che non avendo monetine contate non vuole perdere il credito inserito. Il soggetto avanza più volte l’affermazione: “te la ricarico, te la ricarico”. A nulla vale la scritta “la macchina restituisce il resto” sulle macchinette: pretende che qualcuno gli presti la chiavetta del caffè.
  • Sindrome della pretesa della chiavetta precedentemente caricata: consecutiva alla prima ma non autoescludente, il consulente che nel gruppo di lavoro ha identificato il donatore fertile per procacciarsi la chiavetta, la predende indietro ogni qual volta nella giornata ne senta la necessità. Sbuffa e assume comportamenti ostili, nel medio-lungo termine, se la sua ricarica viene azzerata o scalfita dal proprietario originale, ed attua un sistema autoimmunitario con cui recuperare il credito senza diritto, andando da solo a consumare il caffè.
  • Sindrome della richiesta compassionevole della chiavetta: il soggetto attua toni commiserevoli, quasi compassionevoli se non addirittura miserevoli, nel chiedere in prestito una chiavetta del caffè. Inutile dire che il soggetto fertile all’assecondare questa richiesta cade in una trappola-ragnatela da cui difficilmente si districherà.
  • Sindrome del rifiuto assoluto di acquistare la chiavetta: il soggetto viene posto dinnanzi all’interrogativo di poter acquistare una chiavetta con la regola abbastanza generica oggigiorno della cauzione di 5€ per chiavetta. Ovviamente di fronte a tale spesa viene rifiutato categoricamente con queste scusanti: devo rimanere poco in questo posto; sono solo di passaggio; ci penso; al momento non ho 5€. Nulla di più falso visto che solitamente fuma un pacchetto di sigarette al giono (5,50€ medi) e consuma pranzi da 10€/15€ quotidianamente, contro pranzi convenzionati da 7€ medi. Inoltre la sua permanenza si rivela lunga e duratura, anche di svariati mesi, con richiami settimanali anche dopo che il progetto è finito.
    Quei 5€ sono quindi un ostacolo insormontabile?
  • Sindrome dello scroccone oculato in coda: questa sindrome è abbastanza grave e racchiude in sè quei soggetti che di fatto scroccano puntualmente da altri soggetti. Si arriva addirittura a rovinare il rapporto collaborativo e lavorativo con l’incedere del tempo, e delle scroccate. Succede che vengono usate tutte le abilità dialettiche e persuasive per scroccare il caffè. La cosa non avrebbe nulla di anormale, tranne per il fatto che la situazione si ripete con cadenza frenetica e sempre sugli stessi soggetti. Il richiedente studia e conosce la sua preda, e quando si tratta di restituire il credito resta in fondo alla fila, attento e oculato, e attende che il donatore si auto-acquisti la bevanda per comparire subito dopo dicendo: “ma dovevo offrirtela io..”.
    Non credetegli, era tutto premeditato, e si dice “volevo” non “dovevo” tra collaboratori…
  • Sindrome della chiavetta dimenticata/perduta: ed ecco la più subdola delle sindromi. Avanzando necessità sempre più impellenti il soggetto richiedente tenta di convincere che i jeans dove era riposta la chiavetta sono stati prelevati da alieni per un campione di verifica sul loro pianeta natale, distante 800 mila anni luce dalla terra. Però forse l’aveva prima appoggiata nel posachiavi che però la mamma ha urtato facendo cadere il tutto dietro al calorifero. Anche dopo ripetute battute di verifica e controverifica comunque la chiavetta, accuratamente riposta dove doveva essere, è sparita. Ed è un peccato mortale acquistarne un’altra. Metti che dopo la ritrovi?! Cosa ne fai di due siamo matti !? In cauzione poi…! In cauzione?
  • Sindrome della turnazione sbilanciata di gruppo: questa sindrome grave, talvolta gravissima, si applica a gruppi di persone che alternativamente si offrono il caffè. E’ particolarmente fastidiosa in quanto vedrete i soggetti che ne sono afflitti acquistare quando non è il loro turno dei caffè al ginseng qualità oro con briciole di ginepro e rosmarino delle Ande, del valore di circa 4 euro a tazzina; d’altro canto quando devono offrire al gruppo, se non hanno un compleanno o quel giorno proprio non hanno voglia di caffè (???), si appropinquano,  un pò vergognandosi e nascondendosi, prendono un caffè liscio con poco zucchero in tazzina di seconda mano. Se il luogo di interscambio è un bar, siamo allora a livelli eclatanti ed invece del caffè il malato da sindrome ordina senza rimorso alcuno la gran coppa gelato del nonno al caffè con cuore di cioccolata, del valore di 7 euro.

Come potete vedere , signori e signore, la sindrome della chiavetta genera situazioni di arzigogolata e colorita entità, raschiando ora un fondo ora l’altro. L’affetto-odio che si crea tra il richiedente alfa, e il sottomesso omega, crea un legame morboso simile per certi versi al paradigma matrimoniale fallito, dove in intimità ogni mattina ci si scambia teneri convenevoli durante lo scambio della chiavetta per mandarsi a quel paese un secondo dopo. E’ una scena che si ripete anche tra maschi eterosessuali, ma denota una certa omosessualità subconscia di fondo probabilmente…

Va da sè che la vittima del prestito, ovvero colui che presta la chiavetta, soprassede alla noia causatagli dalla ripetuta richiesta per preservare una condotta lavorativa e collaborativa nell’ambiente di lavoro dove vive. Quale super partes idielogico nel coprire il capriccio dell’antagonista take and go, al fine di far funzionare un team working degno di tale nome. Ma.. Non è forse meglio collaborare invece allo stesso livello, ognuno con i medesimi diritti e doveri? Non è forse meglio indicare al consulente dove poter acquistare una chiavetta nuova?

