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Archive for the ‘ Ricetta ’ Category

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Ave o genti disperate nel mare dell’esistenza,
anche oggi sono qui per trasformare l’incapacità comunicativa dell’essere moderno in qualcosa di originale e semplice al contempo, per spremere nell’ego più profonto della vostra e mia timidezza quell’ardito coraggio che ci impone di innovare, proseguire e creare, sempre e comunque. Inutile quindi aggiungere che usciremo dal nostro campo, punteremo verso altri campi, e vinceremo, qui, ora e per sempre.

Scherzi a parte quest’oggi realizzeremo una semplice crostata di marmellata. L’idea originale era quella di creare la “classica” crostata, ma a causa di un incoveniente che vedremo a breve ho dovuto inventare qualcosa di più immediato.

Come tutte le ricette che si rispettino, subito gli ingredienti necessari:

  1. Una confezione con l’impasto per fare la crostata (ne esisteranno anche tra 1000 anni)
  2. 1 uovo
  3. 4 tipi di marmellate
  4. 1 panetto di butto (125g)
  5. Un pò di farina per lavorare la pasta
  6. Tortiera con coperchio apribile
  7. Una terrina di plastica
  8. Strumenti vari per maneggiare la pasta, come coltello, forchetta, rullino.

La prima cosa da fare è pulire con spugna e straccio il piano di lavoro, dove capiterà di posizionare la pasta. Ovvio lavarsi pure le mani e adottare accorgimenti igienici del caso, tipo fare un bidet..

Una volta pronti versate la busta delle torte nella terrina, poi l’uovo, infine 85g di burro riscaldato, se possibile, 30 secondi al microonde a 800w (deve uscire molle, non liquido).
Siccome il primo approccio è appiccicaticcio, mescolate con la forchetta rompendo il tuorlo e tagliando il burro.

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Una volta divenuto solido toglietelo dalla terrina e appoggiate sul tavolo, con della farina sul fondo, per essere più pratici nel maneggiare l’impasto.

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Dopo poco l’impasto dovrebbe iniziare a diventare una solida palla; ad ogni modo tocca alle mani spremere e strappare l’impasto per 10 minuti, fino a farlo diventare un flaccido e malleabile blob, privo di grumi possibilmente (ovvero usate la forza e spremetelo e appallottolatelo varie volte a mano).

Ora prendete la tortiera e con i 40g di burro rimanenti imburrate tutto il fondo e almeno 3 cm del bordo. Infine gettate dentro una manciata di farina e distribuitela alla maniera dei vecchi ricercatori d’oro con i loro setacci. Questa operazione si rivelerà fondamentale per trasferire la torta dal punto A al punto B una volta cotta (ovvero non si attaccherà al fondo).

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Tornate al panetto e fate un rotolone. Tagliate 1/4 della sua dimensione che sarà adibita a creare la decorazione, mentre i rimanenti 3/4 finiranno nella tortiera. Non rovinate il tavolo, si taglia anche con il coltello al contrario!

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Modellate quindi l’impasto nella tortiera. A causa di queste mode vegane, macrobiotiche, biologiche e puerili, il mio impasto era invero pasta di riso, o qualcosa del genere. Il risultato finale infatti era una scarsa elasticità e quindi la tendenza a rompersi ad ogni operazione successiva.
Poche imprecazioni dopo ho deciso di fare una modellazione direttamente nella tortiera al meglio delle mie possibilità. Per prima cosa distribuite i 3/4 di impasto fino a raggiungere i bordi. L’obiettivo è coprire tutta l’area e fare dei bordi lungo tutta la tortiera alti almeno 2cm.

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Siccome il malefico impasto non aveva nemmeno una proprietà utile allo scopo, ho dovuto utilizzare cautelamente il rullino

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Prima di dire “ok all’impasto!”, fate dei fori con la forchetta che servono a favorire una cottura omogenea ed a gestire i liquidi in gioco durante la fase nel forno. Nota: se volete ora potete iniziare ad accendere il forno come indicato sotto, per ottimizzare i tempi.

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Il bordo è stato alla fine ottenuto, e laddove non riuscissi a colmare con la pasta presente, ne ho rubato un angolo all’altra sezione, adibita originariamente alla decorazione. Successivamente ho compreso di non riuscire nemmeno a fare le striscie tipiche della crostata, a meno di diventare un saggio buddista shaolin concentrato sul suo “om”, e quindi..

Prendete la pasta delle decorazioni e fate delle striscie divisorie alte 1 cm circa che separano la torta in 4 parti, non necessariamente uguali. La giunzione delle stesse può avvenire anche unendo pezzi che si sono rotti mano mano..Ora prendete le vostre 4 confetture ed assaggiatele, tutte e 4. Decidete quale confettura vi piace di meno e adibitela agli spazi minori. Solitamente però alcune confetture saranno di vostro gradimento, ma non lo saranno per i vostri familiari. Iniziate a depositarla nella sezione.

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Procedete fino alla fine delle confetture. Occorrono 4 cucchiai se volete fare le cose per bene.

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La marmellata è un elemento importante della vostra torta. Sceglietela con cura e sarà un asso nella manica per un risultato finale dall’ottimo all’eccelso!

