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TassazioneItaliana2016Buonasera lettori.

A lungo ho cercato per siti e forum le risposte al quesito che cercheremo di chiarire stasera. Finalmente ho ottenuto tutte le risposte che volevo basandomi sulla personale esperienza di un amico. Troppa teoria e formule astruse mi stancano e, probabilmente, stancano chiunque; cercherò quindi di fare un sintetico e preciso punto della situazione.

La domanda che si vuole risolvere è: quanto rende un investimento sicuro oggi attraverso linee vincolate a tasso garantito?

Nessuno di noi è nato manager e azionista, investitore incallito, o giocatore d’azzardo tra indici e tabelloni di Wall Street. Una buona parte delle persone ha compreso che il vero guadagno passa sia dagli interessi maturati, sia da una gestione a rischio bassissimo che ovviamente non impegna e non stressa, lasciandoci maggiormente liberi di gestire al meglio la nostra umile esistenza…

Attualmente il sistema di conti correnti non rende proprio nulla, e se consideriamo il canone mensile erode silenziosamente il nostro capitale senza offrire vere opportunità di risparmio.

Ci sono però soluzioni online che offrono la possibilità di spostare il denaro su un “deposito di risparmio” e quindi di vincolarlo per 3, 6, 12 o 18 mesi, ottenendo di fatto un introito garantito a fine vincolo.

L’esempio che mostro sarà quindi un prototipo di investimento standard:

  • Investimento a linea vincolata della durata pari ad 1 anno
  • Valore pari a 10.000€ (per semplificare i calcoli)

Partiamo dal frontespizio che è la percentuale “sbandierata” sulle homepage dalle varie banche:

  • 1,20% di interessi per 1 anno

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New-York-Dark(Play audio for full immersion reading)

Rammento ancora con tristezza e rimorso il trascorrere degli ultimi 20 anni. Essi sono sfuggiti senza chiedermi il permesso. Rammento che mentre la lancetta ha segnato le sue irreversibili ferite nella carne, il tempo è passato, e purtroppo verso un nonsense di ardua comprensione, almeno per me. Le proiezioni della mente tanto ardite quanto folli della prima gioventù si sono infrante tutte quante, come specchi esplosi sul marmo di una stanza reale. La grande stanza altro non è che un decadente riflesso di intenti e aspirazioni fallite in interminabili tentativi perduti nel tempo… cosi come “le lacrime si perdono nella pioggia”. Read the rest of this entry

Capita spesso in questi tempi di dover trascurare i dettagli. Un mondo frenetico che non risparmia nessuno nel trascinare giù, in fondo al vortice, ogni essere vivente che abbia avuto la geniale idea di appoggiare i suoi plantari sull’asfalto ancora caldo di questa terra. E’ come cercare di cucire una calzamaglia mentre si corre… bisogna avere l’esperienza di una nonna e l’agilità di un podista veterano. Intendo, non l’esperienza nella calzamaglia del podista e la capacità di maratoneta della nonna… ok lasciamo stare.

Ciò che si evince comunque sono delle fastidiose incertezze create dall’uomo per l’uomo (e la donna), o forse per il soldo, o forse per il vortice che ci confonde mentre cuciamo la calzamaglia correndo, o qualcosa del genere. Confusione a parte, ora analizzerò step by step, meticolosamente, ogni aspetto stravagante che mi lascia perplesso, proponendo le mie personali soluzioni. Semmai abbiate il minimo intento di ascoltarmi ed il potere di provvedere,beh.. provvedete!

L’accappatoio 2.0

Lo strumento più comune per uscire da una doccia ed asciugarsi è l’accappatoio. Esso ci accoglie dal vano doccia al vano adiacente alla doccia, vista la mastodontica dimensione dei bagni di oggi (…). Il suo scopo, badate bene, non è banale. L’accappatoio è responsabile dell’ingrato compito di asciugare la pelata o folta chioma che sia, il torace, le braccia, le gambe, e… lo dico o non lo dico? Ok, il vostro beneamato fondoschiena e i famosi “gioielli di famiglia”.

Per essere un poco pratici allego una foto:

 accappatorio 1.0

Sono sicuro che converrete con me riguardo l’inadeguatezza di simile strumento ad adempiere a tutti i compiti a cui vorremmo “promuoverlo”. Se l’abito fa il monaco, si nota subito che l’accappatoio si indossa come un normale impermeabile, ma a differenza di questo non deve solamente far scivolare la pioggia verso un asfalto solcato da nonnine che corrono mentre cuciono calzini, bensi, l’accappatoio, ha il mero compito di asciugare anche le parti intime. Cari lettori, care lettrici, quante volte avete assunto pose assurde per asciugarvi le parti più intime tirando l’intera struttura da questa o quella parte. E non parliamo dei piedi? Sono forse meno importanti delle altre parti? Perche’ ci ostiniamo a trascurarli come se fossero un suppellettile? Asciugarsi i piedi ce lo insegnarono.. ehm… anche 2000 anni fa! Ci scrissero pure un libro pensate, ora non ricordo bene il nome, mi pare fosse …. uhm si, La Bibbia!

Ebbene, ora è l’ora di dire basta!

Propongo quindi la mia innovativa soluzione. L’accappatorio 2.0 di Lord Hol Napult, con evidenziate tutte le modifiche necessarie al fabbisogno giornaliero del cittadino.

Accappatoio 2.0

Grazie a queste rivoluzionarie e autocommentanti soluzioni non vi sarà più alcuna lagnanza da parte della rude e grezza, ma soprattutto unta sporca e impolverata, genealogia maschile. Docce frequenti e finalmente asciugamenti 2.0!

L’asciugamano 2.0

Passano gli anni, ma otto son lunghi, però quel ragazzo ne ha fatta di strada, ma non si scorda la sua prima casa, ora con l’asciugamano i suoi piatti può asciugar. Se state canticchiando smettetela, mi nauseate a vomito. Comunque, tornando alla questione critica sociale, ogni volta che un individuo asciuga i piatti lo fa con 2 o 3 asciugamani di questo tipo:

Asciugamano 1.0

Come noterete l’asciugamano è appeso ad un porta asciugamano, o rampino, da muro. Mi pare lampante. Molto evidente. Pare anche a voi dove si trova l’errore?
Quindi?
Nulla? Read the rest of this entry

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