Forse mi sbaglio… Come mi sbaglio nel definire subdolo il non poter adempiere al prestito cauzionale dei 5€, spesso ostentato da persone over 40, ovvero persone che hanno già nella loro vita stipulato un mutuo per una casa di centinaia di migliaia di euro, o pagato un notaio per un rogito 5 o 6 mila euro, o pagato quotidianamente una consulenza medica specialistica sui 100€, magari di 10 minuti.

Come trovo subdolo l’acquisto cauzionale di una chiavetta considerando che ad ogni caffè c’e’ un risparmio di 5/6 centesimi di euro, che in 10 caffè sono già 50/60cent di euro, e che in un mese ammortizzano bene o male il costo complessivo della chiavetta stessa.

Ma tant’è, questo è un mondo schizofrenico e le cose sensate si contano sulle dita di una mano.

E uno, due, tre quattro e cinque: toh, mi sono acquistato una chiavetta. Mi prenderò un caffè.

 

_Lord Hol Napult_

 

Cari lettori,

oggi parleremo di come convertire il proprio hobby preferito, quello dei videogame, in un’opera di beneficenza senza eguali.

Da tempo notavo l’incancrenirsi progressivo dei prezzi su Steam ™ in riferimento a videogame ormai non più giovincelli, ma la cui vendita non convinceva nemmeno durante i saldi. Il mio precedente post sul validissimo sito di G2a.com risolveva quantomento alcuni problemi.

Ora grazie anche al valido contributo di Humble Bundle si possono acquistare a prezzi davvero convenienti dei titoli di tutto rispetto. Vediamo di seguito, più nel dettaglio, come funziona e scopriamo perchè è possibile fare beneficenza con questo portale… ok, alfa, bravo, charlie, GO!

La selezione del Bundle

Il portale in questione offre periodicamente sempre nuovi bundle, ovvero gruppi di videogame che vengono “impacchettati” assieme per formare un offerta valida ed appetibile. Sono presenti svariati bundle riferiti a titoli Steam nemmeno troppo vecchi. Se non siete amanti dell’ultima-uscita-qui-ora-e-subito, o anche se siete amanti di ciò ma non disdegnate qualche titolo che potrebbe esservi sfuggito, Humble Bundle vi offre questa preziosa opportunità.

Solo videogame?

No proprio no! Scorrendo il menu di Humble Bundle potrete trovare anche fumetti (a vendita digitale) e software professionali. L’unico problema è capitare nel momento giusto sul bundle giusto semmai.. per questo il sito va visitato periodicamente.

Ma come funziona?

Orbene è giunto il momento di fare una prova pratica di cosa fare e come farlo. Poniamo ad esempio di aver messo i nostri buoni propositi sopra ad un pacchetto di titoli per Steam chiamato “Humble YYYYY Bundle”. Si nota subito dall’interfaccia che a seconda dello scaglione di offerta libera sotto alla quale si rientra, ci verranno consegnati più o meno titoli, mentre resteranno disattivati quelli che richiedono un importo maggiore.

La simpatia di Humble Bundle ci consente infatti di offrire anche solo un dollaro per poter ottenere i primi 3 titoli, e aumentando il valore della nostra offerta si possono ottenere in aggiunta anche i titoli degli scaglioni successivi. Si noti che non vengono rimossi quelli dello scaglione precedente.. in pratica con 20 euro ci si porta a casa un’intera collezione di videogame!

Dimmi subito come procedere!

Humble Bundle non si differenzia in alcun modo da altri portali di acquisto di chiavi steam. Infatti una volta completato l’acquisto ci verranno consegnate delle chiavi molto simili a questo codice: “AAAAA-BGRTGH-JSUHGS”. Attivare questo codice sul nostro account di Steam è semplicissimo, ma vi rimando a questo post per i dettagli. Ad ogni modo dopo aver specificato la quantità di denaro che si intende “offrire umilmente”, si procede alla selezione della destinazione di questo denaro, e qui si nota la differenza dagli altri portali:

Trascinando le frecce il nostro importo verrà ripartito tra il fornitore del Bundle, la carità, e Humble Tip… facciamo in modo che vada tutto in carità nel nostro esempio, ed il risultato dovrebbe essere il seguente.

Come di consueto per tutti i portali di vendita procediamo al pagamento. Si noti che se l’offerta è di 1$ (o 0.93€ in valuta), non verranno inserite spese di Paypal o commissioni strane, a differenza degli altri portali di vendita. In questo caso la donazione è priva di imposte tipiche invece dei portali di sola vendita online.

Il nostro ordine di 1$ diventerà quindi un pagamento di 1$.

Beneficenza sì… ma a chi?