Dunque, avevamo detto che la pasta era difficile da lavorare. Non vorrete certo buttarla? Fate quindi dei cerchi, un po’ come vi riesce, e dei piccoli “batteri”… credo che questa immagine vi sia di aiuto.

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Ottenere queste forme è un compito facile anche per le paste di riso. Compiuto il suddetto lavoro è tempo di distribuirle disordinatamente ma equamente nella vostra torta. Ricordate solo di non avvicinarli troppo in quanto nel forno è prevista una parte di espansione degli stessi, dovuta a lievitazione.

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Ci siamo! Occorre predisporre il forno così..

  • 190°
  • Statico (nessuna ventilazione)
  • Cottura dai 25 ai 35 minuti

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Una volta cotta la nostra crostata avrà questa grezza e colorita sembianza, ma il gusto sarà di gran lunga migliore di molte torte più articolate e sfarzose.

La crostata è la vera ragione di vita della cucina dolciaria!

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E come ogni microscopica sezione di virus che si rispetti, abbiamo i vari liquidi colati dove i batteri e le forme di vita microscopiche interagiscono e si riproducono senza sosta alcuna. Mi spiace comunque deludervi ma qui  non si riproduce nulla, e una volta appoggiata sul tavolo questa torta sparirà quasi magicamente dalla vostra cucina.

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Non posso comunque lasciare incompiuta questa ricetta senza i necessari consigli per una migliore degustazione:

  1. Dopo il forno la torta deve riposare all’aperto per 2 ore.
  2. Se avanza tenetela in frigo e mangiatela il giorno dopo a colazione. E’ pure meglio della versione sfornata.
  3. Non prendete la pasta di riso; per lo meno preferisco quella normale che assume anche maggiore doratura.
  4. A volte si può utilizzare anche un uovo grande e uno piccolo per migliorare il sapore, ma l’impasto sarà più difficoltoso
  5. Se volete ottenerere il massimo inserire un goccio di grappa nell’impasto quando avete ottenuto la palla omogenea. La grappa arricchisce il gusto della farina e non si sentirà più di tanto.

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Questo è tutto.

Sopravvivete ed adattatevi. Questo fanno i virus ed i batteri!

_Lord Hol Napult_

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(Play audio for full immersion reading)

Buongiorno signori e signore, se nel vostro ego più recondito avete subito l’influsso di numerose e strumentali trasmissioni TV, lasciando che i vostri neuroni fossero invasi di pasta di zucchero e colori sgargianti persino per una scoria radioattiva, e… se volete ora cimentarvi in una opera di cake design dal gusto esotico e dai richiami botanici, colmando quella nostalgia maturata durante l’abbandono della dolce infanzia dove nel vostro giardino godevate del piacere del sole caldo, allora siete nel posto giusto.

Prometto frasi più brevi d’ora in poi. Era solo per scremare i lettori svogliati e lasciare a quelli interessati il piacere della video lettura. Quello che verrà mostrato altro non è che una prova, o esperimento, o tentativo se vogliamo, fatto da persone normali non acculturate se non amatorialmente al cake design. Tutto quello che dovrete fare infatti è armarvi di buoni ingredienti e di 4/5 ore libere. Magari un sabato o una domenica piovosa.

Obiettivo

Creazione della decorazione in pasta di zucchero su una torta margherita. La decorazione consisterà nel creare un piccolo giardino di coccinelle sopra al dolce. Ogni cosa presente nella torta sarà commestibile, esclusi solo degli stuzzicadenti indispensabili alla struttura delle coccinelle. Verranno inoltre creati dei Muffins divertenti con le coccinelle in pasta di zucchero.

Esclusi dalla guida

Creazione di una torta margherita, di una torta margherita al cioccolato e dei muffins. Le ricette dovreste già saperle fare in quanto scritte sulle confezioni delle scatole.

Ingredienti necessari

  1. Pasta di zucchero in 4 panetti (20 x 10 x 3 cm) precolorati: azzurro, bianco, rosso, nero (5 se trovate anche il verde).
  2. Colorante alimentare in gel: giallo (per ottenere il verde) e nero per le antenne.
  3. Zucchero a velo in quantità
  4. Stampini di cacke design: coccinelle piccole, stampini a foglie piccole, stampini a cerchi in 2 misure (medio e piccolo), e stampino do contorno della torta (motivo a vostra discrezione). Infine stampini a fiocco piccolo.
  5. Torta margherita gia’ ripiena di marmellata e pronta per essere decorata (base della decorazione).
  6. Torta piccola Margherita al cioccolato (usata come base della coccinella grande) semisferica
  7. Muffins x 2 al cioccolato e vari muffins aggiuntivi (circa 10)
  8. Marmellata di fragole o ciliegie
  9. Perlina alimentare silver o gialla
  10. Strumenti vari da cucina

 

Fase 1 – preparazione dell’erba

Questa fase è la più faticosa. Siccome siamo all’inizio del tragitto avrete forze a sufficienza, quindi usatele. Prendete mezzo panetto di colore bianco, e mezzo di colore blu. Uniteli e iniziate a ruotare i due elementi fino a fonderli insieme. La rotazione continua scalderà i panetti e vi consentirà di iniziare a mescolarli. Il colore diviene azzurrino ma a noi occorre un verde. Prendete quindi il colorante alimentare giallo e immergetelo nel centro del vostro tornio manuale di panetti. Continuate a forzare la mano torcendoli un centinaio di volte. Alla fine correggendo di colorante e maneggiando la pasta di zucchero dovremmo ottenere una palla verdastra.

