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Archive for the ‘ Riflessioni Digitali ’ Category

 

Prefazione – in Italia molti genitori hanno dovuto affrontare l’obbligatorietà vaccinale infantile di 10 vaccini. Mi rendo conto che l’argomento sulla sanità pediatrica richiederebbe dei libri interi. In questo spazio mi sono limitato a estrarre ciò che faticosamente ho appreso sia dalla rete e dai giornali, senza pregiudizi, e scartando il superfluo. Probabilmente non ho aggiunto molto altro al “saputo”, ma anche solo riassumere è stato difficile. Ho riportato meticolosamente i link delle fonti presenti nelle mie osservazioni, sperando che perdurino nel tempo al fine di consentirvi ogni verifica e approfondimento. Inoltre sono stati classificati per importanza: simbolo rosso se importanti (!), normale se secondari. Il mio consiglio è quello di consultarli tutti una volta terminato l’articolo. E questo semplicemente perché “La medicina non è una scienza esatta”.

 

La Costituzione Italiana

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
Costituzione Italiana – Articolo 32
https://www.senato.it/1025?sezione=121&articolo_numero_articolo=32#

 

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”
Costituzione Italiana – Articolo 21 – primi 2 commi
https://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_21_della_Costituzione_italiana

 

La Legge
Italia, 19 Maggio 2017. In parlamento arriva un decreto legge (ovvero legge con carattere di urgenza) che impone a tutti gli italiani di età inferiore ai 16 anni la vaccinazione obbligatoria, pena il rifiuto alle strutture pubbliche di educazione e multe per gli “inadempienti”. Nella sua prima forma, poi rettificata il mese successivo, si perdeva la patria potestà sul nascituro se si fosse rifiutata la profilassi medica.
Un contesto duro quindi che ha tolto la pace a molte famiglie e spaventato molte altre allarmate da ipotetiche epidemie in corso che giustificassero il decreto. Non c’è stata pace quindi, salvo forse per chi non ne fosse coinvolto o chi dei vaccini fosse ormai esente, oppure, per chi non avesse alcun figlio da accudire.
E così mentre il decreto approdava in tempi tecnici esatti per essere approvato a legge in circa 60 giorni, oltre il quale la pausa estiva lo avrebbe distolto dall’attenzione, ecco che i neo-genitori iniziavano a percepire un obbligo di sanità che era prima normale profilassi medica. Il programma vaccinale era stato deciso nel 2014 a livello mondiale durante la Global Health Security Agenda (GHSA) – (!)(http://www.aifa.gov.it/content/litalia-capofila-le-strategie-vaccinali-livello-mondiale) e prevedeva, secondo gli accordi, che l’Italia divenisse capofila di questa manovra.

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Trance

(Play audio for full immersion reading)

Il freddo e il buio invadono l’area. L’etere si insinua tra effimeri odori di incenso e oleandro. L’erba cresce con un lieve rumore tangibile, mentre i filamenti si sciolgono fendendosi l’un l’altro durante l’ascesa.

Sento brividi salire dal palmo del piede immerso nella terra nuda e gelida, dura come la pietra, mentre la brina si scioglie dopo aver inflitto la sua parte acuminata ad ogni passo. Attorno il buio, ora invaso di nebbie, sembra indirizzare il cammino verso un luogo ignoto. Alti alberi compaiono tra le frange creando un muro invisibile di tetra follia.

Proseguo a passo incerto mentre foglie silenziose cadono come riflessi dalla memoria del mondo verso l’abisso dell’oblio. Animali eccheggiano nella vallata, ma il loro verso e la loro posizione sono nuovi e ignoti allo stesso tempo. Come infiniti spettatori persi da tempo immemore nell’oscurità avvolgente del luogo. Forse anime o forse reincarnazioni di soldati penitenti, in una dimensione molto più simile al Limbo di qualsiasi altra dell’universo.

Il buio fitto si dirama, e all’orizzonte una luna piena, bianca come il bianco pallore di un defunto, mi osserva tra intricati rami neri che protendono verso l’alto in una violenta espressione di bramosia. Tutti partecipanti sofferenti di un melanconico e decadente scenario, dove l’ultimo barlume di coscienza è rappresentato dal mio incedere silenzioso.