A chi lo decidiamo noi! Nell’archivo di operatori di beneficenza selezionabili da Humble Bundle troveremo davvero una lunga lista di onlus. Questo passo può essere ovviato e sarà quindi devoluto l’importo ad un operatore onlus predefinto dal sito stesso. Non ho prove a riguardo ma immagino che venga cambiato a rotazione.. Comunque sia scegliamo dove dovrà andare la nostra donazione.

Nel processo verrà anche mostrato un grafico con i Top Contributors, ovvero coloro che invece di “acquistare” solamente il gioco hanno deciso di fare qualcosa di più corposo. Nella maggioranza dei casi i soldi in arrivo ad Humble Bundle saranno scaglionati in base al livello dei costi visti in precedenza, ma va benissimo cosi. E’ solo in questo modo che si raggiungono le esorbitanti cifre di 1 milione di dollari. Essere un top contributors è sicuramente una cosa buona, ma anche donare quel poco divertendosi con qualche titolo consente alle onlus di operare meglio e più efficacemente (spero in bene ovviamente.. visto che non ho conferme per ora da quotidiani e giornali su un’operazione di questo calibro).

E ora?

Una volta completato il processo di pagamento (è chiaramente anche una registrazione) sarà possibile “richiedere le chiavi”. Come succede per tutti questi siti le chiavi attivano i videogame su Steam, che andranno poi scaricati attraverso Steam per essere giocati. Non mancheranno comunque le istruzioni del caso e una sorta di feedback da lasciare sui titoli ricevuti, a titolo di apprezzamento e indicazione per scelte future di Humble Bundle.

Ecco infine la nostra libreria Steam con i titoli “acquistati” ed attivati (Come detto sopra la procedura di attivazione l’ho spiegata in un altro post). Se per sbaglio non copiamo correttamente le chiavi durante la procedura di pagamento, sarà comunque possibile ritrovarle nel nostro account Humble Bundle. Ovviamente una volta utilizzate su Steam non potranno più essere rivendute.

Humble Bundle offre infine svariate opzioni, tra cui quella degna di nota chiamata Humble Monthly, ovvero una sorta di abbonamento periodico che attualmente si attesta sui 13$ mensili, e permette di ricevere dai 7 ai 10 videogame al mese, scelti dal sito, e del valore complessivo attestato su Steam di circa 150$. Un offerta, insomma, che non si può rifiutare. Restano invariate invece le meccaniche di donazione a società onlus di tutto il pianeta.

Siamo giunti alla conclusione, più arricchiti di conoscenza e speranza. Se questo post ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e acquista un Bundle anche tu!

E buon divertimento! Non sappiamo quanti la fuori, stanno ancora aspettando le offerte natalizie di Steam ;P !!!

Riferimenti Esterni:

  1. Humble Bundle

  2. G2a.com

  3. Steam

 

_Lord Hol Napult_

G2a.com

Buongiorno esimi videogamers incalliti e ardite teenager del ludico intrattenente, quello che vi presento oggi non è un semplice portale, non è un semplice modo di tenere sott’occhio i vostri titoli preferiti come l’effige vi suggerisce…  Miei cari dispersi della grande rete, questo è un mio Dono, personale ed atipico, a tutto l’universo!

Già da tempo vi parlai approfonditamente di come risparmiare nell’acquisto di videogame con G2a.com

Da STEAM a EA.com, ecco come acquistare videogame nel modo più conveniente!

Ora dopo mesi di ricerca e sviluppo, approfondendo argomenti di cui ometto la noiosità e la difficoltà per voi, ma linfatici per me, ho provveduto a creare su questo portale di recente realizzazione, una simpaticissima applicazione che farà di voi le persone più felici dell’universo:

Ladies and Gentleman, stiamo parlando del…

“LHN’s WebShop” – Portale di miglioramento dell’esistenza reticolare dell’uomo nell’universo!

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In questo portale, dopo una breve registrazione, è possibile creare la propria personale lista dei desideri (wishlist) direttamente connessa con il portale G2a.com.

Grazie alla schermata di configurazione potrete finalmente inserire i vostri titoli desiderati, ed il  prezzo verrà facilmente monitorato in una pagina riassuntiva detta “Wishlist Monitor”. Sarà cosi semplice tenere sotto controllo i vostri videogame candidati, e decidere quindi di acquistare nel momento più opportuno un titolo anzichè un altro! Non parliamo infine delle offerte lampo, monitorabili tutte in un solo ed unico link, tra l’altro condivisibile con gli amici (altra opzione attivabile)!

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La lista dei titoli sarà agevolmente mostrata nella schermata della “Wishlist Manager“, dove potrete effettuare configurazioni avanzate di tutte le opzioni che verranno poi mostrate nella pagina di monitor. Tra le tante si annoverano la possibilità di nascondere i DLC, da sempre invadenti nella ricerca di un videogame, o la possibilità di nascondere i titoli senza alcun venditore essendo G2a.com un mercato libero, e tante altre opzioni che raffineranno al meglio il vostro Monitor.

Terminata questa fase, si può finalmente raggiungere il Wishlist Monitor finale con cui tenere sott’occhio i propri videogames!

Ma c’è di più!

Poniamo per esempio che il vostro limite di spesa sia 5 euro. Se impostate correttamente la barra di separazione in alto e provvedete a ricaricare la lista, noterete che i titoli con importo maggiore dei 5 euro saranno visualizzati in rosso (o omessi se l’opzione è attivata), mentre quelli in verde rappresenteranno i titoli in linea con le vostre finanze.

