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Ave o genti disperate nel mare dell’esistenza,
anche oggi sono qui per trasformare l’incapacità comunicativa dell’essere moderno in qualcosa di originale e semplice al contempo, per spremere nell’ego più profonto della vostra e mia timidezza quell’ardito coraggio che ci impone di innovare, proseguire e creare, sempre e comunque. Inutile quindi aggiungere che usciremo dal nostro campo, punteremo verso altri campi, e vinceremo, qui, ora e per sempre.

Scherzi a parte quest’oggi realizzeremo una semplice crostata di marmellata. L’idea originale era quella di creare la “classica” crostata, ma a causa di un incoveniente che vedremo a breve ho dovuto inventare qualcosa di più immediato.

Come tutte le ricette che si rispettino, subito gli ingredienti necessari:

  1. Una confezione con l’impasto per fare la crostata (ne esisteranno anche tra 1000 anni)
  2. 1 uovo
  3. 4 tipi di marmellate
  4. 1 panetto di butto (125g)
  5. Un pò di farina per lavorare la pasta
  6. Tortiera con coperchio apribile
  7. Una terrina di plastica
  8. Strumenti vari per maneggiare la pasta, come coltello, forchetta, rullino.

La prima cosa da fare è pulire con spugna e straccio il piano di lavoro, dove capiterà di posizionare la pasta. Ovvio lavarsi pure le mani e adottare accorgimenti igienici del caso, tipo fare un bidet..

Una volta pronti versate la busta delle torte nella terrina, poi l’uovo, infine 85g di burro riscaldato, se possibile, 30 secondi al microonde a 800w (deve uscire molle, non liquido).
Siccome il primo approccio è appiccicaticcio, mescolate con la forchetta rompendo il tuorlo e tagliando il burro.

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Una volta divenuto solido toglietelo dalla terrina e appoggiate sul tavolo, con della farina sul fondo, per essere più pratici nel maneggiare l’impasto.

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Dopo poco l’impasto dovrebbe iniziare a diventare una solida palla; ad ogni modo tocca alle mani spremere e strappare l’impasto per 10 minuti, fino a farlo diventare un flaccido e malleabile blob, privo di grumi possibilmente (ovvero usate la forza e spremetelo e appallottolatelo varie volte a mano).

Ora prendete la tortiera e con i 40g di burro rimanenti imburrate tutto il fondo e almeno 3 cm del bordo. Infine gettate dentro una manciata di farina e distribuitela alla maniera dei vecchi ricercatori d’oro con i loro setacci. Questa operazione si rivelerà fondamentale per trasferire la torta dal punto A al punto B una volta cotta (ovvero non si attaccherà al fondo).

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Tornate al panetto e fate un rotolone. Tagliate 1/4 della sua dimensione che sarà adibita a creare la decorazione, mentre i rimanenti 3/4 finiranno nella tortiera. Non rovinate il tavolo, si taglia anche con il coltello al contrario!

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Modellate quindi l’impasto nella tortiera. A causa di queste mode vegane, macrobiotiche, biologiche e puerili, il mio impasto era invero pasta di riso, o qualcosa del genere. Il risultato finale infatti era una scarsa elasticità e quindi la tendenza a rompersi ad ogni operazione successiva.
Poche imprecazioni dopo ho deciso di fare una modellazione direttamente nella tortiera al meglio delle mie possibilità. Per prima cosa distribuite i 3/4 di impasto fino a raggiungere i bordi. L’obiettivo è coprire tutta l’area e fare dei bordi lungo tutta la tortiera alti almeno 2cm.

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Siccome il malefico impasto non aveva nemmeno una proprietà utile allo scopo, ho dovuto utilizzare cautelamente il rullino

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Prima di dire “ok all’impasto!”, fate dei fori con la forchetta che servono a favorire una cottura omogenea ed a gestire i liquidi in gioco durante la fase nel forno. Nota: se volete ora potete iniziare ad accendere il forno come indicato sotto, per ottimizzare i tempi.

