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TassazioneItaliana2016Buonasera lettori.

A lungo ho cercato per siti e forum le risposte al quesito che cercheremo di chiarire stasera. Finalmente ho ottenuto tutte le risposte che volevo basandomi sulla personale esperienza di un amico. Troppa teoria e formule astruse mi stancano e, probabilmente, stancano chiunque; cercherò quindi di fare un sintetico e preciso punto della situazione.

La domanda che si vuole risolvere è: quanto rende un investimento sicuro oggi attraverso linee vincolate a tasso garantito?

Nessuno di noi è nato manager e azionista, investitore incallito, o giocatore d’azzardo tra indici e tabelloni di Wall Street. Una buona parte delle persone ha compreso che il vero guadagno passa sia dagli interessi maturati, sia da una gestione a rischio bassissimo che ovviamente non impegna e non stressa, lasciandoci maggiormente liberi di gestire al meglio la nostra umile esistenza…

Attualmente il sistema di conti correnti non rende proprio nulla, e se consideriamo il canone mensile erode silenziosamente il nostro capitale senza offrire vere opportunità di risparmio.

Ci sono però soluzioni online che offrono la possibilità di spostare il denaro su un “deposito di risparmio” e quindi di vincolarlo per 3, 6, 12 o 18 mesi, ottenendo di fatto un introito garantito a fine vincolo.

L’esempio che mostro sarà quindi un prototipo di investimento standard:

  • Investimento a linea vincolata della durata pari ad 1 anno
  • Valore pari a 10.000€ (per semplificare i calcoli)

Partiamo dal frontespizio che è la percentuale “sbandierata” sulle homepage dalle varie banche:

  • 1,20% di interessi per 1 anno

Inizio dell’investimento:

Ora poniamo i nostri 10.000€ all’interno del conto deposito e vincoliamoli per 1 anno a questo interesse. Un secondo dopo che l’azione è stata fatta si innescano delle conseguenze fiscali che riepilogo, aggiornate al 2016 dalla Repubblica Italiana:

  1. Imposta del 26% sull’interesse maturato (ovvero i soldi che ricevete in più a fine anno) e minimo di 1€.
  2. Imposta dello 0,20% sull’intera cifra investita (ovvero i 10.000€).
  3. Varie ed eventuali.

 

Introiti:

Ipotizziamo che l’anno sia trascorso ed e’ tempo di ritirare i soldi vincolati, e quindi il mio investimento da 10.000€ ad un tasso di 1,20% dopo un anno produce un ritorno di 120€ lordi.

 

Calcolo delle Uscite

1) Imposta sull’interesse:

Prendiamo i nostri 120€ e calcoliamo la trattenuta del 26%: -31,20€

Il nostro guadagno inizia a decrementare da 120€ a 88,80€.

2) Imposta di bollo

Questa imposta si applica durante l’anno. E’ ragionevole associarla alla linea vincolata in quanto non ci sarebbe se non avessimo vincolato i soldi. Nella magistrale arte di confondere la gente è una imposta che si applica a tutto il capitale investito. Nel nostro caso ce ne freghiamo, ed estraiamo solo la parte che grava sui nostri 10000€ di investimento.

Quindi calcoliamo lo 0,20% di 10.000€: sono in realtà -20€

I 120€ iniziali, poi divenuti 88,80€, calano ora a 68,80€ a causa dell’imposta di bollo.

Aggiungo considerazione molto importante: l’imposta di bollo si applica ogni 3 mesi per quattro rate all’anno, a prescindere da qualsiasi vostro introito. Graverà nel conto corrente ma sarà legata all’investimento. Questo significa che quando scade la linea vincolata avrete già pagato 4 rate da 5 euro ciascuna, per arrivare ai 20 euro totali di imposta.

Attenzione: come accennato, se anche la vostra linea vincolata non produce alcun reddito (magari per un annullamento dovuto a necessità di denaro) questa imposta viene applicata. “Chi ha dato ha dato…cùmpà!”.

Questo è un punto importante in quanto voi risparmiatori pensavate di guadagnarci in ogni caso, oppure di non perdere nulla nel caso che la linea fosse annullata. Non è così! (*ndB – questa evenienza non è stata verificata, e mai cercherò di verificarla, ma sono oltremodo sicuro che l’imposta non faccia sconto alcuno se annullate il vincolo).

Il vostro investimento a rischio zero quindi non è a rischio zero. Le linee vincolate anche se dal lato bancario non vi costeranno nulla, sul lato “Repubblica Italiana” avranno generato un debito dovuto all’imposta.