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Sarà quindi facile e agevole identificare cosa potete o non potete acquistare dal portale. L’ultimo passo, ma questo lo intuite da voi, sarà quello di cliccare sul videogame scelto nel formato scelto, e procedere quindi sul portale di G2a.com come consueto… ma questa è un’altra storia.

Se volete approfondire e studiare maggiori dettagli prima di sperimentare da voi, è disponibile un video creato dalla mia intelligenza artificiale: ESIL. Abbiatene cura nei commenti, è molto permalosa e non sopporta gli sbruffoni!

Questo è tutto? Non direi, non dimenticare di leggere le guide del Lord …

I 10 Videogame low-cost-extreme consigliati dal Lord – VOL.1!

I 10 Videogame Spaziali consigliati dal Lord – VOL.2!

E ricorda giovane internauta videogamer:

Knowledge is power!

_Lord Hol Napult_

 

Dog arises(Play audio for full immersion reading)

In questo mio trattato, a lungo ponderato tra le righe dissonate della mia umile esistenza, vorrei porre a lor signori il punto dell’attenzione più acuta a cui possano essi accedere, nella speranza che il verbo elargito con così blanda parsimonia, non vada sprecato in semplici ed inutili sinapsi dell’uomo medio bigotto, bensi si assesti nelle camere della più elogiata area riflessiva delle menti in ascolto.

Viviamo in un era in cui frenesia e risultato hanno spesso la meglio soverchiando ogni labile e leggermente abbozzata linea di interconnessione tra una causa ed un effetto. Linee di questo tipo rendono ricchi uomini che ne sanno dell’esistenza, e avantaggiati quantomeno tutti coloro che ne individuano la logica. La linea di cui vorrei evidenziarne le ritmiche ripetizioni, miei cari spettatori, è il fievole legame descritto in titolatura, ovvero ciò che connette la mala politica alla defecazione canina.

Nonostante sia alla mercè di ognuno sia l’una che l’altra evidenza, risulta arduo all’uomo comune e poco accorto percepire l’interconnessione che esiste tra queste due realtà. Io, in qualità di vate mondano, accompagnerò, seppur solo verbalmente e spiritualmente, le vostre signorie, verso la luce della ragione e della verità.

E’ noto che il giovane virgulto moderno sia quotidianamente proiettato in una faticosa ricerca del posto di lavoro che più gli si addice, considerata la maggiore età ormai raggiunta e le importanti conoscenze acquisite in ambito scolastico dopo numerosi anni di studi. Tra queste conoscenze come non ricordare il paradigma de’ “il più veloce vince tutto”, “il più forte è il migliore”, e anche “se affabuli il professore hai la strada spianata per tutti gli anni”, ed infine “se non sei capace basta pagare per ottenere tutto”.

Questi insegnamenti intrisi di triste verità si contrappongono al vero scolaro coscienzioso che adopera mente e corpo per immergersi veramente nel “concetto”. Seppur una volta uscito dall’istituto scopra che il concetto stesso non serve se l’economia è zoppa; scopre oltresì che se “conosci la persona giusta, come in sede scolastica, le porte si aprono più facilmente”.

Lungi da me nascodere o decidere cosa di questi flaccidi comportamenti moderni vadano ostacolati o condannati… no, mi limiterò ad analizzare lo status quo dell’individuo di nicchia, il non “raccomandato”, il coscienzioso, il capace neo disoccupato.

Orsù, giorno dopo giorno, l’individuo sottoposto a stress mentale ed emarginato dall’economia “che rende liberi”, “che rende indipendenti”, incontrerà per attitudine o forzato effetto, l’apparecchio mobile cellulare. Tale strumento di persuasione e addomesticazione di massa consente alle persone di ripiegare i propri disagi in un piano parallelo, fatto di sorrisi e faccine gialle, telefonate inutili, foto con panorami laddietro o monotoni o inquietanti, e così via. Ciò che si cristallizza nell’archiviazione digitale di massa è in realtà la solitudine, il disadattamento, l’impotenza di fronte ad una società gommosa, che rimbalza ogni cosa, e non da risposta alcuna.

Perchè studiare tanto svariate materie se qui, in modalità “sopravvivenza on”, non serve altro che pane, cemento e sanità? E perchè non risulta possibile trovare la propria strada nel mondo?

Lungi anche in questo caso da me cercare di dare risposte sensate. Le domande sono giustissime, ma le risposte sono molto in là da ogni giustificazione. Ma procediamo con il nostro percorso mentale…

L’individuo si tramuta piano piano, giorno dopo giorno, nello zombie moderno. Il rifugio ed il rifiuto della realtà passa per il telefono mobile cellulare. Ogni attimo in esso non fa sentire il peso dell’esistenza inadattata nel presente, che senza fronzoli ulteriori, ripete “non ho bisogno di te, non ho bisogno di te, non ho alcun bisogno di te!”.

La sindrome si protrae dai luoghi di studio alle strade. Chini “nella” periferica che rende “liberi 2.0” ci si incammina verso ogni luogo, e verso nessun luogo. Li il primo contatto si delinea laddove il distratto passante cellularotico sovente preme l’organica defecazione canina!

