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All’inizio è solo distrazione. Non vuoi ammettere di essere proiettato verso una realtà che ti stravolgerà l’esistenza e pur sapendo che sarà un esperienza indimenticabile, cerchi solo di non pensarci troppo.

Pensare in realtà significa farsi prendere un po’ dal panico. Il panico naturale e ribollente che si assapora prima di avere un figlio.

Passa qualche giorno, qualche mese, e inizi ad affrontare la cosa cercando conforto nella moglie (o compagna che sia). Qualche libro, per curiosità ed anche per sopprimere l’ansia, lo leggi. Cose del tipo, essere mamma, diventare mamma, la salute del bambino… parole chiave di un mondo che non ti è appartenuto fino ad oggi.

Arrivano i primi esami “di verifica”. Oramai siamo piuttosto avanti con l’età e le statistiche, bastarde e infide, minacciano la tua stabilità interna con annunci sui mille problemi che un nascituro può avere, genetici, mentali, di postura, di costituzione, di pelle. In TV ti vengono proposte tutte le forme di vita umane con stranezze e gravi problemi ormonali. Speri che non tocchi a te, ma in realtà speri che nonostante quelle persone risultino perfettamente capaci di amare e sorridere, quello che non saprai affrontare è l’enorme spesa economica e di tempo che una complicazione richiede. Il mondo in cui viviamo, se è stato a misura d’uomo per qualche tempo, beh.. ora non lo è più, e la sensazione di schiavitù sociale dovuta a tasse opprimenti e servizi scadenti, assistenza zero… è troppo.

I pensieri di una sola sera non possono essere sufficienti per gli esami “di verifica”. Con la clausola del fatto che si tratti di solo “screening” e quindi mai una certezza o un dato reale. “Reale”… “Neo, definiscimi la realtà…”. “No Morpheus, non questa sera!”.

Si avvicina il periodo e tutto sembra comunque andare bene. Ma la notte non è più tranquilla. La notte non è più una notte di quelle spensierate e giovanili, quando di preoccupazioni non ce n’erano, e si poteva ascoltare il canto dei grilli seduti in terrazza al fresco della luna.

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Lettera Aperta ai Padri d’Italia…

slave

Cari Padri d’Italia,
a voi uomini che avete cavalcato dal dopoguerra hitleriano fino alla rinascita economica, e poi dritti nell’era buia di crisi e cemento contemporanea, e a voi che ancora vi ostinate a lavorare dopo tutti questi anni, a tutti voi che in qualche modo ve la siete cavata anche se non sempre cadendo in piedi, a voi che cercate un modo per spiegarci il mondo, io vi chiedo o vi imploro, date seguito ai miei dubbi con la vostra attenzione…

Siamo in un ventennio buio che sembra non finire più. Dalle morti della mafia concentratesi nel 1982 il messaggio che la malavita era interessata fortemente ad acquisire i luoghi di potere doveva essere chiaro a qualsiasi babbeo, ed invece non è stato così. Ed dall’82 si è concentrata la criminalità sotto tutte le forme possibili, vertenze spregevoli, come ad esempio gli agganci per favorire leggi mafiose, gli appoggi, le cupole, la P2, o veri e propri leader selezionati che sfruttando ogni mezzo si sono impadroniti di pubblici soldi e soldi e ancora soldi

Una fame di denaro inarrestabile quella del mafioso. Dalla borghesia cittadina dritto dritto al governo della nazione! Una mercificazione dell’esistenza che non ha eguali, se non paragonata ad un virus cancerogeno tra le cui virtù si nasconde anche quella di ammazzare il sistema che lo ospita, a discapito persino della propria sopravvivenza.

E’ forse chiaro, cari Padri d’Italia, che abbagliati da film, musica, sigarette, bar, bocciofile, balere, viaggi e beni di frivola materialità, e rimbambiti da falsi TG e probabilmente anche da preferenze subconscie di tipo calcistico, politico, iconografico (riferito ai fiori, alberi, motti, inni, simboli rivoluzionariostorici la cui politica offre numerose varianti…), l’attenzione per la cosa pubblica è andata scemando mano mano.