Ponete ora sul banco da lavoro un tappeto di zucchero a velo. Useremo spesso questo ingrediente come base della pasta di zucchero, per non farla attaccare al tavolo. E’ esattamente l’equivalente della farina quando impastate una pizza. Nel caso dei dolci evitiamo la farina e mettiamo zucchero a velo.

Ora ponete in mezzo il vostro pallone verde e con un mattarello lungo iniziate a stenderlo fino ad ottenere una massa piatta delle dimensioni sufficienti a coprire l’intera torta margherita. Considerate che i bordi sono alti e quindi non basta la circonferenza esatta della torta, deve ricoprirla anche in altezza.

Considerate inoltre lo spessore. Una pasta verde troppo fine mostrerà i colori della torta riducendo l’effetto visivo del prato verde. Mantenete quindi se vi riesce uno spessore di 2mm per tutta la pasta.

Anche se di colore e forma differenti, lo spessore dovrebbe risultare come segue:

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Fase 2 – caliamo il prato sulla torta margherita

Ora spalmate la torta di marmellata per avere un dolce collante con la pasta di zucchero. Se abbiamo messo sufficiente zucchero a velo il nostro tappeto verde si solleverà facilmente. Ad ogni modo sollevatelo con delicatezza e adagiatelo sulla torta, coprendola per intero. Ora usando le mani adagiate la pasta sopra alla torta. E’ utile se l’avete, una spatola per lisciare la superficie. Delicatamente coprite anche i bordi eliminando le grinze dell’angolo. La pasta di zucchero dovrebbe essere sufficientemente malleabile da adattarsi alla torta senza troppi problemi.

Infine con un taglierino a rotella o un coltello eliminate il residuo dalla circonferenza della torta, e mettetelo da parte per usi futuri.

Il risultato dovrebbe essere il seguente.

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Fase 3 – Decoriamo il bordo del prato verde

Per decorare il bordo del prato verde cercate un colore a vostra scelta tra i panetti di pasta di zucchero e stendetelo in modo da creare un grosso “cetriolo”. Ritagliate attraverso lo stampino bordi di cake design e il coltello, 3 striscie di bordo torta. Nella foto sono visibili in rosa. Ci sono vari motivi nei negozi. L’unico appunto è cercare di essere precisi quando si taglia un bordino. Il taglio troppo vicino rompe la striscia, mentre troppo lontano potrebbe risultare poco preciso e fare onde inutili.

Ora mettiamo in una tazzina una goccia di acqua e dello zucchero a velo. Mischiamo bene e creiamo cosi la “ghiaccia”. Questo collante commestibile improvvisato, serve in tutte le occasioni in cui unire due stampini risulta necessario. Prendiamo un pennello da cucina, adagiamo molto delicatamente le striscie in prossimità della torta e spennelliamole con la ghiaccia. Infine incolliamole alla torta. Se mancherà un segmento per chiudere il cerchio create un pezzetto di bordo in più.

Fase 4 – Creazione della base della coccinella

Stendiamo come precedentemente la pasta di zucchero rossa, creando delle basi non troppo fini che saranno adagiate sulle torte e sui muffins.Prima di usare le basi prendiamo gli stampini rotondi e facciamo 6 cerchi, che saranno le guancette rosse delle coccinelle. Ovvio che i cerchi vanno fatti sulla zona perimetrale, altrimenti dovrete redistendere la pasta di zucchero.

Ora prendiamo i 2 muffins, tagliamo al base e teniamo la parte semisferica sopra. Ecco le coccinelle più piccole.

Prendiamo ora la Torta margherita al cioccolato. Per crearla sarebbe utile uno stampo sferico quanto basta. In ogni occasione però la realtà ci costringerà a smussarla per farla diventare delle dimensioni corrette. La coccinella in centro è un pò più grande. Niente panico se si sbriciola. Con della marmellata di fragole assembliamo la cupola di questa coccinella, e con il coltello smussiamo le parti in eccesso. In questa case potreste aver un crollo morale… Guardate pure il piatto quanti scarti. E’ tutto ok e non manca molto. Almeno questo è quello che mi invento di dire ai disperati… 🙂

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Bene, portiamo tutto sul piano di lavoro e con la delicatezza di prima, spalmiamo di marmellata le tortine e adagiamo la pasta di zucchero stesa di colore rosso sopra alla torta. Dovrebbe essere un processo abbastanza agevole.

Ripetiamo l’operazione per i Muffins.

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Una volta ottenuti i 3 panetti rossi prendiamo un filo per arrosto, e solchiamo le 3 semisfere in modo centrale senza tagliare la pasta. Questo filo darà l’impressione che la coccinella abbia le ali chiuse, ma separate.

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Fase 5 – decorazione delle coccinelle

Stendiamo la pasta di zucchero nera, e con gli stampini a cerchio facciamo un bel pò di cerchi. Li adageremo in una scatola con carta forno per un rapido accesso dopo. Con il nero avanzato facciamo le teste delle 3 coccinelle, premunendoci di crearle nelle giuste proporzioni al corpo.