Tale momento è simbolico, un cerchio che si delinea ma non ancora del tutto chiaramente…

Scrutiamo ora con occhio rapace l’altro lato della società. E’ noto infatti che madri disperate e talvolta separate abbiano un figlio disoccupato e sintomaticamente legato e condannato al sistema mala politico in cui vive. Pensate ora alla psiche della giovane donna, con un lavoro fantoccio che non gli è mai piaciuto, ma preoccupata del suo pargolo, del futuro e comunque afflitta dalla spaventosa paura di aver perso gran parte della vera giovinezza, quella in cui spensierati si correva ignudi o quasi nei campi di grano, senza pensiero alcuno a disturbo della propria giornata… Ah, che vita era quella!
E’ noto che ogni tanto la reazione femminile non è sufficientemente razionale, come si potrebbe pensare, ma del tutto isterica e scoordinata. Ed è qui che la donna si circonda di uno o più piccoli fedeli sbava pantofole. Ognuno di essi, solitamente non più alti di 40 cm, ha lo scopo di ricordare la bellezza e la ricchezza che furono in anni simbolici della lontana gioventù.

Lavinia_Fontana_-_Portrait_of_a_Lady_with_a_Dog_-_Google_Art_Project

Ai tempi si passeggiava per le boutique, si prendeva il tram, si conversava all’ora del thè con le amiche preferite, le più nobili, le più bianco vestite. I cappelli col fiocco a strascio rendevano sinuosi i capelli biondi raccolti da una spilla elegante ed accarezzati dal vento caldo del borgo.

Tutto questo, nessuno sa esattamente come, si traduce oggigiorno in un simpatico Bau Bau.

Mi scuso, ma vogliate prestare ancor un poco di attenzione, e presto arriveremo al dunque…

Ora se consideriamo le continue necessità del tutto legittime del fedele amico di pantofola, ci troveremo presto a dover conciliare la defecazione canina in un ambiente urbano e contagiato da muri strettissimi, auto in corsa, aiuole da 1 mq, vicini irascibili, pareti rimbombanti. Ogni signora ha poi tutto il resto delle operatività ordinarie di una madre e donna, che impiegano il tempo di circa 16 ore giornaliere escluso il sonno e incluso i festivi. E’ quindi legittimissimo e naturale che la madre indaffarata incarichi talvolta il giovine figliuolo di andare ad acquistare i sacchetti per la raccolta di feci canine.

Le probabilità che questo avvenga con successo sono pari alle probabilità che un Comune di qualsiasi cittadella rifornisca le apposite torrette di suddetti sacchetti raccogli defecazione. E’ un pò la stessa probabilità di prendere una trota di fiume al volo con l’esca al cucchiaino, e per volo si intende “volo”…

garden-dog-pet

Ora, signori e signore, se consideriamo, a fronte di tutto ciò, che per ogni appalto economico mafializzato, si genera un giovine cronicamente dipendente da cellulare mentre, all’angolo opposto della strada, “nasca” una nuova donna con cagnolino, e quindi che risulti decuplicata la probabilità di posatura plantare sulla defecazione animale che la padrona istericamente non raccolse quel dì perchè inviò ad acquistare il sacchetto apposito che nemmeno il comune mise a disposizione e che pure il giovine dimenticò di prendere, afflitto com’era nella propria vita post-scolastica che si rivelò di fatto un’intrinseca delusione poichè nessun  lavoro era disponibile a causa dell’economia rafferma che nulla offriva, dovuta ad anni di mala politica, sperpero, conflitti di interesse, privilegi di casta, oligarchia moderna traslata ed occultata, al fine di elevare chi era sù ancora più sù, e chi giù ancora più giù, mentre il sottomesso volgo, con rammarico generale addolcito, ignorava totalmente ogni causa in quanto intento ad immergersi in giovani mondi alternativi lontani da quello, o ricordi lussusi che furono, o parole al vento sputate da vati e cronisti su Blog di nessuno.

E come queste mie “parole al vento”, egregi signori e signore, mi adopero umilmente cercando di solleticare le Vostre menti ed i Vostri pensieri, così come uno strumento parallelepideico battendo su base metallica trapeziocubica s’ingegna di scalfire una forma nel mezzo che dia indipendenza a colui che un giorno la brandirà.

E che vogliate accogliere o rigettare siddette parole al vento, dipende solo da voi; ma sappiate e badate bene, egregi signori e signore, che un gesto avverso produrrà, inesorabilmente e prepotentemente, l’aumento di defecazione canina sul vostro quotidiano cammino.

Pensate. E camminate al sicuro.

_Lord Hol Napult_

 

 

TassazioneItaliana2016Buonasera lettori.

A lungo ho cercato per siti e forum le risposte al quesito che cercheremo di chiarire stasera. Finalmente ho ottenuto tutte le risposte che volevo basandomi sulla personale esperienza di un amico. Troppa teoria e formule astruse mi stancano e, probabilmente, stancano chiunque; cercherò quindi di fare un sintetico e preciso punto della situazione.

La domanda che si vuole risolvere è: quanto rende un investimento sicuro oggi attraverso linee vincolate a tasso garantito?

Nessuno di noi è nato manager e azionista, investitore incallito, o giocatore d’azzardo tra indici e tabelloni di Wall Street. Una buona parte delle persone ha compreso che il vero guadagno passa sia dagli interessi maturati, sia da una gestione a rischio bassissimo che ovviamente non impegna e non stressa, lasciandoci maggiormente liberi di gestire al meglio la nostra umile esistenza…

Attualmente il sistema di conti correnti non rende proprio nulla, e se consideriamo il canone mensile erode silenziosamente il nostro capitale senza offrire vere opportunità di risparmio.