Mentre il mondo maledetto osserva schivo e spietato, un fitto dolore al ventre mi piega in due, costringendomi alla resa. Chino sulle ginocchia un liquido luminoso e rosso fuoco viene vomitato a volontà dalla bocca. Tra spasmi e fitte acute una chiazza si crea attorno a me. La pozza rossastra e luminescente di espande in poco tempo diventando larga, ora larghissima, fino a divenire un lago.

Sono immerso e circondato nelle acque basse e calde del mio stesso rigetto, una sostanza che non saprei identificare ne con i fiumi rossi di argilla ne con il sangue. Piano piano sale di livello, mentre gli ultimi fili d’erba scompaiono sommersi sotto la sua invadente superficie.

Quando il dolore termina, mi trovo circondato da un lago i cui confini non posso scorgere. Un bruciore mi accompagna l’esofago ma cerco comunque di rialzarmi. Le gambe vacillano e lo sforzo è sovrumano, ma dopo qualche tentativo posso osservare la palude dalla posizione semi-eretta.

Nelle acque rosse e luminose inizio a vedere increspature muoversi a mulinello come se fossero create da piccoli serpentelli in veloce traversata. Gli alberi sono ora chiaramente visibili nella loro irregolare distribuzione, mentre la nebbia, scesa a filo delle acque, si tinge di una sfumatura violacea.

Faccio un passo e qualcosa afferra la mia caviglia. Ritiro il piede ma la morsa è strettissima, anche se non mi ferisce; come una mano, che difficilmente scorgerei, sento che mi stringe e in poco tempo vengo tirato giù.. profondamente giù.. verso un abisso che non pensavo esistesse in quelle acque apparentemente basse. Il secondo strattone, più forte e deciso, mi sbilancia in avanti, verso l’ignoto. E cado. Cado nelle acque sanguigne e inizio una discesa veloce nel profondo… un mulinello subacqueo mi trascina per uno, due, cinque, venti metri, e giù nel profondo senza fine.

Mi dimeno avvolto da quell’oceano, non respiro e non controllo più cosa significhi salire o scendere. La forza mi trascina giù nel profondo, inesorabilmente, verso un nuovo buio, verso il mio stesso ignoto, verso il terrore generato dalla mia stessa follia.

Non saprei dire quanto tempo abbia viaggiato nelle acque profonde. Non saprei dire come il respiro mi sia mancato per minuti interi e la stretta mi abbia forzato a quella discesa. Ora mi trovo a terra, bagnato ed esausto. Alzo lentamente il volto da quella crosta gelida e mi accorgo che la brina ed i fili d’erba mi stanno infierendo cicatrici di ghiaccio.
Mi riprendo, osservo ciò che vedo attorno a me, mentre il torpore si dirama. Il freddo e il buio invadono la zona. Percepisco odore di incenso e oleandro.

Maledizione!

_Lord Hol Napult_

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Il mondo dell’informatica sta cambiando, e con esso anche il rapporto della tecnologia con i suoi utilizzatori cerca di stringere legami sempre più confidenti.

Va da se che nel mezzo del cammin di nostra vita, prima o poi, si rende necessario acquisire uno strumento di input un pò più adatto alla nostra vita da gamer, programmatori, digitatori folli e ricercatori del verbo digitale.

E’ quindi arrivato il momento di aggiornare la nostra vecchia tastiera Microsoft o Logitech che sia con qualcosa di altrettanto robusto e magari retroilluminato. Eccoci quindi alla tastiera Vultech KM-900X di cui cercheremo di descriverne difetti e virtù.

Layout Italiano

Nonostante per la ricerca del mouse ci si metta l’imbarazzante tempo di 20 minuti, dove qualsiasi modello è comunque adatto alle nostre esigenze (salvo ricerche di oggetti mancini), per quanto riguarda le tastiere si pùò navigare per mesi prima di trovare un modello standard. Ora cosa si intenda per standard non è del tutto chiaro, ma indicativamente la tastiera in oggetto deve avere un layout Italiano e magari qualche tasto multimediale e ovviamente una piacevole retroilluminazione omogenea.