Varie ed eventuali:

Come imposte abbiamo finito. Vanno inoltre decurtati dall’interesse eventuali spese per vincolare il denaro o svincolarlo, o movimentarlo dal conto corrente al conto deposito, o vice versa. Queste spese le tralascio in quanto se avete una buona banca online dovrebbe essere tutto gratuito. Diversamente sono da considerare nel calcolo della gestione. Io considero il conto corrente come inizio e fine della transazione, per praticità.

 

Calcoliamo infine il totale:

Ho vincolato 10.000€ per un anno all’interesse di 1,20% e maturato un lordo di 120€.

Ho pagato imposte dirette e indirette ovvero: -51,20€.

Dopo le varie imposte mi resta un interesse netto di: 68,80€.

 

Se ci guardate bene è quasi la metà!

In sostanza, quanto risulta essere un interesse lordo dell’ 1,20% ?
Secondo i miei calcoli è 0,688%
(che nell’esempio da 10.000€ e facilmente visibile anche dall’interesse netto: 68,80€).

 

Considerazioni italiane:

Non esiste un investimento a guadagno garantito e rischio zero. Lo stato italiano agisce con due strategie di imposta per estrarre elegantemente soldi al piccolo risparmiatore. Le banche dal canto loro sono 10 anni che non offrono conti correnti con un interesse utile (a meno di considerare 0,00001% un interesse). Anche vincolare in modo sicuro del denaro significa rischiare quanto meno l’imposta di bollo se l’affare non arriva in porto. Tenere infine i soldi sul conto corrente genera una imposta di bollo del conto corrente, parallela alle imposte del deposito (32 euro annui per soglie superiodi a 5,000€).

Come si può uscirne da un sistema del genere se non malconci?

Non posso comunque esimermi dal completare questa analisi grezza e semplicistica, ricordando che c’è un’ultima imposta da onorare: l’IVA.
Quindi, dei vostri 68,80€ pagherete nel 2016 in Italia un’Iva del 22%. Il commerciante che vi venderà un oggetto dovrà considerare che il prezzo del bene andrà aumentato almeno del 22% prima di generare un utile.

Se si pensa che vengono messi a disposizione del “sistema economico” 10.000€, per riceverne pochi di più dopo un anno, lascia rattristati e perplessi. L’alternativa azionaria prevede di avere rischi elevatissimi e richiede un vostro coinvolgimento mentale decisamente alto… chi lavora quotidianamente non può nemmeno permettersi di seguire le azioni e se può lo fa dal posto di lavoro…

Vi sono infine altri investimenti costosi e poco sicuri, oltre che posizionati in modo strampalato in un mercato che di trasparente non ha ancora nulla.

Mi auguro di aver chiarito tutto. Avrei preferito trovare l’analisi qui presente quando cercavo di capire anche io la faccenda dei piccoli risparmi. Concludo allegando delle schede di utilità che mostrano le previsioni degli investimenti a linee vincolate annuali e varie percentuali di interesse.

Buona analisi e in bocca al lupo, qualsiasi budget abbiate!

 

interesse0v75 interesse1v00 interesse1v20 interesse1v75 interesse2v00

PS: tutti i valori ed gli esempi sono a titolo dimostrativo; potrebbero contenere errori non voluti o imprecisioni, o essere soggetti a modifiche esterne delle regole che ne invalidano la reale utilità.

 

_Lord Hol Napult_

New-York-Dark(Play audio for full immersion reading)

Rammento ancora con tristezza e rimorso il trascorrere degli ultimi 20 anni. Essi sono sfuggiti senza chiedermi il permesso. Rammento che mentre la lancetta ha segnato le sue irreversibili ferite nella carne, il tempo è passato, e purtroppo verso un nonsense di ardua comprensione, almeno per me. Le proiezioni della mente tanto ardite quanto folli della prima gioventù si sono infrante tutte quante, come specchi esplosi sul marmo di una stanza reale. La grande stanza altro non è che un decadente riflesso di intenti e aspirazioni fallite in interminabili tentativi perduti nel tempo… cosi come “le lacrime si perdono nella pioggia”.