E’ forse chiaro, caro Padre d’Italia, che il considerare le proprie otto ore di lavoro negli anni settanta/ottanta ti autorizzavano ad essere cittadino “stanco la sera” che non vuole saperne di altri problemi. E’ oltresi chiaro notare che nei discorsi tra padri, ancor oggi si protegge a spada tratta questa o quella fazione, ma mai, e dico mai, si portano esempi genuini e concreti fatti da questo o quel partito; in quanto esempi genuini e concreti, si intente una vera e propria azione di progresso e miglioramento nei confronti dell’ambiente o del popolo; di fatto non ve ne erano…

Per capirci, gli esempi genuini potevano essere il restauro di scuole un pò vecchiotte, l’apertura di aree verdi, l’appoggiare economicamente collaborazioni scientifiche e territoriali, il finanziare la ricerca e lo sviluppo di fonti rinnovabili per slegarsi dal monopolismo, il fornire tassi agevolati per le piccole e medie imprese magari anche solo nei primi anni di avviamento, e mille altri esempi genuini che anche un fanciullo può facilmente comprendere nella loro positività.

No, nei discorsi più volte ascoltati, gli esempi erano talmente articolati che solo un “bravo ragioniere con anni di esperienza” poteva comprenderli, e sicuramente non certo l’interlocutore davanti a noi, visto che di “ignorante” si trattava sempre. Praticamente, cari Padri d’Italia, avete consciamente o inconsciamente difeso, in quei discorsi seriosi e articolati (e sempre con la famosa spada tratta), un grosso ammasso di STRONZATE, oltresì dette: Mafia! Ciò che abbiamo perso in questi anni non può che essere opera di criminalità organizzata.

Cari padri d’Italia, mentre l’economia degli anni ’80 mostrava i suoi eccessi e le sue virtù, in qualche modo, avete vissuto anche la gioventù dei vostri figli.

L’ignoranza del fattore mafia-stato, troppo spesso trascurato, si è lentamente insinuata nella quotidianità di ognuno, ed ha raggiunto il vertice nei giorni nostri (2014). Siamo nati in catene, catene invisibili tra muri invisibili, ma pur sempre in catene.

Cari padri d’Italia, senza alcun rancore, io vi chiedo ora di rispondere ai vostri figli e nipoti del fatto che la noncuranza della cosa pubblica ha portato, ad oggi, all’assenza di sanità pubblica, economia, commercio regolare, servizi pubblici funzionanti, lavoro meritocratico, lavoro tutelato da leggi, lavoro adeguatamente retribuito in base ai costi della vita, e dannazione, anche tempo libero! Nessuno è una macchina instancabile anche se dice il contrario…

Cari padri d’Italia, spiegate a spada tratta che cosa si pensava che facesse la mafia-stato una volta raggiunto il luogo del potere? Pensavate forse che si sarebbe bevuta un “buon caffè“? O che si pavoneggiasse di essere in cima alla collina di comando dell’Italia?

Considero la convinzione assoluta un lusso di chi NON è minimamente coinvolto. L’attuale classe politica del resto è piena di “convinzioni assolute”, e mai minimamente coinvolta… Essi hanno sempre una risposta a tutto, elegante e incravattata, elargita col sorriso semi serio per dare tono e freschezza, come fosse un dogma pronunciato da altari “microfonati”, come fosse la soluzione che tutti vorremmo sentirci dire… E fino ad oggi ci abbiamo creduto! La risposta del secolo è sempre arrivata, e ancora arriva. E’ l’assecondamento che le nostre menti necessitano per vivere in pubblica (e dormiente) tranquillità.

Ora siamo qui. In effetti non sembra più nemmeno colpa di nessuno. Del resto non posso prendermela solo con i Padri d’Italia… loro mi direbbero, rimboccati le maniche e combatti le tue battaglie. E così farà per forza la mia e le prossime generazioni, una classe di guerrieri forti o mollicci che siano… ma ammettiamo che sarà difficile difficile combattere in catene. Sapete, al momento di schivare un colpo si inciampa, e cadendo si prende anche il colpo stesso. Pochi vincono così.