Questo tre piccoli dettagli riducono i risultati attendibili di una qualsiasi ricerca su Ebay a qualcosa di molto ma molto più limitato. La tastiera formattata con:

  1. Layout Qwerty Italiano
  2. Retroilluminazione monocolore (non quegli orrendi arcobaleni di adesso)
  3. Qualche tasto multimediale
  4. Un tasto invio con accanto il carattere “ù”
  5. Un backspace lungo
  6. Le frecce sulla destra separate dalla sezione “Canc/End/Pause”
  7. Nessun altra stranezza di sorta…

Questo è ciò che si definisce tastiera Standard.

Ora filtrando e leggendo recensioni, sono infine precipitato sul modello in titolatura, unico rappresentante a mia veduta che rientrasse nelle specifiche richieste. Certo, le tastiere in alluminio con la scritta “meccanica” sono il nuovo prototipo di Trendy Keyboard, ma quando iniziate a digitare dei caratteri americani laddove vi sareste aspettati dei caratteri differenti, allora ogni divertimento svanisce.

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Il Messaggio del Natale

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Arriva Dicembre, arriva Natale.
Come ogni anno si festeggiano con felicità ed un pò di meritato riposo queste sempre troppo brevi festività.

Tutti corrono tra centri commerciali e negozi per preparare i soliti regali, forse per la maggior parte inutili, ma in qualche modo sempre graditi. Come ogni Natale il mondo rallenta per qualche settimana, si guarda intorno, e cerca da dietro di una poltrona, una sala dalle luci calde o da un posto che rappresenta comunque qualcosa a noi familiare di  riflettere su quanto fatto fino a oggi.

Non tutti i Natali sono bellissimi e magici. Capita a tutti, prima o poi, un Natale triste. Qualcuno ci lascia, qualcosa si perde, qualcosa non va. In un momento di fermo immagine si percepisce ancora più fortememte la sensazione. Si spera sia sempre un bel Natale, tutti lo speriamo, ma non tutti lo avremo. Un anno in più sul peso delle nostre spalle ci fa riflettere. Un anno in più anche su quelle dei nostri cari. Il solo pensiero che un giorno non saremo tutti al completo ci terrorizza, ma ci fa anche apprezzare meglio il momento che stiamo vivendo.

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Prefazione

Capita talvolta, anzi, spesso, che aziende e corporazioni di ogni tipo inglobino nel loro organico, detto anche gruppo di gente che lavora ad un progetto, la figura del consulente.

Il consulente, spesso denominato risorsa aggiuntiva, deve rappresentare per il gruppo che lo integrerà una valida aggiunta in quanto a sapienza e conoscenza delle tecnologie coinvolte. Il consulente è spesso la risposta ad ogni problema, anche il più fantasioso e astruso che durante una probabile irradiazione concentrata di UV, dovuta a buchi nell’ozono, è capitata nelle meningi del responsabile di progetto.

Ora, dovete sapere che nel mondo reale le anomalie solari di irradiazione rappresentano una costante dei cieli azzurri delle città. Da ciò se ne deriva che le idee astruse rappresentino una costante nelle meningi di capi progetto. E se ne deduce infine (ma non per importanza sia chiaro) che la presenza di consulenze all’interno di ambienti già ampiamente strutturati in quanto a personale, rappresenti la costante invece che la sporadica ed evanescente integrazione occasionale. E’ infine una costante che il consulente “occasionale” non abbia una chiavetta del caffè.

E da qui nasce una strana sintomatica fobia o patologia che enuncierò tra poco a lor signori…

Ogni giorno un consulente si sveglia, in ritardo, e gestisce la famiglia in fretta e furia, e corre al lavoro ovunque la ditta presso cui ha il contratto lo invii. Ogni giorno un consulente si trova in forte anticipo, o discreto ritardo, presso una sede di lavoro dove poggia il suo febbricitante e rotondo sedere occasional-time. Ogni giorno, un consulente sempre più stanco, ha bisogno del sacrosanto caffè della macchinetta per cominciare la giornata.