Non si cammina più. Ora ci si trascina verso la porta di uscita. La si brama, la si anela, ma si riconosce a se stessi che persino avvicinarsi di un passo in più nella speranza che la monotonia finisca, sembra essere un faticoso cammino. E’ il fardello che ci affligge. Ogni giorno un sassolino in più, come una clessidra di sabbia sopra le nostre spalle, e ogni giorno un passo in meno, forse. Iperbole o logaritmo che sia, non vi è garanzia alcuna che il tristo traguardo dell’esistenza sia raggiunto in piedi;  sembra di vederlo sfuggire all’infinito.

Io stesso, come riflesso di questa epoca buia, credo di aver perso le speranze della gioventù. La differenza tra Vita e Sopravvivenza è abissale se ci rifletto un secondo.. navigo in un mare nero dove solo le ombre mi accompagnano, e dove solo il tempo mi spinge oltre. I cosiddetti capisaldi dell’uomo, o dell’uomo moderno se preferite, li ho mancati tutti, uno dietro l’altro. In un solo colpo mi ritrovo lucido e presente, o condannato a lucidità e presenza, in una realtà assurda quanto la follia del peggior malato di mente. Se per bilanciare la follia significa riconoscere sè stessi come folli, in quanto l’esterno non può andare oltre certi limiti, allora sarò folle tra i “normali”. D’altronde non possiamo criticare un sistema che funziona da millenni.

In cuore nutro ancora la speranza che la verità sia verità, a prescindere dal fatto che non vi creda alcuno; o, se preferite, che una falsità sia falsità a prescindere dal fatto che sia sostenuta da molti…spesso troppi. Sinceramente parlando, non ne sono più così convinto, sembra che il numero soffochi e definisca nuove vie. Trovarsi lucidamente anomali è come sapere di dover sistemare un’istruzione informatica imprecisa ed ignorarne comunque la sua correzione in quanto sorella di mille altre come lei. O le fai tutte oppure…

Resta quindi un solo unico aspetto da risolvere. Un piccolo aspetto che solletica una parte remota del mio cervello al punto di seguitare nel tormentarmi fintanto che non abbia trovato una qualsivoglia possibile ma plausibile risposta. Ebbene cosa accadrà quando toccherà a noi essere gli uscenti da questa matrice globale? Cosa accadrà quando non sarà più sufficiente un sistema colluso e mafioso per far proseguire le nostre vite e quelle di coloro che stanno dopo di noi perchè mancheranno quelli che sono stati Vivi prima di noi? Percepisco dalla strada i primi segni di collasso sociale, un decadimento sistemico che inizia ad inondare di errori le strade. Gente che mendica, gente che spaccia, gente che si impone senza ritegno pensando che la propria salvezza passi da li.

Tutto inutile.

Il boccale marcio continuerà a perdere vino fino ad esaurirne il prezioso contenuto. Vano è l’intento di giustificare un sistema millenario come funzionante, se nel nostro piccolo abbiamo lasciato che i tarli si impossessassero di ogni venatura. Forse si sentiva solo l’esigenza “subconscia” di rompere tutto per il gusto di rifare tutto d’accapo. Fare meglio. Ripartire dagli elementi contemporanei e sgravarsi del vecchio. Lo stesso Chrome è nato dopo Firefox ed Explorer, ed era più leggero e veloce. Ora è tempo di SeaMonkey? Però… però… intere vite a confronto ravvicinato con i propri avi che devono raccordare tutto ciò che non saranno mai all’interno delle loro menti. Però… però… questo momento transitorio di nonsense quanto pesante sa essere in certi momenti. Se ci fossero opzioni le userei tutte. Ma a che scopo. La strada è stata scelta tanto tempo fà e adesso non bisogna fare altro percorrerla…

Lo accetto. E’ il mio destino. Ma badate bene,
è anche il Vostro…

Lord Wolf

_Lord Hol Napult_

Capita spesso in questi tempi di dover trascurare i dettagli. Un mondo frenetico che non risparmia nessuno nel trascinare giù, in fondo al vortice, ogni essere vivente che abbia avuto la geniale idea di appoggiare i suoi plantari sull’asfalto ancora caldo di questa terra. E’ come cercare di cucire una calzamaglia mentre si corre… bisogna avere l’esperienza di una nonna e l’agilità di un podista veterano. Intendo, non l’esperienza nella calzamaglia del podista e la capacità di maratoneta della nonna… ok lasciamo stare.

Ciò che si evince comunque sono delle fastidiose incertezze create dall’uomo per l’uomo (e la donna), o forse per il soldo, o forse per il vortice che ci confonde mentre cuciamo la calzamaglia correndo, o qualcosa del genere. Confusione a parte, ora analizzerò step by step, meticolosamente, ogni aspetto stravagante che mi lascia perplesso, proponendo le mie personali soluzioni. Semmai abbiate il minimo intento di ascoltarmi ed il potere di provvedere,beh.. provvedete!

