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New-York-Dark(Play audio for full immersion reading)

Rammento ancora con tristezza e rimorso il trascorrere degli ultimi 20 anni. Essi sono sfuggiti senza chiedermi il permesso. Rammento che mentre la lancetta ha segnato le sue irreversibili ferite nella carne, il tempo è passato, e purtroppo verso un nonsense di ardua comprensione, almeno per me. Le proiezioni della mente tanto ardite quanto folli della prima gioventù si sono infrante tutte quante, come specchi esplosi sul marmo di una stanza reale. La grande stanza altro non è che un decadente riflesso di intenti e aspirazioni fallite in interminabili tentativi perduti nel tempo… cosi come “le lacrime si perdono nella pioggia”.

Non si cammina più. Ora ci si trascina verso la porta di uscita. La si brama, la si anela, ma si riconosce a se stessi che persino avvicinarsi di un passo in più nella speranza che la monotonia finisca, sembra essere un faticoso cammino. E’ il fardello che ci affligge. Ogni giorno un sassolino in più, come una clessidra di sabbia sopra le nostre spalle, e ogni giorno un passo in meno, forse. Iperbole o logaritmo che sia, non vi è garanzia alcuna che il tristo traguardo dell’esistenza sia raggiunto in piedi;  sembra di vederlo sfuggire all’infinito.

Io stesso, come riflesso di questa epoca buia, credo di aver perso le speranze della gioventù. La differenza tra Vita e Sopravvivenza è abissale se ci rifletto un secondo.. navigo in un mare nero dove solo le ombre mi accompagnano, e dove solo il tempo mi spinge oltre. I cosiddetti capisaldi dell’uomo, o dell’uomo moderno se preferite, li ho mancati tutti, uno dietro l’altro. In un solo colpo mi ritrovo lucido e presente, o condannato a lucidità e presenza, in una realtà assurda quanto la follia del peggior malato di mente. Se per bilanciare la follia significa riconoscere sè stessi come folli, in quanto l’esterno non può andare oltre certi limiti, allora sarò folle tra i “normali”. D’altronde non possiamo criticare un sistema che funziona da millenni.

In cuore nutro ancora la speranza che la verità sia verità, a prescindere dal fatto che non vi creda alcuno; o, se preferite, che una falsità sia falsità a prescindere dal fatto che sia sostenuta da molti…spesso troppi. Sinceramente parlando, non ne sono più così convinto, sembra che il numero soffochi e definisca nuove vie. Trovarsi lucidamente anomali è come sapere di dover sistemare un’istruzione informatica imprecisa ed ignorarne comunque la sua correzione in quanto sorella di mille altre come lei. O le fai tutte oppure…

Resta quindi un solo unico aspetto da risolvere. Un piccolo aspetto che solletica una parte remota del mio cervello al punto di seguitare nel tormentarmi fintanto che non abbia trovato una qualsivoglia possibile ma plausibile risposta. Ebbene cosa accadrà quando toccherà a noi essere gli uscenti da questa matrice globale? Cosa accadrà quando non sarà più sufficiente un sistema colluso e mafioso per far proseguire le nostre vite e quelle di coloro che stanno dopo di noi perchè mancheranno quelli che sono stati Vivi prima di noi? Percepisco dalla strada i primi segni di collasso sociale, un decadimento sistemico che inizia ad inondare di errori le strade. Gente che mendica, gente che spaccia, gente che si impone senza ritegno pensando che la propria salvezza passi da li.

Tutto inutile.

Il boccale marcio continuerà a perdere vino fino ad esaurirne il prezioso contenuto. Vano è l’intento di giustificare un sistema millenario come funzionante, se nel nostro piccolo abbiamo lasciato che i tarli si impossessassero di ogni venatura. Forse si sentiva solo l’esigenza “subconscia” di rompere tutto per il gusto di rifare tutto d’accapo. Fare meglio. Ripartire dagli elementi contemporanei e sgravarsi del vecchio. Lo stesso Chrome è nato dopo Firefox ed Explorer, ed era più leggero e veloce. Ora è tempo di SeaMonkey? Però… però… intere vite a confronto ravvicinato con i propri avi che devono raccordare tutto ciò che non saranno mai all’interno delle loro menti. Però… però… questo momento transitorio di nonsense quanto pesante sa essere in certi momenti. Se ci fossero opzioni le userei tutte. Ma a che scopo. La strada è stata scelta tanto tempo fà e adesso non bisogna fare altro percorrerla…