Ci sono però soluzioni online che offrono la possibilità di spostare il denaro su un “deposito di risparmio” e quindi di vincolarlo per 3, 6, 12 o 18 mesi, ottenendo di fatto un introito garantito a fine vincolo.

L’esempio che mostro sarà quindi un prototipo di investimento standard:

  • Investimento a linea vincolata della durata pari ad 1 anno
  • Valore pari a 10.000€ (per semplificare i calcoli)

Partiamo dal frontespizio che è la percentuale “sbandierata” sulle homepage dalle varie banche:

  • 1,20% di interessi per 1 anno

Inizio dell’investimento:

Ora poniamo i nostri 10.000€ all’interno del conto deposito e vincoliamoli per 1 anno a questo interesse. Un secondo dopo che l’azione è stata fatta si innescano delle conseguenze fiscali che riepilogo, aggiornate al 2016 dalla Repubblica Italiana:

  1. Imposta del 26% sull’interesse maturato (ovvero i soldi che ricevete in più a fine anno) e minimo di 1€.
  2. Imposta dello 0,20% sull’intera cifra investita (ovvero i 10.000€).
  3. Varie ed eventuali.

 

Introiti:

Ipotizziamo che l’anno sia trascorso ed e’ tempo di ritirare i soldi vincolati, e quindi il mio investimento da 10.000€ ad un tasso di 1,20% dopo un anno produce un ritorno di 120€ lordi.

 

Calcolo delle Uscite

1) Imposta sull’interesse:

Prendiamo i nostri 120€ e calcoliamo la trattenuta del 26%: -31,20€

Il nostro guadagno inizia a decrementare da 120€ a 88,80€.

2) Imposta di bollo

Questa imposta si applica durante l’anno. E’ ragionevole associarla alla linea vincolata in quanto non ci sarebbe se non avessimo vincolato i soldi. Nella magistrale arte di confondere la gente è una imposta che si applica a tutto il capitale investito. Nel nostro caso ce ne freghiamo, ed estraiamo solo la parte che grava sui nostri 10000€ di investimento.

Quindi calcoliamo lo 0,20% di 10.000€: sono in realtà -20€

I 120€ iniziali, poi divenuti 88,80€, calano ora a 68,80€ a causa dell’imposta di bollo.

Aggiungo considerazione molto importante: l’imposta di bollo si applica ogni 3 mesi per quattro rate all’anno, a prescindere da qualsiasi vostro introito. Graverà nel conto corrente ma sarà legata all’investimento. Questo significa che quando scade la linea vincolata avrete già pagato 4 rate da 5 euro ciascuna, per arrivare ai 20 euro totali di imposta.

Attenzione: come accennato, se anche la vostra linea vincolata non produce alcun reddito (magari per un annullamento dovuto a necessità di denaro) questa imposta viene applicata. “Chi ha dato ha dato…cùmpà!”.

Questo è un punto importante in quanto voi risparmiatori pensavate di guadagnarci in ogni caso, oppure di non perdere nulla nel caso che la linea fosse annullata. Non è così! (*ndB – questa evenienza non è stata verificata, e mai cercherò di verificarla, ma sono oltremodo sicuro che l’imposta non faccia sconto alcuno se annullate il vincolo).

Il vostro investimento a rischio zero quindi non è a rischio zero. Le linee vincolate anche se dal lato bancario non vi costeranno nulla, sul lato “Repubblica Italiana” avranno generato un debito dovuto all’imposta.

Varie ed eventuali:

Come imposte abbiamo finito. Vanno inoltre decurtati dall’interesse eventuali spese per vincolare il denaro o svincolarlo, o movimentarlo dal conto corrente al conto deposito, o vice versa. Queste spese le tralascio in quanto se avete una buona banca online dovrebbe essere tutto gratuito. Diversamente sono da considerare nel calcolo della gestione. Io considero il conto corrente come inizio e fine della transazione, per praticità.

 

Calcoliamo infine il totale:

Ho vincolato 10.000€ per un anno all’interesse di 1,20% e maturato un lordo di 120€.

Ho pagato imposte dirette e indirette ovvero: -51,20€.

Dopo le varie imposte mi resta un interesse netto di: 68,80€.

 

Se ci guardate bene è quasi la metà!

In sostanza, quanto risulta essere un interesse lordo dell’ 1,20% ?
Secondo i miei calcoli è 0,688%
(che nell’esempio da 10.000€ e facilmente visibile anche dall’interesse netto: 68,80€).

 

Considerazioni italiane:

Non esiste un investimento a guadagno garantito e rischio zero. Lo stato italiano agisce con due strategie di imposta per estrarre elegantemente soldi al piccolo risparmiatore. Le banche dal canto loro sono 10 anni che non offrono conti correnti con un interesse utile (a meno di considerare 0,00001% un interesse). Anche vincolare in modo sicuro del denaro significa rischiare quanto meno l’imposta di bollo se l’affare non arriva in porto. Tenere infine i soldi sul conto corrente genera una imposta di bollo del conto corrente, parallela alle imposte del deposito (32 euro annui per soglie superiodi a 5,000€).