L’accappatoio 2.0

Lo strumento più comune per uscire da una doccia ed asciugarsi è l’accappatoio. Esso ci accoglie dal vano doccia al vano adiacente alla doccia, vista la mastodontica dimensione dei bagni di oggi (…). Il suo scopo, badate bene, non è banale. L’accappatoio è responsabile dell’ingrato compito di asciugare la pelata o folta chioma che sia, il torace, le braccia, le gambe, e… lo dico o non lo dico? Ok, il vostro beneamato fondoschiena e i famosi “gioielli di famiglia”.

Per essere un poco pratici allego una foto:

 accappatorio 1.0

Sono sicuro che converrete con me riguardo l’inadeguatezza di simile strumento ad adempiere a tutti i compiti a cui vorremmo “promuoverlo”. Se l’abito fa il monaco, si nota subito che l’accappatoio si indossa come un normale impermeabile, ma a differenza di questo non deve solamente far scivolare la pioggia verso un asfalto solcato da nonnine che corrono mentre cuciono calzini, bensi, l’accappatoio, ha il mero compito di asciugare anche le parti intime. Cari lettori, care lettrici, quante volte avete assunto pose assurde per asciugarvi le parti più intime tirando l’intera struttura da questa o quella parte. E non parliamo dei piedi? Sono forse meno importanti delle altre parti? Perche’ ci ostiniamo a trascurarli come se fossero un suppellettile? Asciugarsi i piedi ce lo insegnarono.. ehm… anche 2000 anni fa! Ci scrissero pure un libro pensate, ora non ricordo bene il nome, mi pare fosse …. uhm si, La Bibbia!

Ebbene, ora è l’ora di dire basta!

Propongo quindi la mia innovativa soluzione. L’accappatorio 2.0 di Lord Hol Napult, con evidenziate tutte le modifiche necessarie al fabbisogno giornaliero del cittadino.

Accappatoio 2.0

Grazie a queste rivoluzionarie e autocommentanti soluzioni non vi sarà più alcuna lagnanza da parte della rude e grezza, ma soprattutto unta sporca e impolverata, genealogia maschile. Docce frequenti e finalmente asciugamenti 2.0!

L’asciugamano 2.0

Passano gli anni, ma otto son lunghi, però quel ragazzo ne ha fatta di strada, ma non si scorda la sua prima casa, ora con l’asciugamano i suoi piatti può asciugar. Se state canticchiando smettetela, mi nauseate a vomito. Comunque, tornando alla questione critica sociale, ogni volta che un individuo asciuga i piatti lo fa con 2 o 3 asciugamani di questo tipo:

Asciugamano 1.0

Come noterete l’asciugamano è appeso ad un porta asciugamano, o rampino, da muro. Mi pare lampante. Molto evidente. Pare anche a voi dove si trova l’errore?
Quindi?
Nulla?
Su cavoli…
e va bene ve lo rivelo. L’asciugamano ha un solo angolo dove si può agganciare al rampino. Ora voi moltiplicate la ricerca di un angolo specifico su un asciugamano stropicciato, e moltiplicatela per tre. Ora moltiplicate per quante volte li usate in cucina, che normalmente sono una a pranzo e una a cena. Ora moltiplicate questo valore per le famiglie del vostro paese, e poi per il numero di comuni in Italia, e poi , evolviamo su è la globalizzazione che ce lo chiede e noi rispondiamo subitamente, moltiplichiamo per il numero di paesi nel mondo.

Accidenti, è un calcolo difficile. Proviamo a moltiplicare i primi valori per le famiglie nel mondo. Cerco un secondo quanti siamo..

Quindi:

6 secondi * 3 asciugamani * 2 volte 
* (7,5mld peoples / 4,2 membri per famiglia ) 
= 64.285.714.285,71 secondi

Cosa è questa cifra? Sono i miliardi di secondi che ogni giorno le famiglie del pianeta terra spendono per cercare l’angolo dell’asciugamano prima di poterlo agganciare al suo appendino.

Ecco la soluzione, l’asciugamano 2.0 di Lord Hol Napult!

Asciugamano2v0

Un asciugamano con quattro angoli su quattro dotati di elastico adibito all’aggancio. Basta asciugamani sulle sedie, per terra, nel lavandino, fuori dal lavandino, o sparsi semplicimente per la casa. Con l’asciugamano 2.0 potremo essere una delle fortunate famiglie che diminuirà la perdita di tempo quotidiano speso per trovare l’angolo giusto.