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All’inizio è solo distrazione. Non vuoi ammettere di essere proiettato verso una realtà che ti stravolgerà l’esistenza e pur sapendo che sarà un esperienza indimenticabile, cerchi solo di non pensarci troppo.

Pensare in realtà significa farsi prendere un po’ dal panico. Il panico naturale e ribollente che si assapora prima di avere un figlio.

Passa qualche giorno, qualche mese, e inizi ad affrontare la cosa cercando conforto nella moglie (o compagna che sia). Qualche libro, per curiosità ed anche per sopprimere l’ansia, lo leggi. Cose del tipo, essere mamma, diventare mamma, la salute del bambino… parole chiave di un mondo che non ti è appartenuto fino ad oggi.

Arrivano i primi esami “di verifica”. Oramai siamo piuttosto avanti con l’età e le statistiche, bastarde e infide, minacciano la tua stabilità interna con annunci sui mille problemi che un nascituro può avere, genetici, mentali, di postura, di costituzione, di pelle. In TV ti vengono proposte tutte le forme di vita umane con stranezze e gravi problemi ormonali. Speri che non tocchi a te, ma in realtà speri che nonostante quelle persone risultino perfettamente capaci di amare e sorridere, quello che non saprai affrontare è l’enorme spesa economica e di tempo che una complicazione richiede. Il mondo in cui viviamo, se è stato a misura d’uomo per qualche tempo, beh.. ora non lo è più, e la sensazione di schiavitù sociale dovuta a tasse opprimenti e servizi scadenti, assistenza zero… è troppo.

I pensieri di una sola sera non possono essere sufficienti per gli esami “di verifica”. Con la clausola del fatto che si tratti di solo “screening” e quindi mai una certezza o un dato reale. “Reale”… “Neo, definiscimi la realtà…”. “No Morpheus, non questa sera!”.

Si avvicina il periodo e tutto sembra comunque andare bene. Ma la notte non è più tranquilla. La notte non è più una notte di quelle spensierate e giovanili, quando di preoccupazioni non ce n’erano, e si poteva ascoltare il canto dei grilli seduti in terrazza al fresco della luna.

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Cari lettori,

oggi parleremo di come convertire il proprio hobby preferito, quello dei videogame, in un’opera di beneficenza senza eguali.

Da tempo notavo l’incancrenirsi progressivo dei prezzi su Steam ™ in riferimento a videogame ormai non più giovincelli, ma la cui vendita non convinceva nemmeno durante i saldi. Il mio precedente post sul validissimo sito di G2a.com risolveva quantomento alcuni problemi.

Ora grazie anche al valido contributo di Humble Bundle si possono acquistare a prezzi davvero convenienti dei titoli di tutto rispetto. Vediamo di seguito, più nel dettaglio, come funziona e scopriamo perchè è possibile fare beneficenza con questo portale… ok, alfa, bravo, charlie, GO!

La selezione del Bundle

Il portale in questione offre periodicamente sempre nuovi bundle, ovvero gruppi di videogame che vengono “impacchettati” assieme per formare un offerta valida ed appetibile. Sono presenti svariati bundle riferiti a titoli Steam nemmeno troppo vecchi. Se non siete amanti dell’ultima-uscita-qui-ora-e-subito, o anche se siete amanti di ciò ma non disdegnate qualche titolo che potrebbe esservi sfuggito, Humble Bundle vi offre questa preziosa opportunità.

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G2a.com

Buongiorno esimi videogamers incalliti e ardite teenager del ludico intrattenente, quello che vi presento oggi non è un semplice portale, non è un semplice modo di tenere sott’occhio i vostri titoli preferiti come l’effige vi suggerisce…  Miei cari dispersi della grande rete, questo è un mio Dono, personale ed atipico, a tutto l’universo!

Già da tempo vi parlai approfonditamente di come risparmiare nell’acquisto di videogame con G2a.com

Da STEAM a EA.com, ecco come acquistare videogame nel modo più conveniente!