Come si può uscirne da un sistema del genere se non malconci?

Non posso comunque esimermi dal completare questa analisi grezza e semplicistica, ricordando che c’è un’ultima imposta da onorare: l’IVA.
Quindi, dei vostri 68,80€ pagherete nel 2016 in Italia un’Iva del 22%. Il commerciante che vi venderà un oggetto dovrà considerare che il prezzo del bene andrà aumentato almeno del 22% prima di generare un utile.

Se si pensa che vengono messi a disposizione del “sistema economico” 10.000€, per riceverne pochi di più dopo un anno, lascia rattristati e perplessi. L’alternativa azionaria prevede di avere rischi elevatissimi e richiede un vostro coinvolgimento mentale decisamente alto… chi lavora quotidianamente non può nemmeno permettersi di seguire le azioni e se può lo fa dal posto di lavoro…

Vi sono infine altri investimenti costosi e poco sicuri, oltre che posizionati in modo strampalato in un mercato che di trasparente non ha ancora nulla.

Mi auguro di aver chiarito tutto. Avrei preferito trovare l’analisi qui presente quando cercavo di capire anche io la faccenda dei piccoli risparmi. Concludo allegando delle schede di utilità che mostrano le previsioni degli investimenti a linee vincolate annuali e varie percentuali di interesse.

Buona analisi e in bocca al lupo, qualsiasi budget abbiate!

 

interesse0v75 interesse1v00 interesse1v20 interesse1v75 interesse2v00

PS: tutti i valori ed gli esempi sono a titolo dimostrativo; potrebbero contenere errori non voluti o imprecisioni, o essere soggetti a modifiche esterne delle regole che ne invalidano la reale utilità.

 

_Lord Hol Napult_

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(Play audio for full immersion reading)

Buongiorno giovani sopravvissuti al mondo, buongiorno residui bellici di una modernità farlocca ma intrigante, buongiorno giovani dal gusto caliente ma moderato, amanti del fast food e dei sapori decisi. Oggi presenteremo un prodotto giovanile quanto pratico da cucinare e gustoso quanto basta per dirsi sazi e vivacemente felici!

 

Ladies and Gentlemen…

la KebabPiada!

 

Precipitiamoci come falchi in picchiata verso gli ingredienti principali. Pochi a dire il vero ma questo è uno dei motivi che vi spingerà a provarla. Il secondo motivo è che le carni sono bianche e salutari, niente di comparabile alle oleose e putride poltiglie di cibo spazzatura che ingurgitate nelle ombre prima di fare i salutisti da salotto. Dovete infatti tenere conto che questo piatto se la cava egregiamente nei confronti di altri fast food per via di carni bianche e farine di grano duro.

Ebbene vi occorre:

  • Carne bianca Kebab di pollo, oramai acquistabile al supermercato e gia’ pronta per l’uso.
  • Un po’ di olio extravergine.
  • 2 piadine romagnole.
  • Del formaggio morbido e saporito, ovvero Asiago.
  • Salsa tartara.

Tempo: 15/20 minuti.

Da bere potrete associare vini di qualità o coca-cola. Chi se ne frega, chi se ne importa? A voi la scelta…

Fase uno

Con due padelle in contemporanea iniziate a cuocere la carne Kebab con un po’ di olio, in modo da scottarla ed abbrustolirla sugli angoli. Nell’altra padella invece scottate le piadine su entrambe i lati a fuoco più basso. In base alla fiamma questa fase durerà dai 10 ai 15 minuti.

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Fase due

Quando ritenete che la carne sia quasi pronta, tagliate 2 striscie di Asiago e iniziate a scioglierle sull”interno delle piadine. Ci vorranno circa un paio di minuti.

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Fase tre

E’ finita ragazzi… mettete i piatti accanto alle padelle e adagiate usando strumenti da cucina le piadine calde. Se avete la necessità di portarvelo via mettete prima della carta da forno sotto alla piadina. Prendete poi la carne riscaldata e versate in centro alla piadina metà porzione. Cercate di fare una riga che segua le fette di formaggio.

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…mmm, non come in foto…

Fase quattro

E’ tempo del cucchiaino di salsa tartara in mezzo alla carne, adagiando almeno tre cucchiaini. Ora prendete i lati della piadina, che dovrebbero essere più morbidi di quando sono entrati in padella, e sovrapponeteli facendo un rotolo. Se volete fissate il tutto con apposito stuzzicadenti di classe!

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Fase cinque

Mangiare assaporando la strana linea illusoria che unisce i bolognesi con i pachistani in e il supermercato di fiducia. Ok, è veramente una strana linea illusoria… evitate di metterla a fuoco se possibile, e passate pure al buonissimo take and go che avete realizzato!

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Fast food in 5 step velocissimi!  Buon appetito!