Lo accetto. E’ il mio destino. Ma badate bene,
è anche il Vostro…

Lord Wolf

_Lord Hol Napult_

Lucciola
Questa sera, una sera come le altre, mi sono dovuto fermare ad una pompa di benzina; nell’ombra, tra auto anonime che scorrono sul provinciale, nella noncuranza di taluni e nella predisposizione malata di altri, vivono le Lucciole.

Esse sono come sirene degli antichi racconti, sono figure oramai assodate del paesaggio, longilinee e denudate nel profondo della notte, ma come antichi cipressi evocano echi senza parlare, distraggono senza muoversi e ti ispezionano nel profondo senza alcun permesso.

Esse pretendono attenzione attraverso un’antica malia, e che sia benevola o malvagia, dal loro eco spesso cadono nella ragnatela coloro che vagano in una pesante oscurità interiore.

Vedo, dalla mia pompa di benzina, che non basta il tempo di un mezzo pieno prima che dal grande mare un pesce abbocchi, forse attratto dalla brillantezza dell’esca del Luccio, o forse solo perché alla ricerca di un faro con cui orientarsi nell’eterno buio dell’esistenza di questo viaggio.

Se le macchine indicano ancora il ceto sociale, il BMW di ultimo modello accostatosi indica che un ricco aitante è alla guida, ed è la preda ideale. Coloro che sono ricchi di denaro e di beni materiali come case, macchine, serate “acide” o per stare leggeri solo alcoliche, sono invero dei Poveri “in tutta questa ricchezza”; sono talmente poveri che persino Tu, che leggi ora, hai più di loro… una guida magari, un karma, qualcuno da amare nel tempo, uno scopo, un alto obiettivo, un dono di maestria, un senso delle cose. Ti chiedo comunque umili scuse per aver rotto il vetro tra il mio racconto e il tuo ego, non era opportuno…

Il senso delle cose ormai rifugge abilmente anche da me. La realtà che viviamo è un’ illusionista professionista che non lascia spazio al pensiero riflessivo, o alla meditazione.

Gli obiettivi che si vedono sono stati abilmente inculcati nelle nostre menti e sono chiaramente ormai l’unico scopo di vita sia di menti deboli, ormai succubi a questo dictato, sia di menti meno deboli in quanto travolte senza alcuna sportività umana.

Drugs and Money

L’era moderna è riconducibile alla ricerca di tutto questo: soldi, potere, supremazia sulla razza, supremazia sul territorio, supremazia sulle creature meno evolute, velocità incontrollata con i vari mezzi, libertà che lede altrui libertà (nelle sue varie forme), eccessi senza senso come alcol e droga, micro “compensativi” come tabacco e vizi vari, sesso senza alcun sentimento profondo, noncuranza dell’esistenza, noncuranza dello spirito, noncuranza del corpo e… purtroppo, il compagno fisso di tutto ciò…
l’Oscurità infinita dell’Ego.

Si arriva al punto in cui non si respira più, le pareti attorno si fanno alte, molto alte, e ciò che ci circonda diviene incolore, inodore, piatto e coreografico, un’impalcatura che non ci diverte più, una trama già troppe volte vissuta o recitata.

Si arriva al punto in cui ci accorgiamo che la vita, la nostra unica vita, la nostra unica possibilità quaggiù, nella landa del libero arbitrio, non vale più nulla.

Ed infine l’Oscurità ci domina e ci invade, e si finisce scomparendo come foglie d’autunno cadute nel lucido specchio del vasto Lago del Tempo…

E se non volessimo questo destino?

Forse… forse… la chiave di lettura corretta in questo maledetto caos è semplicemente una:
Osare Coraggio! E resistere… Ora. Sempre.

Lord Hol Napult

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