Lo shampoo 2.0

Sia che voi abbiate una luccicante sfera nazgul o un nido di rondine con innesti di rami secchi, paglia, e moscerini malauguratamente impigliati tra le vostre chiome fluenti, verrà il giorno in cui adopererete uno shampoo per lavarvi. L’utilità di tale prodotto lo rende idoneo anche per altre zone, ma attenzione a non dirlo alle compagne di sesso femminile altrimenti sbotteranno cose del tipo “per quello c’e’ quell’altro prodotto”, oppure “cosa? Hai usato lo shampo-balsamo all’estratto di sudore essiccato di eucalipto lunare coltivato durante le eclissi lunari sulle isole katmandù… solo per quello!?!? Sai quanto l’ho pagato? Adesso non lo usi più”.

Orbene gentili lettori, il problema è alla radice. Se state guardandovi la pianta dei piedi o la pianta sulla confezione del barattolo, abbandonate questo post, non voglio più avere a che fare con voi. Diversamente proseguite.

Il problema, dicevo è alla radice. Guardiamo il soggetto nella sua interezza:

shampo02

Risulta ovvio che sfruttare questo genere di barattoli lasci, per lo meno in minima parte in base alla liquidità del prodotto, degli scarti. Se ora consideriamo che sulla Terra siamo sempre l’abnorme quantità di 7.5 miliardi di persone, ed ognuna con un buon motivo per utilizzare saponi liquidi, shampoo e balsamo, se poi consideriamo che non usiamo un solo prodotto ma svariati, e se poi consideriamo che questo genere di boccette si è impadronito anche di liquidi per lavatrici, barattoli di senape, maionese, e dentifrici in alcuni casi, mi preme farvi riflettere sulla parte rossa. La parte rossa non ha nulla a che vedere con Putin e la russia, almeno in questo caso, e per questa citazione avrò già i servizi segreti alle calcagna (oh, finalmente qualche visitatore!), ehm.. mi preme farvi notare che una abnorme cifra di persone, per una ancora più abnorme quantità di barattoli, si traduce in un mega-cosmo-giga-super speco di prodotti!

Se anche voi, come me, siete stanchi di tutto ciò e volete “gettare nel futuro dei vostri figli” dei barattoli che abbiano solo una piccola quantità di scarto al loro interno, promuovete e adoperate barattoli come questi…

shampo03

…e non come quelli precedentemente visti. Getta anche tu nel futuro di tuo figlio un barattolo a scarto zero! Sciacqua inoltre l’interno del barattolo con acqua per estrarne tutto il contenuto! E ricorda: “La terra non l’hai ereditata dai tuoi padri, ma l’hai avuta in prestito dai tuoi figli”. Magari con lo scarto si lava un po’ anche lui (!?).

Il microonde 2.0

Capita spesso, molto spesso, di avere a che fare con l’impellente necessità di usare potenti mezzi di incredibile ingegno e superiore capacità di calcolo, oltre che adattabilità, malleabilità e un mistico fascino neurale che per certi versi richiama la galassia più profonda, emulandola! Si, mi capita spesso di dover usare il mio cervello. A parte questo torniamo al punto. La situazione è questa: tutti acquistiamo il microonde con il sincero intento di diventare cuochi provetti che da un cubo di metallo estraggono il pesce unto e ben cotto della pubblicità. Finita questa effimera fase che non dura più di due settimane e qualche pesce cotto male, molto male, torniamo alla realtà ed usiamo il microonde per scaldare il latte la mattina. Esso lavora anche mentre siamo un attimo in bagno per battere il minuto e risparmiare tempo. Una tazza, una breve impostazione e il gioco è fatto. Circa un minuto ed il nostro latte, caffelatte o thè è pronto per la fase due.

Ci avviciniamo, apriamo lo sportello del microonde, e cerchiamo la tazza riposta poco prima. Notiamo che la tazza scotta e fuma. Sapete, l’invenzione della maniglia sulle tazze fu inventata più o meno insieme alle tazze. Queste scottavano e la maniglia, provvidenzialmente, ci aiutava a separare il calore della tazza dalla mano. La stessa “tecnologia” fu in seguito introdotta anche nel lanciafiamme, nell’attizzatoio, e fu dimenticata nell’accendino. Ma torniamo pure a noi. Siamo in un era tecnologica, di grande innovazione e di grande avanzamento. Le nanotecnologie sono alla porta e i droni iniziano a solcare i cieli, le paludi e gli oceani.