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Il bordo è stato alla fine ottenuto, e laddove non riuscissi a colmare con la pasta presente, ne ho rubato un angolo all’altra sezione, adibita originariamente alla decorazione. Successivamente ho compreso di non riuscire nemmeno a fare le striscie tipiche della crostata, a meno di diventare un saggio buddista shaolin concentrato sul suo “om”, e quindi..

Prendete la pasta delle decorazioni e fate delle striscie divisorie alte 1 cm circa che separano la torta in 4 parti, non necessariamente uguali. La giunzione delle stesse può avvenire anche unendo pezzi che si sono rotti mano mano..Ora prendete le vostre 4 confetture ed assaggiatele, tutte e 4. Decidete quale confettura vi piace di meno e adibitela agli spazi minori. Solitamente però alcune confetture saranno di vostro gradimento, ma non lo saranno per i vostri familiari. Iniziate a depositarla nella sezione.

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Procedete fino alla fine delle confetture. Occorrono 4 cucchiai se volete fare le cose per bene.

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La marmellata è un elemento importante della vostra torta. Sceglietela con cura e sarà un asso nella manica per un risultato finale dall’ottimo all’eccelso!

Dunque, avevamo detto che la pasta era difficile da lavorare. Non vorrete certo buttarla? Fate quindi dei cerchi, un po’ come vi riesce, e dei piccoli “batteri”… credo che questa immagine vi sia di aiuto.

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Ottenere queste forme è un compito facile anche per le paste di riso. Compiuto il suddetto lavoro è tempo di distribuirle disordinatamente ma equamente nella vostra torta. Ricordate solo di non avvicinarli troppo in quanto nel forno è prevista una parte di espansione degli stessi, dovuta a lievitazione.

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Ci siamo! Occorre predisporre il forno così..

  • 190°
  • Statico (nessuna ventilazione)
  • Cottura dai 25 ai 35 minuti

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Una volta cotta la nostra crostata avrà questa grezza e colorita sembianza, ma il gusto sarà di gran lunga migliore di molte torte più articolate e sfarzose.

La crostata è la vera ragione di vita della cucina dolciaria!

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E come ogni microscopica sezione di virus che si rispetti, abbiamo i vari liquidi colati dove i batteri e le forme di vita microscopiche interagiscono e si riproducono senza sosta alcuna. Mi spiace comunque deludervi ma qui  non si riproduce nulla, e una volta appoggiata sul tavolo questa torta sparirà quasi magicamente dalla vostra cucina.

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Non posso comunque lasciare incompiuta questa ricetta senza i necessari consigli per una migliore degustazione:

  1. Dopo il forno la torta deve riposare all’aperto per 2 ore.
  2. Se avanza tenetela in frigo e mangiatela il giorno dopo a colazione. E’ pure meglio della versione sfornata.
  3. Non prendete la pasta di riso; per lo meno preferisco quella normale che assume anche maggiore doratura.
  4. A volte si può utilizzare anche un uovo grande e uno piccolo per migliorare il sapore, ma l’impasto sarà più difficoltoso
  5. Se volete ottenerere il massimo inserire un goccio di grappa nell’impasto quando avete ottenuto la palla omogenea. La grappa arricchisce il gusto della farina e non si sentirà più di tanto.

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Questo è tutto.

Sopravvivete ed adattatevi. Questo fanno i virus ed i batteri!

_Lord Hol Napult_

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Buongiorno commensali dal gusto natalizio, avidi di dolci buoni ma anche belli, o meglio eleganti da vedere e da apprezzare, orsù buongiorno a tutti voi!
Quello che presenteremo oggi è la celeberrima ricetta per creare una torta natalizia e/o di fine anno dal gusto fruttato e dall’incredibile aspetto estetico rappresentante una casetta innevata, immersa nei boschi e nella neve, laddove le vostre più incantevoli favole prendono luogo.