Stendiamo la bianca e facciamo gli occhi, sempre alla stessa maniera.

Riprendiamo la ghiaccia e incolliamo i pallini neri appena fatti sul dorso della coccinella, a distanza pari tra ogni pallino. Creiamo allo stesso modo degli occhi buffi, come in foto.

Prendiamo uno stuzzicadenti e infilziamo sul davanti la testa della coccinella di zuccero, identificando prima la linea di mezzo sul dorso. Incolliamo ora con la ghiaccia occhi e guance.

Stendiamo un pò di pasta rosa e azzurra e creiamo con degli stampini i fiocchetti e le bocche, ed infine applichiamoli come prima sulle facce delle coccinelle. Le antenne sono degli stuzzicadenti ricoperti colorante alimentare nero in gel, e con in cima delle palline facilmente ottenibili. In assenza cercate di rivestirle con la pasta di zucchero nera.

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Fase 6 – creazione delle mini coccinelle per i muffins

Anche in questo caso stendiamo pasta rossa e nera. E’ utile un livello di spessore inferiore a prima per le coccinelle da muffins.

Stampiamo la base in nero, poi la base in rosso e ritagliamo le ali come in foto. Infine creiamo a mano le palline da applicare sulle ali e uniamo il tutto con la solita ghiaccia.

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Stendiamo il verde e produciamo delle foglie allo stesso numero dei muffins. Infine applichiamo una coccinella sopra ogni foglia e ogni foglia sopra ad un muffin. Il risultato finale è di sicuro effetto…

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Fase 7 – completamento della torta

Ora non ci resta che tornare alla nostra torta. Stendiamo una base rosa e con le formine ritagliamo dei fiorellini di vario genere. Se ne avete la disponibilità in mezzo ad ogni fiorellino va messa una perlina alimentare, silver o gialla.

Creiamo infine con un colore a scelta il nome della persona festeggiata. Speriamo solo che non si chiami Vercingetorige!

Assembliamo la torta in tutte le sue parti. Per prima cosa, anche con l’ausilio di ghiaccia, fissiamo la composizione delle coccinelle. Infine decoriamo sempre con la ghiaccia il prato, inserendo in ordine il nome ed i fiorellini.

Ed ecco fatto!

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Conclusioni

A prescindere dalla bontà intrinseca della torta state certi che il festeggiato o la festeggiata ameranno la composizione creata in onore del loro compleanno. Il destino delle coccinelle solitamente è quello di fare bella mostra per poi essere spostate, mentre si taglia la torta vera e propria. Nel nostro caso ogni componente è perfettamente commestibile, e chi non gradisce la pasta di zucchero potrà rimoverla facilmente e dedicarsi alla torta. Diversamente potrà sbriciolare come Attila ogni cosa, coccinelle comprese, ed evitando eventuali stuzzicadenti mangerà una mimosa al cioccolato e fragole.

Tanti auguri al festeggiato!

_Lord Hol Napult_

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(Play audio for full immersion reading)

Buongiorno giovani sopravvissuti al mondo, buongiorno residui bellici di una modernità farlocca ma intrigante, buongiorno giovani dal gusto caliente ma moderato, amanti del fast food e dei sapori decisi. Oggi presenteremo un prodotto giovanile quanto pratico da cucinare e gustoso quanto basta per dirsi sazi e vivacemente felici!

 

Ladies and Gentlemen…

la KebabPiada!

 

Precipitiamoci come falchi in picchiata verso gli ingredienti principali. Pochi a dire il vero ma questo è uno dei motivi che vi spingerà a provarla. Il secondo motivo è che le carni sono bianche e salutari, niente di comparabile alle oleose e putride poltiglie di cibo spazzatura che ingurgitate nelle ombre prima di fare i salutisti da salotto. Dovete infatti tenere conto che questo piatto se la cava egregiamente nei confronti di altri fast food per via di carni bianche e farine di grano duro.

Ebbene vi occorre:

  • Carne bianca Kebab di pollo, oramai acquistabile al supermercato e gia’ pronta per l’uso.
  • Un po’ di olio extravergine.
  • 2 piadine romagnole.
  • Del formaggio morbido e saporito, ovvero Asiago.
  • Salsa tartara.

Tempo: 15/20 minuti.

Da bere potrete associare vini di qualità o coca-cola. Chi se ne frega, chi se ne importa? A voi la scelta…

Fase uno

Con due padelle in contemporanea iniziate a cuocere la carne Kebab con un po’ di olio, in modo da scottarla ed abbrustolirla sugli angoli. Nell’altra padella invece scottate le piadine su entrambe i lati a fuoco più basso. In base alla fiamma questa fase durerà dai 10 ai 15 minuti.

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Fase due

Quando ritenete che la carne sia quasi pronta, tagliate 2 striscie di Asiago e iniziate a scioglierle sull”interno delle piadine. Ci vorranno circa un paio di minuti.

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Fase tre

E’ finita ragazzi… mettete i piatti accanto alle padelle e adagiate usando strumenti da cucina le piadine calde. Se avete la necessità di portarvelo via mettete prima della carta da forno sotto alla piadina. Prendete poi la carne riscaldata e versate in centro alla piadina metà porzione. Cercate di fare una riga che segua le fette di formaggio.