 

Devo razionalizzare: pensiamoci freddamente: lo status quo credo sia questo:

I giovani non hanno soldi, cercano lavoro (e dignità) ma non compreranno casa, non faranno figli, e se li faranno sarà in tarda età o li gestiranno come aspirapolveri… un po’ la mattina presto e un po’ la sera tardi. Non solo…

I più giovani dipenderanno dalla pensione dei genitori fino ad almeno 35 anni, taluni 45…

La pensione di un padre arriva fintanto che una famiglia è depositata come tale all’anagrafe ed uno dei due coniugi è in vita. Ora l’età media dell’esistenza, perdonatemi il calcolo che costa anche a me forte emotività, è di circa 75 anni. I padri di oggi hanno 60/70/80 anni. Alcuni di loro ancora lavorano per colmare i debiti di una vita, ma è comunque un vano tentativo di recuperare le sorti di errori precedenti, visto il mercato morto…

Padri d’Italia, riuscite, guardando oltre la fitta nebbia? Riuscite ad immaginare cosa succederà quando la vostra generazione dovrà dipartire da questa landa blasfema di lacrime e sangue mentre la prole, la vostra prole, annega nel 45% di disoccupazione sociale?

Che ne sarà di questi “bamboccioni” come certi arroganti, magari difesi a spada tratta in vari bar, hanno osato definire?

Ecco cosa succederà:
Un intera schiera di gente affamata e umiliata, nel fiore dell’età, inizierà a smuovere le fondamenta di tutto quello che avete conosciuto come Stato di Diritto, o Italia. Inizieranno furtarelli, furti, poi micro città stato criminali, guerre intestine, scompigli con l’ordine pubblico, omicidi e suicidi a pari merito e costante aumento, violenze, degrado, fame, povertà, ignoranza dilagante, orfani agli angoli delle strade, malattie, pestilenza e abbassamento di qualsiasi ipotesi di sopravvivenza reale; poi ci sarà l’intervento delle nazioni unite, i soccorsi, e poi l’insediamento di gruppi terroristici anti nazioni unite e anti soccorsi, ed infine, abbattimento di barriere territoriali, deserto, polvere e silenzio come epilogo finale. Basterebbe guardare ad ovest per avere un esempio concreto.

Semplificando: Il caos.

 

Ebbene, io dico invece di ignorare la paura. Forse questo non è esattamente quello che succederà. Forse abbiamo ancora una mezza possibilità così come la fievole luce della speranza e della volontà che ci portiamo dentro. Forse … ma credo che sia una delle ultime scelte a cui faremo affidamento…

 

Cari Padri d’Italia, a voi che ormai soffrite con la gioventù attuale tutto il dolore del mondo, a voi le cui intenzioni chiaramente non erano quelle di rubare la gioventù altrui, ed a voi che cercate di fare di un’abitazione una Casa… a voi io imploro, per le scelte che verranno, non arroccatevi in false convinzioni. Fatele, per questa volta, assieme ai vostri figli, e nipoti, e giovani che proteggete, e non per imposizione o perchè voi sapete cosa è giusto e loro no… fatelo per dimostrare a voi stessi che almeno una volta nella vita avete saputo mettere in dubbio (e in gioco) voi stessi e il vostro futuro. Diventate loro pari, scendete al loro livello, ignorate le vostre sicurezze e inglobate il loro timore, ed allora, solo allora, sarete una forza sola, molto più grande e molto più potente di qualsiasi altra forza abbiate mai costituito in un’intera vita.

Beh, forse a causa di ciò, nulla cambierà…. Ma questo sforzo, questa “scelta”, almeno questa, l’avrete decisa insieme, e sarà già parte di un nuovo risorgimento italiano.

Father and son

_Lord Hol Napult_

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