Forno_microonde2

Ma il microonde si ostina a posizionare la maniglia della tazza in fondo, nell’angolo meno accessibile, dietro ad una tazza a 45 gradi.

Io di microonde ne ho usati tanti, l’età avanza, ma consto che sembrano tutti ignoranti alla stessa maniera. E’ incredibile quanto facciano a gara. Qualcuno del settore , per favore, potrebbe magnanimamente prendere nota ed inserire un piccolo “fine corsa” nel meccanismo del prossimo modello di microonde? Questo fine corsa hai il compito di essere raggiunto ogni qualvolta il timer arriva a zero, facendo ruotare la tazza. Basta questo e tutti i problemi sono risolti. Un sensorino magnetico.

Avanti, per il 2020… confido in voi. Chiamatelo pure il Microonde 2.0 di Lord Hol Napult se vi aggrada.

La Zanzariera 2.0

Eh va bene. Questa è l’ultima innovazione anche perchè fondate teorie avvisano di non forzare troppo l’input su soggetti biologici. Potrebbero innescarsi eventi maldestri e inaspettati che noi tutti non ci auguriamo. Concludo quindi con l’ultima invenzione in termini di prevenzione dal fastidioso insetto: la zanzariera anti zanzare, moscerini e sciami di vespe impazzite. Purtroppo no, non previene le urla dei cani del vicinato, i litigi dei passanti e le vespe da strada, quelle rombanti quanto un Mig ma che traslano un singolo buco del culo dal punto A al punto B a media velocità (e se i buchi sono 2 allora aumenta anche il rumore..).

Divagazioni a parte deducete dalla foto qualche cosa che vi ricorda la zanzariera ma non capite il perchè, anche se la risposta vi solletica senza che riusciate ad afferrarla… cosa di questa foto vi ricorda una zanzariera?

fine della Zanzariera

Orbene la zanzariera è cosa buona, ma ha quel piccolo difetto di essere pressochè invisibile durante la vita quotidiana, quando siamo avventati e maldestri nel perseguire i nostri intenti e non ci sovviene che un muro invisibile, senza pareti ne porte, giace proprio tutto intorno a noi. No, non e’ The Matrix, è la zanzariera. Essa si mimetizza abilmente con i tramonti dorati, mentre la quiete della sera ammalia gli intenti dell’animo gentile, e la dolce brezza di settembre trasporta cuori innamorati tra i muretti del paese e gli odori della carta di quaderni nuovi di scuola. E mentre il cardellino canticchia le sue ultime melodie ed il cielo fonde l’oro caldo dell’estate morente con l’azzurro intenso del freddo autunno, e mentre la vita si riduce in pochi attimi allo spasimo infinito dell’essere uomo e creatura vivente, qualcuno accanto a noi distrugge una zanzariera collassando a terra come nella foto allegata.

Ecco quindi La Zanzariera 2.0 di Lord Hol Napult.

zanzariera

Questa modifica è semplice, pratica, funzionale, e ovviamente vi darà sufficiente avvisi nel caso siate distratti e diretti verso una zanzariera da terrazza. Ecco quindi il breve tutorial.

Procacciatevi del nastro di seta, reperibile anche da pacchi regalo, e tagliatene delle strisce da 30 cm circa. Ora con ago e filo cucite delicatamente la zanzariera chiusa in modo da agganciare questa stoffa in posizioni che stanno all’altezza degli occhi. Nel caso di piccoli poppanti per casa vi toccherà provvedere a due striscie. Cercate di non allineare verticalmente queste strisce in quanto se la zanzariera si avvolge verticalmente è meglio che non si sovrappongano nella loro sede. Inoltre cercate una stoffa molto fine; non adoperate un pezzo di lana, magari cucito da una nonna che per caso corre sull’asfalto. Ricordate che tale stoffa si deve avvolgere quando la zanzariera è chiusa.

Bene, sicuro di aver apportato modifiche al mondo e agli usi e costumi delle genti passate, presenti e future, volgo al termine augurandovi di postare sul vostro blog, nei vostri spazi virtuali, le idee più geniali e socialmente utili che avete in mente. Può darsi che col tempo riuscirete ad avvicinarvi, seppure con le dovute distanze, a queste opere d’arte ingegneristica.

Good Luck! And stay low!

_Lord Hol Napult_

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