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…mmm, non come in foto…

Fase quattro

E’ tempo del cucchiaino di salsa tartara in mezzo alla carne, adagiando almeno tre cucchiaini. Ora prendete i lati della piadina, che dovrebbero essere più morbidi di quando sono entrati in padella, e sovrapponeteli facendo un rotolo. Se volete fissate il tutto con apposito stuzzicadenti di classe!

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Fase cinque

Mangiare assaporando la strana linea illusoria che unisce i bolognesi con i pachistani in e il supermercato di fiducia. Ok, è veramente una strana linea illusoria… evitate di metterla a fuoco se possibile, e passate pure al buonissimo take and go che avete realizzato!

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Fast food in 5 step velocissimi!  Buon appetito!

_Lord Hol Napult_

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Quando il mondo si fa cupo e la vita si fa dura vado in corto circuito. Qual miglior modo per uscirne ritornando alle antiche origini con pratici strumenti moderni e un pizzico di pazzia. Uniamo quindi l’utile al dilettevole e creiamo con le nostre mani il PANE!

Fare il pane sembra una cosa elementare ma non lo è affato. La giusta miscela e gli ingredienti, l’atmosfera, l’umidità e 30 altri fattori di cui ignoro totalmente l’esistenza sono solo una parte dell’arte. Ammettiamo quindi di avere una naturale subconscia e implicita capacità ereditata dai nostri avi e caliamoci nella creazione della grande pagnotta fragrante, colta in flagrante nel cestello del pane fra il piccolo e il grande di frate Grand.

Lol. Scusate 😉

Ingredienti:

  1. 600 gr di farina:
    • 350 bianca 00
    • 250 di grano duro 0.
  2. 350 ml di acqua poco tiepida.
  3. Sale.
  4. Zucchero.
  5. 2 bustine di lievito granulare.
  6. 1 cucchiaino di burro freddo.
  7. Le olive denocciolate.
  8. Lo speck a cubetti o in busta.
  9. La bilancia per fare le misure che vi occorrono.
  10. LA MACCHINA DEL PANE.

Se vi state chiedendo quanto costano queste macchine, beh, non sono costosissime, circa 50/80 euro dal 2005 in poi. Date un’occhiata su Ebay cliccando qui… e fateci un pensierino. Consentono anche la partenza ritardata per sincronizzarsi con colazioni o cene che siano..

Bene, una volta estratto il cestello ermetico inserite in questo ordine gli ingredienti:

  • 1 cucchiaio grande di zucchero.
  • 2 cucchiaini di sale.
  • L’acqua tiepida da 350ml
  • Il cucchiaio di burro.
    Gli esperti la chiamano noce di burro, ma non vorrei che metteste delle noci, quindi tralasciando che siate talmente ebeti da mettere un cucchiaio perche’ qui ho scritto un cucchiaio … oh, insomma, mettete sto burro nell’acqua!

Ora appoggiate sulla bilancia elettronica il cestello e azzerate.

  • Inserite la farina 00 per 350 grammi e poi l’altra di grano duro per 250 grammi. Il totale vi deve dare 600 grammi…

 

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Ora, create un buco di vulcano in cima alla farina e senza farlo bagnare…

  • inserite 1 bustina e mezzo di lievito.

Il lievito non ama particolarmente il sale e l’acqua, preferisce agire sulle pappette umide. Noi lo stiamo solo accontentando in qualche modo, ma prima o poi si mischierà.

Ottimo direi, il 90% è già stato fatto. Agganciate il cestello dentro alla macchina del pane e attaccatela all’alimentazione. Il programma BASE dovrebbe essere comune a tutte le macchine del pane, e la doratura dovrebbe sempre essere al massimo. Se non vi piace questa configurazione potete sempre ingozzarvi di pan carrè e abbandonare il blog.

Mentre la macchina lavora dovreste notare dopo 10 minuti , o anche prima, il crearsi di un impasto a palla gommosa (come il seguente) che gira furibondo nel cestello. Se proprio volete potete con molta attenzione facilitare l’impasto staccando con una palettina bianca una parte che probabilmente si attacca alle pareti. Se non vi sentite sicuri potete anche tralasciare questa fase. Attenzione comunque alla pala in movimento all’interno del cestello.

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Preparate ora su un panno-carta assorbente le vostre olive e lo speck tagliato a brandelli. Dopo circa 30 minuti la macchina emetterà un suono acustico, che vi inviterà ad inserire gli ingredienti aggiuntivi che avete preparato.

  • Al segnale aprite quindi senza problemi lo sportello e buttate olive e speck nell’impasto.

 

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Per altre 2 ore e mezza la macchina lavorerà il vostro impasto e cuocerà il vostro pane. Non bisogna fare altro. Comunque sia per eludere certi problemi della stagione come temperatura ambiente e umidità, adottate il metodo che adottate quotidianamente…

Orbene cosa fate ogni notte per mantenere la temperatura costante e riposarvi? Semplice, vi infilate in un qualche letto, non necessariamente il vostro 🙂 , e riposate sostanzialmente. Stessa teoria si può applicare al nostro panetto: prendete un ascigamani da piatti e piegatelo in modo da renderlo doppio. Adagiatelo sopra alla macchina del pane, lungo i fianchi e sopra al vetro trasparente.