Ora dopo mesi di ricerca e sviluppo, approfondendo argomenti di cui ometto la noiosità e la difficoltà per voi, ma linfatici per me, ho provveduto a creare su questo portale di recente realizzazione, una simpaticissima applicazione che farà di voi le persone più felici dell’universo:

Ladies and Gentleman, stiamo parlando del…

“LHN’s WebShop” – Portale di miglioramento dell’esistenza reticolare dell’uomo nell’universo!

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In questo portale, dopo una breve registrazione, è possibile creare la propria personale lista dei desideri (wishlist) direttamente connessa con il portale G2a.com.

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La Cavalcata Oscura di Wolfgar

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L’alito greve e caldo si affannava tra le briglie come nebbia tra i rovi.

La tensione e la quiete si fondevano nell’aria come se fossero unite dall’eternità, un miscuglio di echi lontani e fili d’erba e foglie, leggermente mosse dal vento, erano gli unici suoni udibili a centinaia di miglia. E nella vallata un cielo nero e minaccioso, carico di pioggia ma in una surreale paralisi completa, attendeva qualcosa di assolutamente inafferrabile.
Un lato della collina era invaso, o forse posseduto, da un’intera armata di cavalieri nero vestiti. I loro sguardi erano talmente grevi e freddi che se fossero stati visibili da dietro quegli elmi avrebbero assorbito ogni raro sprazzo di chiarore che si travisava tra le nubi, gettando un’inquietante oscurità ovunque.

Sudore e goccie di pioggia finissima scivolavano sulla muscolatura robusta e tesa di Wolfgar, un cavallo nero come la pece, gigantesco ed imponente, vero e indomito erede della dinastia degli Shire.
Un tuono eccheggiò lontano stracciando nubi e luce in una coreografia gotica e decadente.
L’attesa, secondo dopo secondo, strappava lembi di tempo che laceravano cuoio teso, prese nervose su else e sangue, sempre più frenetico, adirato in quelle piccole vene insufficienti.

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Dog arises(Play audio for full immersion reading)

In questo mio trattato, a lungo ponderato tra le righe dissonate della mia umile esistenza, vorrei porre a lor signori il punto dell’attenzione più acuta a cui possano essi accedere, nella speranza che il verbo elargito con così blanda parsimonia, non vada sprecato in semplici ed inutili sinapsi dell’uomo medio bigotto, bensi si assesti nelle camere della più elogiata area riflessiva delle menti in ascolto.

Viviamo in un era in cui frenesia e risultato hanno spesso la meglio soverchiando ogni labile e leggermente abbozzata linea di interconnessione tra una causa ed un effetto. Linee di questo tipo rendono ricchi uomini che ne sanno dell’esistenza, e avantaggiati quantomeno tutti coloro che ne individuano la logica. La linea di cui vorrei evidenziarne le ritmiche ripetizioni, miei cari spettatori, è il fievole legame descritto in titolatura, ovvero ciò che connette la mala politica alla defecazione canina.

Nonostante sia alla mercè di ognuno sia l’una che l’altra evidenza, risulta arduo all’uomo comune e poco accorto percepire l’interconnessione che esiste tra queste due realtà. Io, in qualità di vate mondano, accompagnerò, seppur solo verbalmente e spiritualmente, le vostre signorie, verso la luce della ragione e della verità.

E’ noto che il giovane virgulto moderno sia quotidianamente proiettato in una faticosa ricerca del posto di lavoro che più gli si addice, considerata la maggiore età ormai raggiunta e le importanti conoscenze acquisite in ambito scolastico dopo numerosi anni di studi. Tra queste conoscenze come non ricordare il paradigma de’ “il più veloce vince tutto”, “il più forte è il migliore”, e anche “se affabuli il professore hai la strada spianata per tutti gli anni”, ed infine “se non sei capace basta pagare per ottenere tutto”.

Questi insegnamenti intrisi di triste verità si contrappongono al vero scolaro coscienzioso che adopera mente e corpo per immergersi veramente nel “concetto”. Seppur una volta uscito dall’istituto scopra che il concetto stesso non serve se l’economia è zoppa; scopre oltresì che se “conosci la persona giusta, come in sede scolastica, le porte si aprono più facilmente”.

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