Quello di cui avrete bisogno, per preparare una torta di questo livello nel modo più semplice e stringato possibile, è qui alla vostra portata di mano:

Schema

  1. 1 x Torta Margherita con tutto quello che occorre per farla. Costituirà la base dell’ornamento, e ha tutte le istruzioni del caso nella scatola. Lascio a voi questa fase primaria, basta che il risultato sia una torta adatta allo scopo.
  2. 2 x Panetti di Pasta di Zucchero. Uno utilizzato, e uno di scorta 🙂
  3. 3x coloranti alimentari, che solitamente trovate nello scaffale accanto alla pasta di zucchero. Facciamo un bel Rosso/Verde/Blu e non se ne parla più.
  4. 1 x Panetto di Pasta frolla per biscotti già pronta, utile per fare le pareti della casetta in biscotto, appunto.
  5. Del cioccolato fondente, per creare il collante che unirà e arricchirà i biscotti quando pronti. Occorre anche il pentolino per la bagnomaria, che permette di scioglierlo…
  6. Della Marmellata. “Io amo la Marmellata”.
  7. Qualche stampino di plastica, per fare i cuoricini, o le porte, o la greca che circonda la torta, o anche le scritte… qualche stampino la cui forma vi interessa mettere nella torta.
  8. 1 x Zucchero a velo. Ve lo devo dire? Ok, dello Zucchero a Velo. Ve lo devo dire? e cosi via all’infinito…

Bene, ora possiamo iniziare!

Fase 1 – La casetta non ancora Lappone… per ora!

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Per ottenere una casetta di buona fattura, dovete creare con dei semplici fogli a quadretti il progetto delle pareti, e costruirla su carta. Non c’e’ bisogno di righello, basta contare i quadretti e ritagliare. Create quindi una superficie rettangolare che sarà la base; poi dal lato lungo di questa ricavate le misure delle 2 pareti laterali a cui darete un’altezza voi; Dalla base e dalle pareti laterali ricavate inoltre le misure delle facciate, a cui aggiungerete un’altezza centrale nel mezzo del rettangolo derivato, ottenendo di fatto il Pentagono, non della Casa Bianca, ma della Lapponia Bianca… (l’ho capita solo io?)

Ok, attenzione, il tetto è truffaldino, ha i lati più lunghi sia davanti che di lato. Chi mai costruirebbe un tetto che non fà un pò da tettoia? Chi mai chiamerebbe tettoia un elemento edile che non copre oltre il perimetro? Ok, procediamo: ritagliate dei rettangoli adeguati. Alla fine dovreste avere in cartaceo una base, un pentagono frontale, un rettangolo laterale, e un rettangolo del tetto. Salvo la base vanno tutti moltiplicati per 2. Prendete la vostra pasta frolla, spianate bene, e ritagliate suddette forme. Infornate per ottenere i vostri biscotti alla solita: 180°C. Non bruciateli.

Fase 2 – Ho i biscotti, ma come li unisco?

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Arriva il mio preferito, il cioccolato fondente. Scioglietelo nel pentolino apposito. Se siete buongustai (come me) ci si puo’ mettere una punta di peperoncino piccante per renderlo unico! I più storceranno il naso (i soliti scettici un pò fichetti), ma secondo me il risultato è ottimo. Magari non mettete il peperoncino se i destinatari saranno un gruppo di marmocchi in tenera età… questo è ovvio.

Ora dovete approntare una scatola con della pasta forno, per poter mantenere le pareti verticali nonostante non siano ancora incollate tra loro. La mia soluzione è quella di spessorare con carta forno e usare una scatola alimentari delle dimensioni simili alla casa. Come nell’esempio:

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Stessa cosa per il tetto, cercando di tenere l’inclinazione della facciata della cassetta. Quando pronti inizate a spalmare il cioccolato sulle giunture, in modo convincente, per fare in modo che penetri e faccia il suo “sporco lavoro”, unire due superfici e fare dei buonissimi biscotti al cioccolato.

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Il risultato dovrebbe coincidere con questo disastro apparente:

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E cosi..

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Riporre la futura casetta in frigo a solidificare. Dopo un paio di ore dovremmo essere pronti con pareti incollate perfettamente.

Fase 3 – Preparazione della piana

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Prendete la vostra torta di base e tagliate la sfericità superficiale creando di fatto una pianura, dove poggerà la casetta. Per migliorare il gusto della torta tagliatela anche a metà e farcite con marmellata tutto l’interno. Poi farcite sopra con altra marmellata e spostatela dall’area di lavoro…

Fase 4 – La Neve La Neve!!!