Fine del Ciclo

Al termine delle tre ore di cottura la macchina suonerà avvisandovi del fine ciclo. Ignoratela pure e lasciate il pane all’interno ancora per 20 minuti. Infine facendo attenzione alle parti che scottano estraetelo e passate alla fase successiva.

Ultimo, ma non meno importante, è il processo di asciugatura del pane. Il pane che esce dalle macchine è umido. Strizzato gocciolerebbe. L’acqua nella macchina del pane non evapora da nessuna parte, si fonde con l’impasto, e questo potrebbe non piacere a tutti.
Lasciatelo quindi raffreddare su un tagliere per qualche ora ed evitate di inserirlo in contenitori tipo tortiere di plastica dove si bagnerebbe. Evitate anche di tagliarlo, il pane deve “respirare” e asciugarsi così come è. Questo processo, idealmente, richiederebbe almeno 5 ore.

Al termine potete fare tutto quello che solitamente fate con il pane, compreso surgelarlo, inghiottirlo, adoperarlo in un caciucco o in un brodo oppure metterlo in mostra al centro del tavolo.

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Consigli finali

Notate che sul ricettario della macchina del pane si raggiungono spesso dosi da 750 grammi di farina. Se voi pero’ volete del pane più croccante e di qualità decrementate le dosi dell’80% di ogni cosa, e mantenete programma e doratura. Oppure leggete tutorial come questi. E’ ovvio che meno materia cuoce di più. Io sinceramente trovo questi pani ancora molto mollicosi, e li sistemo prima di mangiarli in tavola con una seconda tostatura, quando riesco. Questo resta comunque soggettivo e il pane è comunque buono.

Il lievito di birra in cubetti, per quanto fico possa sembrare, impregna troppo il gusto del pane. Il lievito in granuli invece è più delicato e meno invadente. Comunque entrambe vanno bene.

I condimenti possono essere vari e di varia percentuale. Ricordatevi innanzi tutto di asciugarli da olii e acquette prima con il panno-carta, altrimenti il risultato altera l’impasto e la sua lievitazione. E’ chiaro a tutti spero che stiamo attuando 3 o 4 processi chimici distinti in un solo colpo. Eccedere da un lato potrebbe annullare un impasto; quindi state umilmente nei limiti delle dosi indicate. I condimenti inoltre sono molto meglio sul pane sfornato, alla fine. 🙂

La temperatura ambiente, il caldo generale e la luce possono alterare il risultato. Con la copertina del Lord ™ descritta prima, si stabilizza buona parte degli effetti.

Ora che il pane è stato sfornato, spezziamolo e pronunciamo la formula:
“Prendete e maginatene tutti… Offre la casa e Buon Appetito! 😉 “.

_Lord Hol Napult_

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(Play audio for full immersion reading)

Rieccoci ad un’entusiasmante ricetta casalinga a lungo attesa soprattutto sulle cime dell’Himalaya, nei ghetti del Bronx e nei dintorni di Honolulu.

In questa esilarante blog-puntata creeremo la nostra prima marmellata, che puo’ essere di frutti variegati, ma che in questo caso è orientata alle ciliegie. Come ben sapete infatti gli alberi di ciliegie producono chili e chili di frutti lucidi e prelibati, con una piccola clausola: crescono tutti insieme e marciscono in 10 giorni.

Di fronte a questo effetto fulminante che sbalordisce in un primo momento e rattrista in un secondo momento, cercheremo in inserire un terzo momento… il nostro momento. Quello che voglio dire è che nessuno sano di mente si alzerebbe la mattina con la voglia di fare la marmellata a meno che si trovi nella situazione di avere un sacco di ciliegie e non sapere come dargli vita “eterna”. Le strade sono semplici: mangiare 10kg di ciliegie in 1 settimana e visitare il wc spesso e volentieri, oppure fare la marmellata e godersela nei mesi a venire, pur utilizzando prodotti del tutto naturali…  Se invece non avete chili di ciliegie in questa situazione, non fatelo, compratevi una marmellata in negozio. Il gusto non sarà esattamente lo stesso, ma non venite a fare i fini proprio ora… vi ho visto nei Take And Go con doppi cheese-burger e patatine fritte…

Ok. Passiamo all’azione. La marmellata di ciliegie richiede i seguenti componenti:

Obiettivo: 8 vasetti circa di marmellata.

Impiego richiesto

  1. Tempo di preparazione: 4 ore
  2. Ciliegie fresche (non pulite): 2,5 kg
  3. Zucchero: 1kg
  4. “Fruttapec 2:1 Cameo(tm)” o equivalente: 2 buste
  5. Vasetti vuoti, Tappi e Adesivi per vasetti: 10
  6. Pentole: 2/3
  7. Mestoli di legno: 2
  8. Taglieri di legno: 1
  9. Guanti in lattice: 1 paio
  10. Coltelli, asciugamani, pattine anti scottamento, tagliere
  11. (Molto consigliato: Denocciolatore per ciliegie – vedi aggeggio bianco nelle foto).
  12. (Molto consigliato: Imbuto per vasetti a buco largo – vedi travaso).