_Lord Hol Napult_

Paris. 13/11/2015

Sad-face-in-paris

…open compiler
….new file
.. edit..

int main() {
// INIT
string userInput;

string msgMrRobot = “Un bug non è mai solo un errore.\n
Rappresenta qualcosa di più. Un errore nel modo di pensare. 
Molti programmatori pensano che debuggare un programma 
significhi sistemare un errore.\nMa è una stronzata. 
In realtà lo scopo del debug è solo trovare l’errore, 
capire perché ci sia quell’errore, tanto per cominciare 
e sapere che non è un caso che esista.\nViene da te per 
consegnarti un messaggio, come un’inconscia bolla che 
fugge verso la superficie e scoppia, rivelandoti qualcosa 
che hai sempre saputo.\nNon so perché sto dicendo tutto 
questo. Forse è perché sono drogato con qualche sostanza 
legale con la quale gli spacciatori fanno soldi oggigiorno.
\nMa di solito è perché lo sento arrivare. Il ronzio di 
un insetto che arriva verso di me per tutti i piani 
finché mi obbliga a prendere una decisione”;

// GET - apply replacements
msgMrRobot.CustomReplace("debuggare","distruggere");
msgMrRobot.CustomReplace("debug ","esercito militare");
msgMrRobot.CustomReplace("bug","Attentato");
msgMrRobot.CustomReplace("programmatori ","politici");
msgMrRobot.CustomReplace("programma","paese");

// SET
cout << msgMrRobot << endl;
cout << "what do you think?" << endl;

// GET - user input
cin >> userinput;
cout << "user input is:" << userInput << endl;

// RET
return -99;
}

……compiling…..
…program compiled successfully.

mrrobot

 

Cordoglio alle vittime di Parigi. Possiate vegliare laddove l’uomo non riesce, non vuole, o non può.

ribbon-black_68

_Lord Hol Napult_

Impossibile Esistere

Space StarsFuori piove, da giorni, da mesi, forse non ce ne eravamo mai accorti, forse da anni. Uno trascina la propria vita nel tempo, a volte la domina, a volte ne è vittima travolta, e a volte semplicemente attende qualcosa che non arriva mai, qualcosa di magico o di tragico, di sconvolgente o di incantevole. Il problema e’ che attende, a volte, tutta la vita.

La “routine“, cosi come la concepiamo nel 2013, significa azionarsi la mattina, eseguire il cerimoniale della vestizione e del lavaggio, conquista(?) ormai consolidata nel tempo, procedere verso un mezzo inquinante e sbilanciato per raggiungere luoghi di maggiore o minore prestigio e potere, non fa differenza; dopo questo la “routine” prevede l’esecuzione di compiti più o meno ripetitivi, a volte inutili, a volte utili, ma per chi? Questo ci permette di dire a noi stessi, oggi abbiamo fatto qualcosa di utile, e abbiamo fatto il nostro dovere.
Ma per chi? Forse per giustificare l’alternativa inutilità dell’esistenza, la nostra esistenza. Ci diamo anche dei prezzi, delle cifre maggiori o minori per valorizzare le nostre azioni.

A volte queste “mercificazioni” del tempo, il nostro tempo, permettono la “competitività” che da sempre costituisce l’istinto di sopravvivenza degli esseri, degli animali. Chi più guadagna, magari senza alcuna conoscenza superiore, domina e giustifica meglio a se’ stesso la propria esistenza, e ne nasconde abilmente l’inutilità.

Diciamo che vogliamo gettare acqua sul fuoco e placare il nostro istinto di auto interrogazione, con la “routine”. Tuttavia il chiodo è fisso, e l’indomani la domanda si ripresenta: perchè esisti? E perchè in questo modo, a questo livello? Perchè hai bisogno di questo, tutto questo, per dirigere la tua vita, o più semplicemente, per vivere?
Difficile a dirsi, e qui la maggior parte dei filosofi, teologi e praticoni del caso getterà un timbro sull’argomento, definendolo obsoleto(?), adolescenziale, pazzoide. Ma la loro Risposta dove è?
Semplicemente il loro “chiodo fisso” l’hanno cementato per dimenticarlo, e il loro sguardo l’anno distolto con distrazioni di ogni tipo…

Orbene, diamo un fine a questo discorso completando la seconda fase della giornata. Si chiude la cassetta degli attrezzi, o il libro, o si spegne il computer, si è stanchi, ci si guarda intorno inebetiti cercando qualcuno da salutare, altro cerimoniale per comunicare al nostro subconscio che per oggi abbiamo eseguito il nostro Grande Compito, e da li in poi si volge al termine, cercando l’uscita. Forse qualcosa è cambiato tra l’inizio e la fine della giornata, ma non La Domanda e non abbiamo trovato La Risposta.

E questo ci tiene forse in vita. L’indomani sarà un altro giorno a cui demandare La Domanda, ed anche la speranza di trovare un briciolo della risposta.
E poi c’è tutto il resto. Forse non rimane più molto tempo per pensare, nel 2013, ma questo ci fa trascorrere il tempo in modo armonioso. Fino a che la demenza senile e la caducità del nostro stesso sistema ci costringeranno ad emettere una sola e frettolosa Grande Risposta a cosa la vita, la nostra vita, è servita.


Confido che in quel momento, tanto vicino o tanto lontano, ci sia qualcosa di meglio di una banale risposta formulata tra denti stretti e un corpo sofferente che cerca frettolosamente qualcosa, cosi come si cercano le chiavi prima di partire per la “routine”…

Gollum

Se giungerete alla conclusione a cui giunsi io, forse la Risposta è l’Impossibilità di Esistere, a meno di avere una scelta, una singola scelta, che cambi in qualche modo l’Universo nel bene o nel male, in funzione di essa.

_Lord Hol Napult_

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