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Prendete la pasta di zucchero: è dura… quindi dentro qualche secondo nel microonde, fino a che diviene malleabile. Problema 2: appiccica? usate dello zucchero a velo. Problema 3: e’ un panetto insensibile e cubico… usate il mattarello e stendetela per bene, fino ad ottenere una superficie più grande della vostra torta, e comunque omogenea, nel senso che lo spessore deve essere ovunque sui 3/4mm. Infine arrotolatela sul vostro mattarello, e riprendete la torta piena di marmellata…

Con delicatezza srotolate il tutto sulla torta.

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Con manualità da vero muratore “della bassa”, tagliate l’eccesso di pasta di zucchero (e riciclatelo per dopo) e adattate con una spatola da cucina i bordi. Se non avete la spatola, usate uno strumento simile. Se non avete nemmeno quello, usate un bicchiere? Non avete nemmeno quello? Usate le mani. Se non avete nemmeno quelle, vi ammiro per le difficoltà di ogni giorno.

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Fase 3 – Gli abitanti chi sono?

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Con la pasta di zucchero in eccesso, prendete i coloranti e create il verde (Blu + Giallo) e qualche altro colore che vi interessa. Con il verde prendete dei coppapasta a stella, oppure fate a mano, e create gli alberelli disallineando le punte delle stelle man mano che si sale verso l’alto. Se avete il rosso, qualche pallina rossa puo’ essere appoggiata sulle punte degli alberelli (Infine se volete la neve, allora ci vorrà lo zucchero a velo, ma alla fine, altrimenti si assorbe).

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Sempre con la pasta di zucchero fate 2 palline e create 2 pupazzi di neve. Non dovrebbe essere troppo difficile fare anche dei cappellini, magari di altro colore, dei nasi a carota, delle sciarpe o dei fiocchetti e dei bottoncini sulla pancia… La vostra fantasia vi guiderà… forse. Ah, già che ci siete, occorre un caminetto.

Infine ricavate la misura del tetto dai vostri biscotti, e con la pasta di zucchero bianca create una superficie di neve che la ricoprirà, con delle ondulazioni come in foto; questo se e solo se non siete in grado di fare originali stallattiti di ghiaccio perfettamente allineate a dei verticistici elementi delle angolarità del tetto innevato. Siccome non so cosa ho detto, fate come nella foto e basta… 😛

Fase 5 – Creiamo la scena Lappone!

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Prima di effettuare l’assemblaggio finale, prendete lo zucchero a velo con dell’acqua, in una tazzina, e create la famigerata “ghiaccia reale“, un composto liquido, viscido ma commestibile e collante. Questo unirà i sederi dei nostri pupazzi di neve, ed anche della nostra casetta alla struttura della torta.

Andiamo con ordine, prima di tutto va posizionata la casetta, centrata sulla piana. Poi va arricchita da finestre e porticina, che avete approntato con la pasta di zucchero. Infine va coperta con la superficie bianca del tetto. Usate la ghiaccia reale per attaccare gli elementi.

A questo punto procedete cautamente e con ordine nel collocare Alberelli, pupazzi di neve, e per chi aveva formine e pasta di zucchero avanzata, una greca rossa sulla base, come in figura, che a dire il vero è opzionale ed a discrezione vostra.

Attorno potete farcire con scritte del tipo, “Buon Anno”, “Buon Natale”, “Ciao Giovanni”, “Hail to the King” o quello che volete voi… basta che venga mantenuta l’integrità dell’opera d’arte.

Orbene. Se siete arrivati fin qui, potrete assaporare l’amaro gusto di vedere la vostra opera d’arte stupire gli ospiti e, poco dopo, venir dilaniata e mangiucchiata da pargoletti affamati o commensali noncuranti delle ore passate a realizzare il tutto,

Buon Cake Design quindi, e non preoccupatevi se la prima volta non esce perfetta.. E’ la fame che Acceca!

_Lord Hol Napult_

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