Oramai ci siamo! Futuro, ultima frontiera dell’umanità e barriera infranta dall’uomo dei film fantascientifici degli anni ’80. Oramai ci siamo! Cellulari touch screen, connessione veloce ad internet, multimedialità ed elettronica ovunque, tecnologie pulite e servizi veloci ed efficienti, ed una maggiore coscienza globale di se’ stessi nell’universo…

Treno 2014SCRIIIIIIIIIIEEEEEEKKKKKKkrriiiiieeeeeeeeeeekkkk!!
Le mie fantasticherie si interrompono con la frenata in ritardo cronico di 5 minuti del treno sganghero Trenord (ex-Trenitalia, ex-ferrovie dello stato), mentre vetri, meccaniche e rotaie vecchie di quarant’anni tentano di convincermi che ce la faranno ancora per quest’anno. Il suono è talmente acuto ed assordante che devo tapparmi le orecchie.

L’occhio ormai allenato scorre l’interno delle carrozze alla ricerca del “corridoio” libero, visto che di posti a sedere non se ne parla oramai da anni (salvo agosto o festività nazionali in cui solo io lavoro?). Mi trascino senza speranza nell’ultima carrozza, dove un forte odore di sudore penetra oramai le pareti. Al cambio stagione poi è concerto di tosse e geiser vaporiferi.. Si passa tranquillamente dai 7°C ai 30°C, sopportabili solo da chi nel vagone c’è da un bel pò. Coraggio, se la fortuna mi assiste trovo una maniglia libera a cui aggrapparmi, oppure in sequenza la zona 3 sedili offre un punto in cui appoggiarsi, o infine la carrozza per le bici.
L’area bici è sempre ottima, c’è fresco, poca gente e posso guardare dal finestrino senza controllarmi troppo le spalle: serial killer e ladri di cellulari sono sempre in agguato, almeno nella mia testa.

I controllori non mi chiedono mai il biglietto; mi guardano in faccia, vedono depressione e stanchezza, mi domandano se ho l’abbonamento e mentre annuisco li vedo procedere oltre. Quello è l’unico discorso non discorso che si fà. Dovete sapere infatti che gli “Italiani-Italiani” non dicono mai nulla, chini come zombie repressi sui loro cellulari o al walkman. Le voci di ogni nazionalità rieccheggiano invece per tutto il viaggio, diventando del resto un miscuglio incomprensibile. E’ incredibile il carisma che anno le persone di colore alla mattina sul treno delle 7, peccato che parlino solo tra di loro un simil-inglese pieno di vocali, di cui capisco solo, ogni tanto, un “no-respect”, “medic”, e “auawiwoua!”…. come faccio ad integrarvi se criptate tutto?

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Il “viaggio della speranza” per fortuna non dura molto, poco meno il tempo di svenire (nelle giornate peggiori) ed abbastanza da doversi svestire di vari pezzi prima che la folla delle fermate successive riduca i 60cm di raggio-vita con maniglia (il mio lusso) in un 30-40cm senza maniglia (che non chiamo però più a questo punto “raggio-vita”). E’ chiaro, si soffoca, ma guai ad aprire! Fuori fa freddo…

La stazione di arrivo si avvicina, ed ecco che già i primi cretini cominciano a spingere, come all’asilo, come alle medie, come alle superiori, come in mensa a naja, come in coda allo sportello.
Del resto sanno che la loro “coincidenza” (miraggio alla pari dell’onda verde per chi sa cosa intendo) dura poco pìu di due o tre minuti, sempre che il ritardo non sia 7 o 8 minuti ma solo 5, come accennavo prima.

Io scendo, non bado oramai più a nulla, seguo la massa come un caprone e penso tra me e me che le pecore e le bestie viaggiano alla stessa maniera ma loro sono felici e belano di gioia, io no!

Arrivato alla stazione è tutto un “lavori in corso”, e quando sarà finito il lavoro in corso sarà una stazione meno performante del prima lavoro in corso… ma cosa stiamo facendo a Bergamo!?

Esco, o meglio scappo psicologicamente, e cerco libertà nel piazzale. Mi aspetta una passeggiata da quasi 2km per arrivare al designato loco… oramai ci sono abituato mi dico, oramai cammino senza problemi, e del resto sarebbe anche cosi, ma davanti e dietro la stazione ci sono solo strade ad altissima concentrazione di traffico. I marciapiedi sono larghi, meno male, ma purtroppo l’aria è irrespirabile.

Ricordo di aver usato la sciarpa spesso come filtro durante l’inverno, sia per non sembrare un bandolero del far west che per non soccombere allo smog. E poi clacson, frenate stridule agli ultrasuoni, pulmann che hanno motori roboanti nonostante il buon intento del mezzo pubblico, ed infine macchine frettolose, con gente al limite della sopportazione, sempre esasperata, sempre tesa, sempre in colonna. Non capisco se mi fanno più pena loro o lo stato in cui arranco io… ah, l’ignoranza è un bene. Procediamo.

Vedo accando alla strada i piccioni, e ricordo con nostalgia il mio vecchio post: Il Piccione è un essere superiore. Da allora, nulla è cambiato.

La strada offre quà e là la visione di come l’animo umano in quel luogo si lasci andare al caos. Per terra scorgo siringhe usate, cartacce di ogni tipo e pubblicità che schizzano dal Politico al Supermarket senza nemmeno domandare il permesso di essere talmente schizofreniche.
I tabelloni invece si dedicano a pubblicità di maggiore effetto, cose del tipo: “raccogli il tuo coraggio e diventa un super eroe”, “Azzarda la scelta che hai sempre desiderato”, “la vita va vissuta così, da protagonista!”. Oramai mi annoiano le dicerie competitive e arroganti. Non riesco nemmeno a finire di leggere la scritta, e scorgo persone che si trascinano con cenci e ciabatte rotte, sguardi cupi, stanchezza di mattina, rassegnazione di sera, depressione ovunque, e chi non è depresso vagheggia irritato quà e là.

Che dite, è questo il Futuro? Oppure siamo capitolati per inerzia nella nostra stessa trasgressività moderna? Non lo sò, oramai comprendo solo che domani è un altro giorno che assomiglierà molto a questo ed è bene che mi inventi qualcosa per distrarmi dalla pessima routine che eseguo, e devo farlo prima che capitolì a questa maniera anche io… devo farlo perchè devo, e non c’è scelta…

I giovani sono il futuro…comunque sia non mollate! Avanti tutta!