 

Fase 1  – preparare i vasetti

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Radunare i vasetti di vetro e  immergerli nelle padelle piene di acqua. Fare bollire tutti i vasetti per almeno 30 minuti, in modo da renderli transgenicamente super disinfettati.

Questa noiosa operazione da il via, ma mentre bollono si possono effettuare anche le altre fasi…

Una volta disinfettati i vasetti disporli a lisca di pesce ad ascigare su un panno lasciandoli in obliquo sul mestolo, in modo che il vapore si disperda.

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I tappi acquistati sono già sterilizzati nel caso farli bollire insieme ai vasetti.

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Tip: Per estrarli senza ustionarsi usare una pinza e una pattina di silicone.

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Fase 2 – Preparazione delle ciliegie

Le ciliegie, questo sublime frutto consegnatoci dagli Dei e decantato in svariate litografie e testi sacri, è ora alla nostra mercè per farne una poltiglia gelatinosa e viscita, appiccicosa al tatto e dolce all’inverosimile… ehm.. ok , per fare la marmellata.

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Procedere alla pulizia delle ciliegie rimuovendo foglie, e ciliege marce o acerbe.Quelle “approved” vanno diritte nel catino di acqua fredda per un lavaggio veloce. Subito dopo vanno tolte con le mani e riposte in una vaschetta pronta per i prossimi trattamenti.

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Il prossimo passo consiste nel prendere la ciliegia, rimuovere il picciolo verde e rimettere la ciliegia in un altra vaschetta.
Se pensavate che fosse divertente… bhe, non lo è.

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Ora è il momento della denocciolatura. Se avete super-denocciolator-2000 buon per voi. Lo strumento è reperibile nei migliori negozi pagando una cospiqua tangente al commerciante che ve lo venderà sottobanco. Questo strumento non è comunque efficiente al 100%, direi piuttosto al 70%, per cui se non lo avete passate alla fase dopo. Il nocciolo va tolto in ogni caso…

Il risultato finale finora raggiunto dovrebbe essere una vaschetta di ciliegie mature, lavate e denocciolate come in foto.

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Procedere ora a tagliare a metà ogni ciliegia, procacciandovi dei guanti in lattice se non volete trovarvi le mani colorite.
Se trovate noccioli vanno rimossi. Se avete saltato la procedura di denocciolamento, vanno rimossi tutti i noccioli. Se pensavate che i noccioli non fossero da rimuovere, stavate errando per terre fallaci. I noccioli vanno sempre rimossi. Se per sbaglio un nocciolo vi scapperà dalla vista, e si inoltrerà nella successiva poltiglia bollente, lo troverete a galleggiare nelle fasi finali.

70Comunque sia, tagliate a metà le ciliegie e buttate nella padella di acciaio. Usando una bilancia elettronica riempite la padella con 2 kg di ciliegie. Come si fa? Appoggiate la padella sulla bilancia elettronica, settate il reset, quando la bilancia da zero (con sopra la padella) riempite con 2 kg di ciliegie. Lo dico per i più profani del mestiere. Ora rileggo, in quanto nemmeno io lo sapevo.

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Fase 3 – La Padella della Marmellata

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Ora dovremmo avere una padella con 2 kg di ciliegie dentro. Bene, rovesciamo anche 1 Kg di zucchero e 2 buste di fruttapec. Mescoliamo il tutto fino ad amalgamare. Significa che la frutta e il colore rossastro avvolgeranno e assorbiranno zucchero e fruttapec.

Da ogni pentola usciranno circa 8 vasetti di marmellata liquida.

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Ora possiamo mettere la padella su fuoco medio. Attenzione, quando inizierà la bollitura potrebbe sgorgare schiuma da tutte le parti.

A quel punto abbassare la fiamma e procedere con il cucchiaio di legno mischiando il liquido schiumoso per circa 30 minuti. Tenere la padella sotto controllo durante questa fase, perchè anche se l’avete riempita fino a metà avrà una ebollizione.. spumeggiante!

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Tip: posizionare un cucchiaio di legno appoggiato su 2 bordi della padella puo’ ridurre il rischio di straripamento della schiuma. Provare per credere.

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Dopo 30 minuti di ebollizione, siamo pronti per il travaso.

Se siete particolarmente imbranati o previdenti, dipende da voi, tenete un secchio di acqua gelida accanto al lavandino. In caso di ustione potrete sempre tuffarvici dentro e salvare il salvabile. Secure First!

Prima di travasare potete rimuovere con un cucchiaio la schiuma rosa in superficie e buttarla via.

Poi disporre accanto alla lava bollente i vasetti girati aperti e predisposti al travaso. Se avete un imbuto per vasetti (costa 2 euro nel 2015) vi eviterete spiacevoli inconvenienti tra i quali: mancato centramento della marmellata nel vasetto; problemi di chiusura per marmellata sul filetto; scottature per operazioni manuali; varie ed eventuali.

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Insomma, compratevi l’inbutino apposito e travasate con un mestolo il brodo rosso e incandescente dentro ai vasetti super disinfettati. Fatene uno alla volta, riempite fino al bordo inferiore e chiudete il vasetto subito dopo con un coperchio preventivamente preparato.Utilizzate pattine di gomma per non ustionarvi nel chiudere.

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Otterrete quindi i vostri primi vasetti di pseudo-marmellata incandescente, in attesa di raffreddare. Puliteli esternamente con una spugna umida ed appoggiateli su dei grossi taglieri, girandoli al contrario per circa un’ora.

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Dopo di che rigilateli diritti , applicate l’etichetta con la data di oggi e il tipo di marmellata, e portateli in cantina!

Conclusioni

Ora che tutto è stato fatto, non vi resta che pulire, rassettare e lavare ogni cosa. Ve l’avevo detto che era meglio comprarla in negozio ma non sono stato ascoltato a sufficienza. Comunque sia grazie per la divertente lettura, è stato piacevole indottrinarvi su queste esperienze caserecce che trasformano la digitalità in rusticità, o qualcosa del genere.

Ho forse dimenticato qualcosa? Ma certo! La marmellata va consumata entro 365 giorni dalla sua creazione, prolungando così la vita delle vostre ciliegie di 355 giorni. E sarà persino buonissima o utilissima per regali.

TIP: non dite a nessuno che avete fatto la marmellata, vi chiederebbero un vasetto a testa senza sapere ne comprendere il costo in termini di lavoro e ingredienti, tutt’altro che trascurabile. Fate finta di nulla e tenetevela per voi 😉 !

Alla prossima!

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_Lord Hol Napult_

Ricetta: Il Ciareghì (Uova) del Drago™

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Oh giovani scapoli del mondo, oh single rammaricati, oh giovani mariti abbandonati dalle mogli che si sono prese una giornata di shopping fraudolento, abbandonandovi al vostro triste destino… Udite Udite! Giubilo e Felicitate! Ecco a voi la ricetta celeberrima che allieterà la vostra stirpe per immemore tempo, e vi consentirà di sopravvivere noncuranti del destino avverso!

Signore ma soprattutto Signori, ecco a voi la Leggendaria ricetta de’:

Il Ciareghì del Drago !

Ingredienti (per uomini):

  1. Tre uova grosse!
  2. Una scaglia di burro grande 2 dita!
  3. 5/6 fette di salame piccante!
  4. Del formaggio a fette a scelta tra Sottiletta, Emmental oppure dell’Asiago a cubetti!
  5. Opzionale: del verze tagliato a fettine e lavato, circa una manciata piena.
  6. Ingrediente Speciale: Purea di Peperoncino (vedi foto) che non dovrebbe mai mancare nel vostro Frigo!!!

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Come potete osservare gli ingredienti sono finalmente comprensibili anche al pubblico maschile meno accorto. Snobbiamo con gran classe i milligrammi precisi precisi di noti chef da TV, i loro “cucchiaini raso”, i loro termini come mantecare, ribollire e spennellare.

Qui si va al sodo! Qui si parla di vera cucina primordiale! E allora.. Seguitemi!

Prendete una padella larga almeno una mano aperta,  e mettete sul fuoco. Occorrerà poi anche il coperchio

Lanciate il burro e aspettate che si sciolga… il burro vi permetterà di ritirare il Ciareghì del Drago ™ senza che questo villano si appiccichi sul fondo. Vi conviene quindi spalmarlo tutto intorno alla padella ma attenzione a non rigare il fondo con la forchetta, altrimenti immani catastrofi si abbatteranno su di voi al rientro della consorte!

Per chi ce l’ha, e’ già il momento dell’ingrediente opzionale: distribuite il verze in cerchio sul bordo della padella lasciando un buco in mezzo. Il Ciareghì del Drago ™ si propone infatti di ricreare tutto l’effetto di un Vero Nido del Drago!

Ora prendete le 3 uova, apritele e se possibile non rompete il tuorlo. Calatele sul burro fuso al centro della padella.

Agilmente , aprite il vostro barattolo di purea di peperoncino, assaggiatelo, e versatene un cucchiaino (scegliete voi quanto) accanto ai tuorli. Quindi tre cucchiaini.

Depositate ora le fette di salame piccante in modo che coprano la purea e parzialmente anche i tuorli… ci siamo quasi…

Con beffarda e meschina sagacia, depositate le grandi fette bianche di formaggio sopra ai tuorli, in modo che nascondano il contenuto esplosivo alla meglio. Se avete i cubetti, posizionateli sopra le fette di salame piccante.
Il fuoco del Drago si sentirà senza esserne coscienti!

Coprite con il coperchio.

Cuocete un po’. Quanto un po’?..non lo so’, dipende da quanto è alta la fiamma, diciamo 4 o 5 minuti… mi raccomando non fate la frittata, il Ciareghì del Drago ™ si scioglie sul piatto, non è una frittata!

Dopo tale periodo spegnete la fiamma (fondamentale) e adagiate il Ciareghì del Drago ™ che scivolerà felicemente sul vostro piatto. Munitevi di pane o bruschette e dateci dentro!

Anche questa volta la sopravvivenza dell’homo sapiens sapiens è preservata!

E mi raccomando, “condividete” il Verbo! Non sappiamo quanti…. là fuori… tentano ancora di sopravvivere!

_Lord Hol Napult_

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